Il gesto (inconsulto) del cuore


Vi dirò, in tutta sincerità – e chiedo scusa fin da ora per la franchezza: insieme a quelli che con le dita fanno il segno delle virgolette, sto cominciando ad aborrire pure quelli che con le dita fanno il gesto del cuore, o qualcosa di simile alla sua forma. Indicano (credono/pretendono di indicare) amore, passione, affetto – ok, va bene, apprezzabilissimo, per carità. Ma quando una cosa imposta sostanzialmente per moda e marketing diventa reiterata al punto da risultare spesso stucchevole e pure fuori luogo, perdendo il suo significato originario per divenire mera gestualità conformista buona per selfie o altro di così banale, beh… dateci un taglio, ecco. Non alle mani, eh, ma al gesto sì – che peraltro, se usato con parsimonia e coerenza, accresce notevolmente il suo significato. Perché se è vero che “Il corpo è uno dei mezzi con cui noi ci esprimiamo quando esauriamo le parole” (David Batchelor), è pure vero che se il “parlare” utilizzando sempre le stesse parole (vocali o gestuali) è inesorabile segno di scarsa brillantezza mentale.

P.S.: che poi lo stesso gesto, capovolto come nell’immagine lì sopra, in verità ricorda più… beh, meglio non dire cosa.

P.S.#2: sono troppo acido, dite? Evabbé, sarà l’età che avanza…

Non ci sono più le mezze stagioni, ma c’è pieno di mezze calzette.

Insomma, bastano due-giorni-due di caldo oltre la media e già lo svacco e la sciatteria imperano nell’ognidove italico, con manifestazioni pubbliche di fogge che in frequenti casi risulterebbero probabilmente ridicole persino per un party trash ferragostano in spiaggia ove chi si vesta peggio s’accaparri un cocktail gratis. Peraltro con accanto, lungo le vie cittadine, gente che non ci sta ancora climaticamente capendo molto e gira come fosse in partenza per l’Antartide!

Va bene che siamo passati in pochi giorni da un clima prettamente invernale a un’afa tropicale, va bene che la un tempo celebre e celebrata eleganza italiana è stata ormai da tempo gettata alle ortiche (o nei bagni di qualche sala slot) insieme a tante altre una volta prestigiose virtù nazionali, va bene che il clima sta impazzendo e le persone non gli sono da meno, ma qui non ci saranno più le mezze stagioni ma di contro c’è pieno di mezzecalzette!

Ora, non arrivo a dire che pure da queste cose si possa comprendere lo “stato della nazione” (precarissimo, per quanto mi riguarda), però l’ho praticamente scritto. Ecco.

Constatazioni ineluttabili

Constatare ogni volta come le cose che fanno credere a certe persone di essere assolutamente importanti o addirittura “indispensabili” (con la pubblica manifestazione dei relativi atteggiamenti) siano spesso qualcosa di profondamente insulso, se non di totalmente stupido, è sempre molto significativo.
Molto.
Ripetitivo, ormai, ma assai significativo.

Repetita iuvant, in fondo, anche in questo caso.

Weinstein e gli altri, ovvero: sull’abuso dell’abuso

Da comunissimo “uomo della strada” quale sono, mi viene da pensare che ‘sta questione delle molestie sessuali stia un po’ sfuggendo di mano.

A prescindere dalla consueta constatazione sul fatto che, evidentemente, buona parte della gente vive sui peri e, in tali occasioni, puntualmente casca da essi come di fronte a cose improvvise, impossibili da pensare e prevedere, ovviamente non sono in discussione le sacrosante denunce di atti vili compiuti da personaggi ignobili, alle quali spero facciano seguito adeguate e indiscutibili sanzioni. Tuttavia il solito caos sensazional-mediatico creatosi nel frattempo, entro il quale ci sta finendo di tutto, dallo stupro vero e proprio a episodi del tutto risibili (la cui lettura sugli organi d’informazione mi fa credere – consentitemelo – che le donne non siano più capaci di mollare sonori ceffoni ai “corteggiatori” meno eleganti e graditi e finirla lì con le loro più viscide avances!) rischia veramente di traviare il senso originario della questione.

I sensi, anzi, per come me ne vengano in mente numerosi. Ad esempio (ne cito solo alcuni, i primi che mi balzano in mente): uno, che buona parte del mondo in cui viviamo sia inesorabilmente regolato da tali vili bassezze; due, che per l’ennesima volta si dimostra che queste bassezze sono soprattutto appannaggio della parte maschile, che non perde occasione di dimostrare la propria sconcertante primitività nei confronti (in senso materiale e immateriale) della parte femminile; tre, che evidentemente nessuno ad esse voglia opporsi ovvero combatterle per eliminarle definitivamente, chissà se per menefreghismo, per accondiscendenza consapevole, per personali armadi ugualmente pieni di scheletri o altro; quattro, che, appunto, col polverone mediatico e gossiparo levatosi c’è il serissimo rischio di banalizzare i casi più gravi, di “normalizzarli” in un cumulo statistico troppo ampio e confuso dando di essi un riscontro pubblico meno ignominioso di quanto dovrebbe essere. Senza contare che, a proposito di gravità non così evidente di certi casi, ho pure il sospetto che qualche attricetta di scarso successo ne stia approfittando per tentare di ritornare sui giornali attraverso denunce che, a volte, sfiorano veramente il ridicolo, e che donne d’altri tempi o d’altra tempra avrebbero risolto in modi ben più spicci e amen, come detto.

Insomma, su tutto ciò il “comune uomo della strada” quale io sono si pone un tot di domande pressoché spontanee ovvero, per dire:

  • Ma dunque dove si deve concretamente porre il limite “moralmente condivisibile” tra molestia criminosa e avances pesante ma innocua?
  • E tra atto consenziente o meno?
  • Il fatto che la percezione di questi limiti sia ovviamente assai personale può giustificare alcune uscite di cui si legge sui giornali?
  • Ma tutto questo (all’apparenza) tamburellante dibattito pubblico sul tema segnala un autentico cambio d’atteggiamento, una reale volontà di “mondare” la società da questa piaga, oppure è solo il solito, bieco, ipocrita moralismo?
  • Perché nessuno, pare, riesce a cambiare questo ignobile e schifoso modus operandi tanto diffuso, non solo nello showbiz?
  • Ma tra qualche mese se ne parlerà ancora con tale insistenza, di questo argomento? Che dite?
  • E i tanti vari personaggi messi oggi giustamente sulla gogna, lo saranno ancora, tra un po’ di tempo? Oppure, comunque forti della loro influenza pubblica, l’avranno tranquillamente sfangata?

Come adeguatamente mette in luce questo ottimo articolo sul tema di dailybest.it, e come a mia volta ribadisco, il problema non è che se ne parli troppo (come qualcuno del mondo dello spettacolo sostiene) o troppo poco, ma che se ne parli bene, con serietà, appropriata cognizione di causa, relativo consapevole approfondimento, e senza alcun sensazionalismo terribilmente banalizzante oltre che assai viscido e subdolo. E, inutile rimarcarlo, punendo di conseguenza tutti i colpevoli in modo adeguato alle loro azioni.

È chiedere troppo, questo? Forse, la risposta a questa domanda è proprio, e purtroppo, nella constatazione dell’attuale realtà dei fatti. Sperando che quella di domani, di realtà, sia diversa da quella che è stata fino a oggi, ovvero che veramente scaturisca la volontà di finirla una volta per tutte con quel mondo schifoso e con i tanti personaggi che ne sono reggenti e rappresentanti, l’un l’altro reciprocamente sodali nei propri ambiti e al di fuori di essi.

Io per ora un’opinione ce l’ho, e mi auguro vivamente sia quella sbagliata. Ecco.