GGente che va in montagna

Sono reduce da qualche giorno passato in montagna e, devo confessare, in questo periodo di massima affluenza turistica “automatica” per le vacanze di fine anno in forza della quale giunge tra i monti un pubblico estremamente eterogeneo – fin troppo, in numerosi casi -, lo sguardo mi si fa irrefrenabilmente mordace (chiedo venia fin da ora per ciò) e la mente, di conseguenza, rispolvera le parole di Giusto Gervasutti scritte nel suo Scalate nelle Alpi quasi ottant’anni fa (il librò uscì in prima edizione nel 1945):

Io sono sempre stato fortemente convinto che, tra gli esseri viventi che abitano la Terra, l’uomo sia certamente il più brutto, ma ciò che si può osservare a Chamonix in fatto di campionario umano supera ogni immaginazione. L’ottanta per cento della gente che si vede girare per le strade, la quasi totalità di quella che regolarmente sale a Montenvers a contaminare il ghiacciaio, sembra inviata qui per una mostra particolare, vestiti nei modi più sgraziati possibili, in modo da aumentare la loro bruttezza. Persino i bambini seguono la sorte comune.

Così, di fronte a gente che “ammiro” muoversi su neve e ghiaccio indossando giubbotti di montone e mocassini o di contro bardata come se dovesse affrontare la traversata dell’Antartide a piedi (con relativa espressione facciale sgomenta), che vedo indicare e nominare con sicumera vette di montagne che in realtà si trovano dalla parte opposta a quella indicata o che non s’allontana di più di 50 metri dal proprio hotel per paura di perdersi, mi pongo il consueto quesito: è comunque un bene che siffatte brave persone senza alcuna consapevolezza (tecnica e culturale) dell’ambiente montano ci vadano, in montagna, sperando così che la fascinosa bellezza delle terre alte ne riattivi lo spirito (e agevoli una buona rieducazione al riguardo), oppure – un po’ come sosteneva indirettamente Gervasutti – c’è il rischio che le suddette brave persone finiscano per (o continuino a) contaminare la montagna con i propri modus vivendi bassamente metropolitani e consumistici in base ai quali ricercare nei monti niente più che un ennesimo banale divertimentificio in salsa alpestre?

Personalmente, trovo ancora difficile risolvere il quesito. Propenderei per la prima alternativa – in fondo è ciò che metto in pratica nelle mie attività sui territori montani – ma devo ammettere che la seconda a volte mi sembra ineluttabile e vanificante la prima. Ovvero che sia la prima a essere ineluttabile al fine di riuscire a vanificare l’altra, prima o poi. Ecco.

P.S.: l’immagine in testa al post (presa da qui) in realtà è estiva, ma il concetto è lo stesso. Sono turisti vagabondanti sui ghiacciai del Monte Bianco agghindati come per una passeggiata sul lungomare di Riccione. Già.

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13 pensieri su “GGente che va in montagna”

  1. Però l’abito mai fa il monaco. Ti ho messo il “mi piace” perché, comunque, ho percepito il tuo autentico fastidio, tuttavia è come durante una messa, suvvia… Chi sfoggia capi nuovi e se la tira accodandosi alla Comunione, e chi prega davvero. Tu ottieni la tua intimità con la montagna, loro no. Si arrangino!

    1. Sì, Milady, in effetti capisco la tua osservazione e, nel principio, non posso che darti ragione. Però, se l’abito non fa il monaco, sovente il monaco può fare l’abito: l’importante è che sia capace almeno un poco di farlo, altrimenti non solo non lo fa, l’abito, e non ci si fa rappresentare, ma nemmeno monaco è.
      E comunque lo sai che se non guadagno i tuoi “mi piace” ci resto malissimo. L’abito non fa il monaco, i like sì! 😀 😛 😉

  2. Beh, non che la gente che si reca al mare sia meno fastidiosa 😂. Però, da amante della montagna (sono “dolomitica”), non posso che convenire col tuo ragionamento.

    1. Sì, è vero. Diciamo che la questione da me descritta non ha (più) limitazioni geografiche, purtroppo. E in effetti certe zone delle Dolomiti la subiscono in maniera drammatica, alla faccia dell’Unesco. :/

    1. Vero, Paola. Che a tal punto la bandierina la potrebbero tranquillamente mettere sul mappamondo posto accanto al divano di casa restandoci seduti a guardare Google Maps. -_-

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