Si può essere più o meno d’accordo con il senso del gesto (io lo sono assolutamente, come già ho scritto qui) ma, nel principio, trovo che il pubblico rifiuto di Corrado Augias della Legion d’Onore, massima onorificenza francese, restituendone le insegne in segno di protesta contro la recente decisione del presidente francese Emmanuel Macron di concedere quello stesso importante riconoscimento al presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi – secondo Augias «un capo di Stato che si è reso oggettivamente complice di efferati criminali» – sia un atto di antico e nobile lignaggio intellettuale. “Antico” perché suo malgrado desueto, per come la figura dell’intellettuale negli ultimi anni si sia indubbiamente degradata, banalmente mediatizzata, convertita in quella assai meno nobile dell’opinion maker (o, ancora peggio, dell’influencer da social network), legata a pratiche “sloganistiche” sovente prive di spessore culturale al punto che, sempre più frequentemente, oggi “l’intellettuale” ovvero la figura presunta tale e da qualcuno così definita è proprio quella del proclamatore di slogan totalmente di parte ovvero antitetico alla figura colta «depositaria di valori culturali universali che trascendono gli interessi particolari e i pregiudizi partigiani», come enuncia la definizione del termine.
Corrado Augias è peraltro personaggio pubblico in tal senso ormai raro e dunque assai apprezzabile, al di là delle sue posizioni e convinzioni (con le quali, ribadisco, si più concordare oppure no): mi fa piacere che il suo gesto sia stato ampiamente ripreso dagli organi di informazione “seri” – come quelli che cito/linko qui – anche proprio per come attraverso di esso Augias riesca a ridare valore a quella definizione e alla relativa figura, così in crisi nell’opinione pubblica della società contemporanea (se non estinta o quasi, appunto) eppure niente affatto anacronistica, anzi, ancor più fondamentale di una volta nel mondo tanto iperconnesso quanto psico-sconnesso di oggi, così bisognoso di certezze culturali e ideali intellettuali nell’oceano di fake news, idiozie, ignoranze e barbarie varie e assortite che lo stanno soffocando.
Non voglio dire, insomma, che si debba tornare a leggere e praticare un testo come La missione del dotto di Fichte, ma dico che un testo come questo, se messo in pratica oggi come un “dotto” qual è Augias fa con il suo pur simbolico gesto, e se praticato diffusamente, credo che farebbe questo nostro mondo un poco migliore di quel che è, o quanto meno più consapevole e erudito. D’altro canto,
L’uomo esiste per migliorarsi sempre più dal punto di vista morale e per rendere migliore tutto ciò che lo circonda: sia nella sfera della sensibilità, sia anche, se lo consideriamo nell’ambito della sensibilità. sia anche, se lo consideriamo nell’ambito della società, dal punto di vista etico e così facendo, per rendere se stesso sempre più felice.
Be’, come non poter essere d’accordo con queste parole, seppur scritte più di due secoli fa?
Poi, in tutta sincerità, a me il termine “intellettuale” non piace nemmeno tanto; preferisco “pensatore”, nonostante sia forse anche più desueto del primo. D’altro canto l’intelletto lo abbiamo tutti, il pensiero credo invece di no. Ecco.

Ma non sarebbe finalmente il caso di pubblicare un quotidiano sul quale non ci siano notizie relative alla “politica” e al relativo teatrino dei partiti e dei politici, se non quelle assolutamente fondamentali (e non sono più di quattro o cinque all’anno)? Non ci vorrebbe una buona volta il coraggio di ammettere che le suddette notizie che così tanto infarciscono gli organi di informazione italiani non sono altro che marchette da elargire a questo o quell’altro riferimento partitico, le quali all’opinione pubblica e al suo livello di cognizione civica non provocano altro che danni? Non dovrebbe essere la missione naturale e imprescindibile della stampa quella di comunicare al pubblico l’essenza dei veri fatti piuttosto della vuotezza di così tante parole, di informare e non di annunciare, di agevolare a chiunque la comprensione della realtà invece di appoggiare chi la vuole mistificare per propri esclusivi fini? O, più semplicemente, di comunicare notizie utili e importanti, non cronache arroganti e sterili?