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Le riviste delle avanguardie del ‘900 in download gratuito (ovvero: non ci sono solo idiozie, sul web!)
Ok, ok: il web, soprattutto per “merito” dei social, oggi è di frequente un ammasso di cretinaggini di livello assoluto. Ma, d’altro canto, la rete è pure e sempre più una miniera di tesori culturali fenomenali a disposizione gratuita di tutti, grazie a progetti di origine pubblica o privata veramente illuminati.
Ad esempio, il Blue Mountain Project dell’Università di Princeton mette a disposizione in free download numerose riviste delle avanguardie artistiche di inizio Novecento – Dada, Surrealismo, Futurismo, e così via. Opere di importanza storica e fascino infinito, i cui nomi magari oggi non diranno granché – 291, Broom: An International Magazine of the Arts, Pan, Poesia: rassegna internazionale, Ver sacrum: Organ der Vereinigung Bildener Künstler Österreichs – ma basta leggere i nomi di chi vi scriveva e rapidamente spuntano personaggi come Guillaume Apollinaire, André Malraux, Antonin Artaud, Paul Éluard, Alfred Jarry, Erik Satie, James Joyce, W.B.Yeats, Tristan Tzara ovvero, tra gli italiani, Filippo Tommaso Marinetti, Corrado Govoni, Fortunato Depero, Luigi Russolo, Giacomo Balla, Enrico Prampolini… Roba da urlo, senza alcun dubbio!
Segnalo, tra le altre riviste scaricabili, l’italiana e celeberrima Poesia, pubblicata dal febbraio 1905 da Marinetti e considerata una delle prime manifestazioni artistico-culturali del nascente movimento futurista, mentre oggi è una vera e propria bibbia per qualsiasi appassionato di scrittura poetica moderna e contemporanea.
Insomma: leggetene e scaricatene tutti!
P.S.: fonte originaria per l’articolo, qui.
Porcellum. Italicum. Ridicolum.
Beh, ecco… non è che segua molto queste cose, anzi, ma ovviamente me ne giungono voci, echi, notizie, dicerie, risonanze varie e assortite.
Insomma: ma ‘sta storia della legge elettorale, in Italia – il porcellum, il mattarellum, italicum, rosatellum, il sistema tedesco che non è tedesco ma è all’italiana, le preferenze e il premio di maggioranza che non vuole la minoranza e i listini bloccati anzi no, eccetera – è tipo uno sketch comico-demenziale in stile Monty Python ma che sta venendo malissimo? Oppure è tutto vero?
Perché, voglio dire, paradossalmente mi sembra che nel primo caso non faccia affatto ridere mentre nel secondo moltissimo.
Sia chiaro: non che ne sia così interessato, anzi.
È solo per curiosità. E per sapere come comportarmi, ecco.
(Immagine: © Logo Comune)
Una domenica pomeriggio, in paese (#2)

(#1)
I migliori alleati del terrore
E se quanto successo sabato sera in Piazza San Carlo a Torino fosse la conseguenza anche – se non soprattutto – della fobia ottusamente e ossessivamente diffusa da certi media per meri fini di sostegno (non dichiarato ma palese) verso schieramenti ed esponenti politici che sul populismo di stampo xenofobo stanno basano tutta la loro sussistenza? Un populismo fobico di forma totalmente psicotica e altrettanto totalmente vuoto di autentiche soluzioni (e risolutezze) concrete, il quale per ciò diventa non l’acerrimo nemico di quel problema dal quale trae le suddette fobie, come vorrebbe far credere, ma il suo miglior alleato, con quei media sodali che trasformano la propaganda in psicosi e sociopatia di massa. Coi risultati che, Torino insegna, diventano sempre più evidenti.
Ribadisco, per essere chiaro e inequivocabile: quanto sopra non significa sottovalutare il problema, anzi, tutto l’opposto – il problema va risolto e nel modo più drastico possibile. Sono proprio certi atteggiamenti pseudo-ideologici, diffusi dai media, ad aggravare il problema senza di contro fornire alcuna soluzione. E la massima vittoria che può conseguire il terrorismo, di qualsiasi matrice esso sia, è proprio quella vista sabato sera a Torino: diffondere il panico senza nemmeno muovere un dito. Se permettiamo ciò, e se permettiamo a certuni di far accadere ciò praticando quello che a tutti gli effetti è un “terrorismo socio-culturale”, quel problema non lo risolveremo mai.
