Una settimana ancora all’arrivo de “Il Geopoeta”!

“[…] Questo testo è il completamento del lavoro di riflessione ed esplorazione di tutte le tematiche che hanno distinto l’originale cammino editoriale dell’autore. Le “boe” della sua narrativa vengono definite da quindici anni di viaggi, riflessioni, saggi, conferenze, reportage, attività in pubblico (incontri e soprattutto cammini geopoetici) che hanno originato quel percorso narrativo capace di prendere vita nelle storie che nascono tra il territorio e la presenza umana, soprattutto, sviscerando ancora più a fondo l’idea di una poetica della geografia, intesa come materia omnicomprensiva, inclusiva di tutto. Per tale ragione, il lungo capitolo 1 (“La geografia è poetica”) è una vera dichiarazione programmatica, politica e soprattutto poetica: creatività ispirata ed espressa con intenzione, alla ricerca di storie sempre nuove e viste da angolazioni non convenzionali. È la sfida dell’autore in cammino, nel viaggio come essenza per trovare “linguaggi e non parole.”
(Dalla presentazione del libro sul sito di Bolis Edizioni. Qui invece potete trovare le altre presentazioni del libro in programma.)

Il “Geopoeta” è in cammino, prossimo alla meta

Sono veramente contento di leggere della prossima uscita – il 13 marzo, per Bolis Edizioni – del nuovo libro di Davide Sapienza – anzi no, non semplicemente di un “nuovo” libro, ma di un testo che so particolarmente importante per l’autore e la sua narrazione filosofico-letteraria. Si intitola Il Geopoeta. Avventure nelle terre della percezione e, come scrive Davide sul suo profilo facebook, «è il frutto di oltre 20 anni di andar selvatico e scrittura, incontro, riflessione, soprattutto confronto: auspicio al ricongiungimento con la “scrittura della Terra” – la geografia; della poesia che portiamo dentro come canone di comunicazione universale e del quale facciamo parte.» È la prima messa per iscritto organica della Geopoesia, atteso e prezioso vademecum di un pensiero profondo di valenza non solo culturale ma pure, posso dire, antropologica, che sta alla base della scrittura di Sapienza da ormai qualche lustro a questa parte.

Peraltro uno scrivere, il suo, che non è mai fine a se stesso, non è mai pratica meramente espressiva ed editoriale, non è racconto narrato ma è racconto che produce sempre nuova narrazione, pensiero, emozione, percezione. Al riguardo Davide ribadisce «l’invito a ricordarci che i libri non sono un fine onanistico, ma solo un mezzo per stare connessi all’universo, alla sua energia, di cui siamo parte. La mia piccola missione è provare a darvi degli indizi portandovi sulle tracce meno battute verso luoghi dove l’unità della vita è evidente. Chi scrive è al servizio di questa energia creativa, io credo.»

Davide non è solo uno dei migliori scrittori italiani in attività, ma è anche uno dei più intensi. È un caro amico e un esempio, un’ispirazione e una guida per innumerevoli cammini meditativi e letterari, dunque non tanto da conoscente quanto da (passatemi il termine) seguace, ribadisco, sono ben felice di questa sua imminente uscita, e assai desideroso di leggerla.

P.S.: l’immagine in testa al post è un’opera di Samantha Torrisi, espressamente dedicata a Davide e al suo andare in Natura.