“Dol dei Tre Signori”, la nuova guida (Moma Edizioni)

Da oggi, 15 dicembre 2020, è disponibile la nuova guida escursionistica Dol dei Tre Signori, dedicata ad un itinerario montano e al territorio che attraversa tra i più belli delle Alpi italiane, e che ho avuto l’onore e il pregio di scrivere insieme agli amici e valenti colleghi di penna Sara Invernizzi e Ruggero Meles.

La guida nasce su iniziativa della rivista “Orobie” (sul cui ultimo numero, quello del mese di dicembre, trovate un bell’articolo del direttore Paolo Confalonieri che presenta il volume) e grazie al patrocinio di Italcementi HeidelbergCement Group, ed è in distribuzione con il quotidiano “L’Eco di Bergamo” da oggi, appunto, e successivamente con i quotidiani “La Provincia di Como”, “La Provincia di Lecco” e “La Provincia di Sondrio” oltre che in libreria.

Non è esagerato definire la Dol – acronimo che sta per “Dorsale Orobica Lecchese” – uno degli itinerari escursionistici più spettacolari delle Alpi italiane, non solo lombarde: per la varietà e la particolarità di ambienti, territori, paesaggi e valenze naturalistiche, per la ricchezza dei tesori artistici, culturali, storici che offre, per l’insuperabile gamma di panorami e orizzonti che regala e non ultimo, per il piacere e il divertimento che dona il suo tracciato vario e sempre agevole, mai troppo difficile o pericoloso, in alcuni tratti percorribile anche nei mesi invernali. Concepito originariamente a metà degli anni Novanta con sei tappe da Colico al valico di Valcava ma poi conoscendo alterne fortune fino a essere quasi trascurato nonostante le sue peculiarità, ora è stato rivisto e si punta al suo rilancio, con la nuova guida a fare da vivace e intrigante stimolo a tale fine.

I lettori di “Orobie” hanno avuto modo di constatare la valenza della Dol in più di un’occasione, a cominciare dal racconto per la quinta edizione de «In viaggio con Orobie», nel luglio 2017 (qui trovate alcuni dei contributi al riguardo): in quell’occasione il gruppo di viaggiatori, del quale ho fatto parte, ha camminato lungo la Dol per un percorso parzialmente nuovo, che con partenza dal centro della città di Bergamo lo ha prolungato fino a Morbegno passando per la Bergamasca. In questo modo si può dire che l’originaria Dorsale Orobica Lecchese è stata attualizzata con varianti e altre novità, diventando cosi la «Dol dei Tre Signori» in onore della maestosa montagna – il Pizzo dei Tre Signori, ovviamente – che è stata per secoli punto di collegamento tra Repubblica di Venezia, Ducato di Milano e, in Svizzera, Cantone dei Grigioni e che oggi, alla bocchetta di Trona, mette in contatto le province di Lecco, Bergamo e Sondrio, rappresentando per la Dol una sorta di potente nume tutelare montano e un gigantesco cairn che guida i camminatori lungo l’itinerario.

La Dorsale Orobica Lecchese (DOL) è nata a metà degli anni Novanta come itinerario escursionistico in sei tappe, da Colico al Valico di Valcava.
La DOL dei Tre Signori è un cammino che in parte ricalca i passi di quello originario ma lo amplia attraverso le Orobie Occidentali, da Bergamo fino a Morbegno con una variante lecchese da Premana a Colico, sul Lago di Como.
Il nome “DOL dei Tre Signori” richiama quello del monte che secoli fa era il punto d’incontro tra la Repubblica di Venezia, il Ducato di Milano e il Cantone dei Grigioni e ancora oggi mette in contatto le province di Bergamo, Lecco e Sondrio: un ideale fulcro montano per un cammino lungo il quale si coglie non solo la bellezza della varietà del paesaggio e la presenza di fauna e flora ma anche la ricchezza dei segni culturali, artistici e rurali, frutti della relazione secolare e profonda tra uomo e natura che ha reso questi luoghi ciò che sono oggi, forgiandone il carattere culturale.
Un cammino che svela le più significative trasformazioni conseguite dalla dorsale nel corso del tempo, facendone un territorio di singolare pregio del quale ancora oggi è possibile la riscrittura della storia. Per farlo basta il camminare consapevole del viaggiatore guidato da questo piccolo testo: perché conoscere le nostre montagne è il primo passo per mantenerle vive.

(Dall’aletta anteriore del volume.)

[Cliccate sulle immagini per ingrandirle.]

La guida gode di un ricchissimo apparato iconografico con le immagini di diversi fotografi e di una mappa che riporta l’intero percorso della Dol (oltre che di tracciati gpx scaricabili gratuitamente sulla app OrobieActive), ma definirla solo “escursionistica” è parecchio riduttivo, visto che noi autori ci siamo prodigati per redigere un testo e offrire una lettura dal sapore quasi letterario, con la quale non solo e semplicemente illustriamo il cammino e le sue caratteristiche ambientali ma raccontiamo l’intero territorio cercando di tratteggiarne il paesaggio nella sua interezza e attraverso diverse “trame narrative” – storiche, geografiche, culturali, sociali, antropologiche, geologiche, naturalistiche, eccetera. Anche così il volume riporta l’attenzione sulla bellezza generale e sull’importanza di questo cammino capace di “cucire” i territori delle tre province. «La Dol – come scriviamo nella presentazione della guida – va immaginata come un fiume di pietra e prati che scorre alto sopra le nostre teste, raggiunto da sentieri i quali, come affluenti che fluiscono verso l’alto, salgono da vallate ricche di storia e tradizioni: San Martino, Imagna, Valsassina, Taleggio, Brembana, Varrone, Gerola e Valtellina». Si suggeriscono innumerevoli spunti proprio per cogliere il rapporto che si è verificato nel tempo tra uomo e Natura: «È questo intreccio secolare e profondo – rimarchiamo – che ha reso questi luoghi come li vediamo oggi e ne ha forgiato il peculiare carattere culturale». Un carattere che, per essere (ri)scoperto, compreso, e apprezzato, richiede solo due semplicissime azioni: leggere la guida e mettersi in cammino lungo la Dol. Due cose tanto semplice quanto fondamentali che, ve lo assicuro, vi divertiranno, doneranno al vostro animo emozioni profonde e appagheranno la vostra mente, il cuore e lo spirito.

Sara Invernizzi, Ruggero Meles, Luca Rota
DOL dei TRE SIGNORI. Dorsale Orobica Lecchese
Moma Edizioni, 2020
ISBN: 978-889562534-8
Pagg.192, € 14,00

La “Dol dei Tre Signori” in TV!

Una “pre-presentazione” della nuova guida escursionistico-letteraria Dol dei Tre Signori noi autori – lo scrivente con Ruggero Meles e Sara Invernizzi – l’abbiamo già proposta, su Bergamo TV nella puntata di “Orobie Extra” di mercoledì 9 dicembre scorso (in replica domani, domenica 13, alle ore 20.30 oltre che visibile sul canale YouTube di Redazione Orobie), condotta da Cristina Paulato. Eccola qui:

Vi rammento che da domani, 15 dicembre, la guida è in distribuzione con il quotidiano “L’Eco di Bergamoe successivamente con i quotidiani “La Provincia di Como”, “La Provincia di Lecco” e “La Provincia di Sondrio”. Segnatevi l’appuntamento con l’edicola più vicina e accaparratevela!

“Dol dei Tre Signori”: martedì 15, in edicola!

[Cliccateci sopra!]

La Dorsale Orobica Lecchese (DOL) è nata a metà degli anni Novanta come itinerario escursionistico in sei tappe, da Colico al Valico di Valcava.
La DOL dei Tre Signori è un cammino che in parte ricalca i passi di quello originario ma lo amplia attraverso le Orobie Occidentali, da Bergamo fino a Morbegno con una variante lecchese da Premana a Colico, sul Lago di Como.
Il nome “DOL dei Tre Signori” richiama quello del monte che secoli fa era il punto d’incontro tra la Repubblica di Venezia, il Ducato di Milano e il Cantone dei Grigioni e ancora oggi mette in contatto le province di Bergamo, Lecco e Sondrio: un ideale fulcro montano per un cammino lungo il quale si coglie non solo la bellezza della varietà del paesaggio e la presenza di fauna e flora ma anche la ricchezza dei segni culturali, artistici e rurali, frutti della relazione secolare e profonda tra uomo e natura che ha reso questi luoghi ciò che sono oggi, forgiandone il carattere culturale.
Un cammino che svela le più significative trasformazioni conseguite dalla dorsale nel corso del tempo, facendone un territorio di singolare pregio del quale ancora oggi è possibile la riscrittura della storia. Per farlo basta il camminare consapevole del viaggiatore guidato da questo piccolo testo: perché conoscere le nostre montagne è il primo passo per mantenerle vive.

(Dall’aletta anteriore del volume.)

ART MARK for XMAS!

ART MARK for XMAS è un’iniziativa promossa e sostenuta da Articon & Alpes – realtà con le quali mi pregio di collaborare – in collaborazione con Spazio Hortensia.

Nello spazio di Milano in Via Savona 45/53 potrete incontrare alcuni artisti che proporranno le loro opere in vendita e così visitare lo spazio stesso, un nuovo luogo dedicato alla cultura e all’arte che da gennaio aprirà le porte al progetto culturale B(r)E(a)THE SPACE nonché la preview (con possibilità di acquisto degli scatti) della mostra della fotografa Elena Galimberti Milano come mai, curata da Luciano Bolzoni e dedicata interamente alla nostra città.
Da domani e fino al 20 dicembre troverete libri, musica, acquerelli, fotografie, sculture e oggetti artistici in legno di artigiani dell’immaginario che vi aspettano per un regalare o regalarsi un oggetto unico in occasione del Natale, anche solo per piccoli pensieri comunque preziosi e a loro modo rari.
Insomma: che siano piccoli presenti oppure grandi doni, a Natale regala l’arte e la cultura!

Per poter garantire la massima sicurezza negli accessi è fortemente consigliata la prenotazione, che è possibile direttamente cliccando sull’immagine in testa a questo articolo: scegliete l’ora e il giorno in cui vorrete venire a visitarci:

  • 11, 17 e 18 dicembre dalle 15:30 alle 19:30
  • 12, 13, 19 e 20 dicembre dalle 11:00 alle 18:00 (orario continuato)

Per qualsiasi altra informazione o richiesta al riguardo, chiedete direttamente ad Alpes, qui!

The Gentlemen

È un piacere ritrovare in The Gentlemen il Guy Ritchie di Snatch, pellicola che ad inizio secolo mi aveva entusiasmato per il suo iperdinamismo da videoclip musicale. Poi l’avevo abbastanza perso, il regista inglese, vuoi per alcuni notevoli flop, vuoi per altre opere più dignitose ma che non hanno attratto la mia attenzione e vuoi per essere diventato, nel frattempo, il “Signor Madonna”, cosa che a mio modo di vedere non ha giovato affatto alla sua carriera, oscurandola parecchio. In The Gentlemen torna invece l’action-gangster movie in salsa ultrabritish, con un plot di quelli invero fin troppo abusati (la guerra tra malavitosi di varia natura e le rispettive gang per il controllo di un qualche traffico illegale, qui di droga) che tuttavia s’impreziosisce di un gran cast che in ogni soggetto da il meglio o quasi di sé. Certo, da Snatch sono passati vent’anni e il dinamismo di allora qui riproposto non è più una novità così entusiasmante, tuttavia Ritchie resta – come ricordavo bene – un maestro nel gestire trame intrecciate e intricate nelle quali fino in fondo non si capisce chi siano i buoni, chi i cattivi (e alla fine si scopre che il più cattivo di tutti è in fondo anche il più “buono” – non è uno spoiler, tranquilli!) e lo fa attraverso trovate filmiche piacevoli e divertenti che consentono alla pellicola di viaggiare veloce e di non finire in confusione, oltre che grazie a un notevole stile – molto british, senza dubbio – che caratterizza situazione di vernacolare raffinatezza e rende sia i buoni che i cattivi comunque cool.

Ecco, poi forse manca, in The Gentlemen, il coup de théâtre che farebbe gridare al genio – sembra sempre lì per saltare fuori ma alla fine non esce – tuttavia ciò non toglie affatto interesse o pregio alla pellicola (semmai non ne aggiunge ulteriore, appunto). Non toglie nemmeno di torno il sospetto di eccessivo tarantinismo (sì, nel senso di Quentin ovviamente) che molti contestano a Ritchie: dal mio punto di vista, però, già quell’aura molto britannica ma pure parecchio cockney che permea il film aiuta Ritchie (forse a sua insaputa, non so) a mantenersi su un binario paragonabile a quello di certe pellicole di Tarantino ma non convergente e comunque dotato di un proprio “perché”.

Insomma: un film stiloso tanto quanto ruvido e sempre divertente, peraltro palesemente costruito (e lo si intuisce bene alla fine) per avere un suo naturale sequel. Guardatevelo, e poi vedremo che ne sarà.