L’esistenza di dio e il reflusso gastrico

Per cominciare, ho sempre pensato che la religione fosse un grande imbroglio. Non ho mai creduto nell’esistenza di un dio, né che questi avesse una predilezione per gli ebrei, se mai fosse esistito. […] Perché dovevo digiunare per i miei peccati? Quali erano i miei peccati? Avere dato un bacio a Barbara Westlake invece di appendere il cappotto? Avere rifilato un nichelino falso a mio nonno? Fattene una ragione, o Signore: c’è di molto peggio. Ci sono i nazisti che ci mettono nei forni. Pensa a quelli, piuttosto. Ma, come ho detto, non credevo in Dio. E perché in sinagoga le donne dovevano stare al piano di sopra? Erano più carine e intelligenti degli zeloti barbuti che giù da basso si avvolgevano scialli di preghiera, ciondolavano la testa come pupazzi adorando un potere immaginario che, se esisteva, ripagava tutti i loro salamelecchi con il diabete e il reflusso gastrico.

(Woody Allen, A proposito di niente. Autobiografia, La Nave di Teseo, 2020, traduzione di Alberto Pezzotta, pagg.41-42.)

Il Nobel alla Gl…ück!

(Un omaggio, a modo mio, alla vincitrice del Premio Nobel per la Letteratura 2020, la poetessa americana Louise Glück. 😁)

[Immagine a destra: autore sconosciuto/poetrycenter.org., pubblico dominio; fonte qui. Immagine a destra: di Nukes4Tots, opera propria, CC BY-SA 3.0; fonte qui.]
«Hai sentito a chi hanno dato il Nobel per la letteratura, quest’anno?»
«No, a chi?»
«Alla Glück.»
«Come? A quelli che fanno coltelli e pistole?»
«No, quella è la Glock. Questa è la Glück.»
«Ah, ok. L’ho sparata grossa, allora.»
«Be’, è il caso di dirlo.»
«Però, leggo su Wikipedia che il padre della Glück aveva una fabbrica di coltelli. Come la Glock.»
«Ah.»
«Quindi non ho poi sbagliato del tutto.»
«Ehm… ok, ok. Ti sei mosso sul filo del rasoio e ti è andata bene.»
«In effetti quella fabbrica che il padre della Glück gestiva produce anche rasoi.»
«Ah.»
«E la Glück ha vinto un premio, il Nobel appunto, istituito dall’inventore tra altre cose anche della balistite, un propellente per armi da fuoco. Come quelle che produce la Glock.»
«Ok, mi arrendo!»
«E senza nemmeno che ti minacci con coltelli o pistole, visto? Questa sì che è nonviolenza!»
«Ma va là, pistòla!»
«Eh?»
«Ehm, no, niente… come non detto!»

[Clic]

Un certo G.

Mi hanno raccontato di un tizio, un certo G., che era sempre terribilmente indaffarato: mai vista un altra persona così costantemente e ininterrottamente piena di impegni. E G. così impegnato pare lo sia stato fino alla fine dei suoi giorni. Infatti è morto a 108 anni: evidentemente prima non aveva mai trovato il tempo di poter essere presente al suo funerale!

[L’immagine è tratta da una delle formidabili pubblicità di Taffo. Fateci clic, nel caso.]

Una cosa desolante

[Foto di Callum Shaw su Unsplash]
Una delle cose più desolanti che a volte mi capitano: svegliarsi nel proprio letto, riprendersi dal sonno, pensare «Ah, questa notte ho proprio dormito bene, senza interruzioni… che bello!», per questo sentirsi riposato, poi guardare la sveglia.
E constatare che non è mattina ma è l’una e trenta.
E di colpo sentirsi uno straccio per aver dormito poco o nulla, fino a quel punto.
E seccarsi parecchio per tale constatazione quando invece si era sperato di dormire fino al suono della sveglia, alle sei, dunque, per questo motivo, faticare ancor più a riprendere sonno.
Infine, per tutto ciò, alzarsi al suono della sveglia per niente riposati.

Una cosa veramente desolante, già.

Fa male, il caldo

In effetti, bisognerebbe agire contro i cambiamenti climatici anche solo per il fatto di come, palesemente, tutto questo caldo faccia parecchio male alla mente di molte persone – peraltro già non del tutto equilibrata in partenza, temo.
Già.