
…Leggiamo più libri!
…Scriviamo meno libri!
Che magari, in tal modo, salviamo pure la letteratura (in quanto “arte”), eh!
Tag: librerie
Evviva la riscossa degli editori… ma quella dei lettori?
Sia chiarissimo – non fraintendetemi nemmeno per un istante: ai giovani editori vadano grandi onori, glorie imperiture, gratitudini illimitate (e magari – sarebbe il caso, come già in altri paesi avviene – particolari incentivi di stato, posto il lavoro di fondamentale importanza socioculturale che fanno)… ma, testardamente, vedendo quel titolo (cliccateci sopra per leggere l’articolo originario) ho subito pensato: beh, e una riscossa dei lettori (giovani o meno), quando? Ovvero, per dirla in altro modo: vi può essere autentica riscossa degli editori se nel contempo il numero dei lettori continua a diminuire? Ancora: non sarebbe finalmente il caso di incentivare in ogni modo possibile e (in)immaginabile una riscossa – cioè una rinascita, una rifioritura in primis numerica ma non solo – dei lettori?
Perché, lapalissiano affermarlo, vanno bene le fiere, gli eventi, i grandi scrittori, i bravi editori, i mai (a loro volta) troppo lodati librai indipendenti… ma se non ci sono lettori, e se non si attua a tutti i livelli una efficace strategia di (ri)promozione della lettura soprattutto a scapito di tutto ciò che vi è sostanzialmente avverso, al fine di frenare l’emorragia di lettori stessi e anzi aumentare da subito e in maniera cospicua il numero e i relativi acquisti, ecco… non si va da nessuna parte. Ahinoi!
“Racconti dal Lago” 2017, domenica 7 maggio a Bellano
(Dal Comunicato Stampa ufficiale dell’evento:)
La X° edizione di “Piccoli Editori in Fiera”, la rassegna di Bellano dedicata all’editoria indipendente, ospiterà domenica prossima 7 maggio alle ore 10.30 la premiazione del concorso letterario “Racconti dal Lago”, promosso da Historica Edizioni e da Cultora, il portale italiano di informazione culturale, giunto quest’anno alla seconda edizione.
Trentadue i racconti selezionati tra i numerosi giunti alla giuria e firmati da autori residenti nelle province di Como e Lecco, i quali compongono il volume edito da Historica e curato dallo scrittore Luca Rota che verrà presentato in prima assoluta durante la premiazione di domenica. Sono testi, quelli selezionati, che nella molteplicità di stili, linguaggi e generi, si caratterizzano per una costante e notevole qualità letteraria, i cui autori dimostrano di aver saputo interpretare ed esprimere al meglio uno degli scopi principali del concorso, esplicato nel bando dello stesso: “Esplorare il talento letterario e portare alla luce gli autori che risiedono nel territorio affacciato sulle rive del Lago di Como, la cui grande bellezza genera da sempre, oggi come in passato, un potente influsso culturale, artistico ed espressivo.” Ne è dunque scaturita una raccolta sorprendente sotto molti punti di vista, che a suo modo si dimostra degna della grande tradizione letteraria che da sempre contraddistingue il Lario, nella scia – anzi, per rimanere in tema lacustre, sull’onda assai ampia dei numerosi grandi scrittori (da Plinio il Vecchio a Paolo Diacono, a Wordsworth, Stendhal, Flaubert, Twain, Foscolo, Hesse… oltre al Manzoni, naturalmente) che riguardo il loro incontro con il Lago di Como e i suoi paesaggi hanno lasciato testimonianze vibranti e tutt’oggi assolutamente suggestive.
INTERVALLO – Malpensa e Linate, Milano, “Book Fly Zone”
Anche gli scali aeroportuali milanesi entrano nel prestigioso novero degli “aeroporti bibliofili” e, in occasione di Tempo di Libri, inaugurano le Book Fly Zone: nelle aree arrivi e partenze dei terminal di Milano Linate e Milano Malpensa (terminal 1 e terminal 2) sono state installate ben 9 librerie per il book crossing a disposizione dei viaggiatori in partenza e in transito. Le librerie sono state disegnate da Giorgio Caporaso, creatore della Ecodesign Collection per il brand italiano Lessmore i cui arredi sono espressione di una vera e propria filosofia “green”, rispettosa dell’ambiente e basata sui principi della componibilità, personalizzazione e riciclabilità. Ogni modulo “More Light” delle librerie (45×45 cm) è, infatti, realizzato in cartone 100% riciclabile. L’AIE ha fornito 6.000 libri del progetto #ioleggoperché che, insieme a quelli donati dall’Associazione NoiSeA, rappresentano la dotazione iniziale dei punti di book crossing.
Cliccate sull’immagine in testa al post per leggere uno dei tanti articoli dedicati alle Book Fly Zone e saperne di più.
Se non esistessero librerie e biblioteche, dove li metteremmo i libri? (Eric Chevillard dixit)
Dopo due mesi, quando gli scavatori avevano ormai fatto piazza pulita e le squadre ingaggiate per i lavori strutturali erano appena subentrate, la costruzione della biblioteca fu interrotta per ordine dei pubblici poteri e, simultaneamente, suppongo, mi auguro, tutti i lavori di scrittura in corso – perché, in queste condizioni, che fare delle opere pubblicate di recente, dove sistemarle, classificarle, catalogarle, schedarle e poi fregarsene, dove stoccarle, come disfarsene? A meno che ovviamente non sia l’improvvisa e generale resa degli scrittori – a che pro scrivere? – ad aver provocato la chiusura del cantiere.
(Éric Chevillard, Sul Soffitto, Del Vecchio Editore, 2015, collana “Formelunghe”, traduzione di Gianmaria Finardi, pagg.22-23.)
Nel suo particolare stile razionalmente assurdo, Chevillard ripropone una questione “sotterranea” per tutte le forme espressive artistiche ma che nella letteratura – contemporanea, soprattutto – è forse più evidente: se per assurdo (appunto) i libri non fossero letti da nessuno, se non esistessero scaffali di librerie o di biblioteche che li esponessero, verrebbero comunque scritti? O la scrittura – e gli scrittori – svanirebbero di colpo?
È questione nascosta, come detto, ma a dir poco fondamentale, dacché punta direttamente al senso dello scrivere (nell’epoca contemporanea dell’immagine imperante e della social-visibilità come ragione di vita ancor più, ribadisco) anche al di là della mera evidenza primigenia dell’arte come trasmissione di un messaggio, una storia, una narrazione o che altro.
Oggi, sembrerebbe avvenire qualcosa di opposto: le librerie chiudono perché calano i lettori ma di libri se ne pubblicano sempre di più. E se invece non fosse così opposta, tale situazione? Se l’estinzione (drammatizzo, sì) dei lettori fosse tragicamente propedeutica a quella degli scrittori ovvero, cosa in verità più importante, della scrittura?
È un ragionamento assurdo, lo ribadisco. Ma spesso ragionare per assurdità permette di prevedere e capire la (futura, ma non solo) realtà delle cose meglio di molti altri metodi.