Una certa narrazione delle Olimpiadi 2026, sulla televisione pubblica

[Immagine tratta da www.rai.it/ufficiostampa/.]
In relazione al mio post di sabato 13 gennaio scorso pubblicato qui sul blog nel quale ho scritto della trasmissione di Rai3 “Far West” dedicata alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, che andrà in onda questa sera alle 21.20, l’amico Luigi Casanova – che vi interverrà in qualità di massimo esperto del tema – mi ha inviato ieri le proprie considerazioni su un altro programma della stessa rete, “Petrolio”, andato in onda sempre sabato 13 e di nuovo sul tema “Olimpiadi”.

Tale programma non l’ho visto ma la mia conoscenza e considerazione nei confronti di Casanova mi impone l’obbligo di riportare le sue considerazioni tali e quali ricevute, che trovo del tutto significative circa la peculiare dimensione mediatica che si sta costruendo intorno al prossimo evento olimpico milanese-cortinese, che si direbbe funzionalmente orchestrata al fine di adombrare le tante (troppe) e grandi criticità che le Olimpiadi stanno generando.

Sabato 13 gennaio, è andata in onda la trasmissione “Petrolio” (quale offesa nel riprendere questo titolo, rivolta a Pasolini).
A parte lo scandalo di una stessa rete pubblica (Rai3) che nella stessa giornata con due gruppi diversi a Cortina intervista le stesse persone sullo stesso tema senza porsi nessun problema etico sul dovere del risparmio, quanto andato in onda sabato è riduttivo (sinonimo benevolo). Si è dimostrato cosa significhi essere giornalisti scendiletto.
Certo, hanno dato spazio a due grandi personalità come la giornalista Marina Menardi o come il forestale Silverio Lacedelli, autorevoli e riconosciuti combattenti a difesa dei beni comuni. Ma hanno censurato il sottoscritto, Giovanna Ceiner (Italia Nostra), la consigliera comunale di minoranza di Cortina Roberta De Zanna, mentre hanno dato spazio alla nullità del sindaco di Cortina Lorenzi.
Cosa dicevano questi tre censurati? Spiegavano, in grande sintesi ma con efficacia, perché le olimpiadi non sono a costo zero (a oggi 5,3 miliardi), perché non sono sostenibili (evitata la VAS nazionale), perché non aiutano la montagna nella lotta allo spopolamento, perché devasteranno le valli con impressionanti circonvallazioni, il gioco sporco che si sta attuando attorno alla pista di bob. Vi assicuro, era sufficiente una frase ciascuno ai tre censurati e il servizio cambiava registro, l’ascoltatore aveva chiaro il quadro di riferimento.
Del resto è sufficiente vedere chi c’era in studio. Il solito vuoto e altezzoso e perché no, incompetente Gianni Riotta, mentre è stata bravissima e chiara nel suo ruolo la signora Evelina Christillin. Anzi, ha sottolineato aspetto che noi da sempre sosteniamo: le strutture si migliorano laddove ci sono e funzionano (pista di bob e non solo).
Vergognosa poi la lunga “leccata” all’assessore altoatesino Alfreider riguardo la viabilità (la distruzione della val Pusteria), riguardo Plan de Corones e la ferrovia (la devastazione totale della montagna assieme a Val Senales). Invece, non una parola sullo scempio e i costi del centro del biathlon di Anterselva (oltre 40 milioni di euro di spesa).
Risultato: quello che doveva essere un servizio perlomeno laico sulle Olimpiadi si è trasformato in un’ulteriore marchetta pubblicitaria, senza portare rispetto agli intervistati che si sono generosamente donati all’inadeguato giornalista.
Speriamo che il servizio di domani sera (cioè stasera, n.d.L.), ore 21.20  su RAI 3 (“Far West”) sia più rispettoso della sensibilità contraria a queste olimpiadi. Il giornalista mi è sembrato del tutto diverso e più attento, anzi, preciso.

Le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 e ciò che comportano, lunedì sera su Rai3

[Foto di Jametlene Reskp su Unsplash.]
Lunedì prossimo 15 gennaio, alle ore 21.20 nel corso della trasmissione “Far West” su Rai Tre, andrà in onda un ampio servizio dedicati alle prossime Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 e alle numerose criticità che presentano – questo e gli altri grandi eventi sportivi gestiti dalla politica. Tra gli interventi vi sarà quello dell’amico Luigi Casanova, vicepresidente di Italia Nostra del Trentino, presidente onorario di Mountain Wilderness Italia e tra i massimi esperti del tema “Olimpiadi 2026” in forza del lavoro svolto e pubblicato nel suo libro Ombre sulla neve, del quale ho scritto qui.

Credo proprio che sarà una visione importante e assai utile a comprendere meglio la questione e le sue numerose, complesse implicazioni. Per quelli (come me) che magari non guardano la TV tradizionale, ci sarà ovviamente la possibilità di seguirla in streaming su Rai Play  o di recuperarla nel podcast del programma.

Mano al portafogli, che c’è da pagare (sempre di più) le Olimpiadi di Milano-Cortina!

[Foto di Jametlene Reskp su Unsplash, elaborata da Luca.]
«Le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 saranno a costo zero per lo Stato italiano e prevedono una spesa di soli 1,3 miliardi di dollari.»

Dicevano questo, già.

Be’, ad oggi i costi ammontano al triplo di quella cifra – considerando che mancano ancora più di due anni all’evento olimpico – e saranno per la gran parte sostenuti da stanziamenti pubblici. Soldi dello Stato italiano dunque, quello che non doveva sostenere nulla.

«Costo zero». Dicevano proprio così.

Così, mentre mettete (mettiamo) tutti insieme mano al portafogli per sborsare quanto necessario ai Giochi suddetti, intanto che servivi e beni essenziali per i territori di montagna continuano a essere definanziati e tagliati, sappiate che non c’è solo la famigerata (e, si spera, definitivamente accantonata) pista di bob di Cortina da dover pagare – noi tutti, ribadisco. Ecco un altro esempio emblematico, al riguardo (cliccate sull’immagine per ingrandirla):


Che gran bella cosa le Olimpiadi, vero? EVVIVA!

Pista di bob di Cortina, per qualcuno non c’è limite al peggio

Per passare dalla tragedia alla farsa il passo può essere breve un po’ ovunque, ma come in Italia si riesca a passare con altrettanta rapidità dalla farsa alla pagliacciata bella e buona, con figuraccia planetaria annessa, è qualcosa di effettivamente raro se non unico:

Cliccate sull’immagine per leggere l’articolo de “Il Dolomiti”. Invece qui “Il Post” ricostruisce la grottesca vicenda della pista di bob olimpica di Cortina, che qualsiasi persona dotata di ordinario buon senso riterrebbe chiusa e da dimenticare velocemente e invece continua in modi sempre più sconcertanti. Modi per i quali i cittadini italiani potrebbero pagare ben 120 milioni di Euro, è bene ricordarlo.

P.S.: i numerosi articoli che ho dedicato alla pista di bob cortinese li trovate qui.

“Ombre sulla neve” e “Inverno liquido”, domani sera in (Libreria) Alaska

Domani, martedì 28 novembre, dalle ore 19 presso la Libreria Alaska di Milano, avrò l’onore e il piacere di moderare – insieme all’Associazione APE Milano – l’incontro tra Maurizio Dematteis, direttore dell’Associazione Dislivelli, e Luigi Casanova, presidente onorario di Mountain Wilderness Italia, che presenteranno i rispettivi libri Inverno liquido: la crisi climatica, le terre alte e la fine della stagione dello sci di massa (DeriveApprodi) e Ombre sulla neve. Il “libro bianco” delle olimpiadi invernali (Altreconomia).

Due libri pubblicati ormai un anno fa ma il cui valore – narrativo, testimoniale, documentale, didattico – continua a rimanere costante nel tempo se non a crescere sempre più: martedì faranno da prezioso e efficace stimolo per discutere con i loro autori e con APE Milano di alcuni dei temi più emblematici che caratterizzano la realtà contemporanea delle montagne italiane, soprattutto di quelle sottoposte all’industria turistica, nonché della relazione tra città e montagna in ottica presente e ancor più futura nel contesto sociale, economico, culturale, climatico e ambientale che stiamo vivendo e per molti versi subendo, in maniera crescente col passare delle stagioni.

Lo faremo a Milano, città storicamente legata alle montagne che disegnano il suo orizzonte alpino, prossima sede olimpica invernale e proprio in questa veste un luogo urbano che compendia – nel bene e nel male – molti degli aspetti propri delle tematiche sulle quali discuteremo insieme. Aspetti sovente troppo sottovalutati eppure fondamentali per il futuro della parte di mondo nella quale viviamo, che lo si viva da montanari o da cittadini.

Sarà un incontro oltre modo interessante, affascinante, illuminante: da non perdere, senza alcun dubbio. Per saperne di più al riguardo, cliccate sull’immagine in testa al post.

Dunque ci vediamo “in” Alaska domani sera! Non mancate!