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Oligopornografia

Vogliono l’esclusiva, in pratica.
Be’, che diamine, da questo punto di vista ha ragione, lo strano tizio. In effetti chi meglio di loro produce pornografia, oggi?
Eh, appunto!
Senza paghetta
Non so se pure questa cosa sia una sorta di effetto collaterale del coronavirus, fatto sta che ultimamente sui social circolano più di prima – mi sembra – richieste di “amicizia” equivoche: alcune che quanto meno tentano di darsi un certo tono, in ciò che offrono, altre invece più dirette e esplicite. Però quella qui sotto, ricevuta di recente, è sicuramente parecchio, ehm… suggestiva:

«Senza paghetta» ha scritto!
Ma che teeeenera! Vero?
Be’, anche no, ovvio, ma di certo lo pensano i reggenti dei social, ai quali è pressoché inutile segnalare pagine del genere, scaltramente allusive ma non troppo così da evitare censure, visto che rappresentano una bella fetta del loro guada… anzi, della loro paghetta. Già.
Il Volo e lo schianto
Qualche giorno, fa, nel cercare notizie su di un libro edito da Kaos Edizioni, mi sono imbattuto in quest’altra loro pubblicazione del 2012 la cui copertina vedete qui accanto, dedicata al citato “scrittore” di “successo” (entrambe virgolette doverose) e della quale non conoscevo l’esistenza.
Be’, la cosa è assai divertente; poi, al di là dello spasso suscitato, mi chiedo se dedicare un libro intero all’esegesi critica del “fenomeno mediatico” in questione non sia solo uno spreco di tempo, carta nonché di luci della ribalta ulteriormente regalate al soggetto che per giunta così ne ha ricavato ulteriore popolarità, oppure se il libro sia una doverosa denuncia, messa nero su bianco dacché semper scripta manent, della nullità assoluta del suddetto fenomeno dal punto di vista letterario e non solo, che alla lunga abbia contribuito a minarne il successo.
Non so, insomma. Però è divertente, ribadisco, fosse solo per quel sottotitolo così franco che dice già tutto con ammirevole sintesi tanto quanto scarso fiuto commerciale e “didattico”, ecco.
In ogni caso, cliccate sull’immagine per saperne di più.
Oggi è la giornata contro la violenza sulle donne
Oggi, 26 novembre, è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
Come dite? Era ieri, invece?
Sicuri?
Sicuri che non lo sia oggi, 26 novembre, e domani 27, e il 28 e il 29 e ogni altro giorno dell’anno?
Sicuri che non debba essere sempre, una tale giornata, ovvero che non debba essere mai più registrato alcun femminicidio in nessun giorno dell’anno?
Perché finché ce ne sarà anche solo uno, di caso, la questione resterà aperta e nessuna sconfitta di una barbarie così spaventosa potrà essere annunciata – non è una questione di statistiche, in fondo, di aumenti o diminuzioni dei femminicidi, di trend e quant’altro: ne basta solo uno, di caso, per rimarcare la gravità del fenomeno.
D’altro canto l’Italia è un paese nel quale quasi il 24% delle persone pensa che i casi di violenza siano da imputare a come le donne si vestono. Quasi un quarto della popolazione, nel 2019, in un paese che si dice “progredito”. Uno schifo che va risolto in modo del tutto drastico dal punto di vista culturale, perché è evidente che qui le pene più o meno pesanti non contano ma deve contare un radicale – r-a-d-i-c-a-l-e – cambio di cultura in ogni settore della società civile.
Anche per questo ogni giorno dell’anno è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Per questo, per ogni donna e, ancor più, per ogni uomo.