Sinner, Alcaraz, Djokovic… e VALMALEGGO!

Dopo il prestigioso torneo di Wimbledon, i più forti tennisti del mondo avrebbero dovuto partecipare al torneo ATP di Toronto, uno dei più importanti al di fuori del “Grande Slam”. Invece, uno dopo l’altro hanno dato forfait: Jannik Sinner, il vincitore di Wimbledon, Alcaraz, il numero due al mondo, poi Djokovic, Draper… tutti, a quanto dichiarato ai media, per problemi fisici di vario genere.

Be’, questa è la motivazione “ufficiale”: in verità i quattro hanno rinunciato al torneo di Toronto e al suo ricco montepremi per non perdersi i primi eventi dell’edizione 2025 di “VALMALEGGO”, la rassegna letteraria che porta libri e autori nei rifugi della Valmalenco, ormai soprannominata “la Wimbledon delle rassegne letterarie” in forza del suo riconosciuto prestigio, garantita anche dalla curatela della parimenti prestigiosa Marina Morpurgo.

Gli appuntamenti di “VALMALEGGO” li vedete nella locandina qui sopra (cliccate qui per scaricarla in pdf) e sono uno più affascinante dell’altro. Si parte domenica prossima 27 luglio e la successiva, il 3 agosto, ci sarò anch’io e avrò il privilegio di dialogare con la leggendaria guida alpina Alberto Paleari di uno dei suoi libri più intriganti, I 3900 delle Alpi (MonteRosa Edizioni): un testo che all’apparenza racconta nello specifico le vette delle Alpi le quali per pochi metri non toccano la fatidica quota 4000, ma in realtà narra molto di più e non solo di cose alpinistiche, anzi, tutt’altro, e lo fa in un modo divertente e accattivante anche per chi quelle vette non ha affatto intenzione di salirle.

Dunque, segnatevi le date degli appuntamenti in programma e ci vediamo in Valmalenco – io, voi, Sinner, Alcaraz, Djokovic, Draper e chiunque altro vorrà vivere incontri letterari (e non solo) belli e interessanti circondati dalle meravigliose montagne malenche.

La nuova centrale idroelettrica di Chiareggio, in Valmalenco, sarà un’opera sostenibile oppure uno scempio ambientale?

[Il torrente Mallero nella piana di Chiareggio. immagine tratta da www.flickr.com/photos/renagrisa.]
La Valmalenco, all’altezza dei suoi principali centri abitati di Chiesa, Caspoggio e Lanzada, si biforca in due rami. Quello orientale è percorso dal torrente Lanterna che riceve le acque di fusione dei principali ghiacciai del versante italiano del Bernina, e alla sua testata ospita i grandi bacini idroelettrici di Campo Moro e di Gera, realizzati negli anni Sessanta del Novecento, il secondo sbarrato dalla più alta diga a gravità d’Italia.

Il torrente Mallero percorre invece prima il ramo occidentale e poi il solco principale della Valmalenco fino alla foce nell’Adda nei pressi di Sondrio. Nasce dai ghiacciai del versante Nord del gruppo del Disgrazia e dalle sorgenti poste in prossimità del Passo del Muretto; lungo il suo percorso presenta numerose derivazioni idroelettriche (tra le quali una di prossima realizzazione a monte dell’abitato di Chiesa, oggetto negli scorsi anni di diffuse proteste ma poi definitivamente concessa) mentre vi è una sola diga propriamente detta, quella che forma il Lago Pirola, piccolo bacino di circa 1,9 milioni di m3 posto a 2255 metri di quota sopra la frequentata località di Chiareggio, famoso per le sue acque color blu cobalto.

[Il Lago Pirola. Foto di Gaggi Luca 76, CC BY 3.0, fonte commons.wikimedia.org.]
Proprio il bacino di Pirola è oggetto di un ulteriore nuovo progetto di impianto idroelettrico atto a sfruttare le acque di scarico del lago, gestito da Enel Green Power come bacino di accumulo atto a garantire il funzionamento nei periodi di magra degli impianti Enel posti a valle. Del progetto, invero poco noto anche in zona, ne hanno dato notizia Alfredo Lenatti, di lunga discendenza familiare locale e residente in valle, e Michele Comi, nota guida alpina malenca oltre che geologo, dunque persona oltre modo competente nel merito, con una “lettera aperta” inviata alla stampa locale in forma di denuncia riguardo la «oscura delibera comunale» con la quale lo scorso 25 novembre 2024 il Comune di Chiesa in Valmalenco ha approvato all’unanimità il progetto. Il quale prevede la realizzazione lungo l’erto versante a valle dello sbarramento del lago Pirola, sovente battuto dalle valanghe, e di fronte all’abitato di Chiareggio, di una nuova condotta forzata, in superficie e in galleria, con alla base la relativa centrale di produzione e relative opere di restituzione, al costo stimato di oltre 2,3 milioni di Euro. «Otto mesi di lavoro nel cuore della perla della Valmalenco – scrivono Comi e Lenatti, – con un cantiere permanente e relative strutture per confezionare calcestruzzi in fregio al Mallero, guadi temporanei per il passaggio dei camion, linee di trasporto lungo le pareti rocciose, trasporti con elicottero, stazioni a medio versante tra i pascoli e il lariceto per l’esecuzione dei tunnel in roccia, deposito materiali, ricovero del personale, con adattamento del terreno. A fronte di tale sfregio, va ricordato che l’intera area è collocata nell’area di protezione della rete natura 2000 Il SIC/ZPS “Disgrazia-Sissone” IT2040017.» Comi e Lenatti non esitano a definire il progetto un «enorme sacrificio» chiarendo la propria netta contrarietà a tale «ennesimo assalto alla montagna» e alle sue acque, come detto ampiamente sfruttate già da tempo, e al territorio di Chiareggio, bene comune la cui bellezza «non ha prezzo, non può più essere sacrificata, nemmeno sfiorata, con interventi privi di senso, privi di visione, senza alcun beneficio per le comunità, residenti e non.»

[La valle di Chiareggio in primavera. Immagine tratta dalla pagina Facebook “Amici di Chiareggio“.]
Alla “denuncia” di Comi e Lenatti ha dato rapido seguito il sindaco di Chiesa in Valmalenco Renata Petrella, con una “precisazione” piuttosto piccata diffusa dalla stampa locale nella quale fin dalle prime righe denota «la preoccupazione destata nella popolazione a causa di informazioni che ritiene false, tendenziose e strumentalizzate» e la necessità «di ristabilire la verità dei fatti e mettere in guardia l’opinione pubblica da chi, per fini non chiari e sconosciuti, ma sicuramente non nobili, ama seminare il panico ed infangare l’altrui operato».

Petrella, rimarcando che la vicenda della centralina del Pirola ha origine nel 2001, ritiene infondate le preoccupazioni espressa nella “lettera aperta” di Comi e Lenatti sostenendo che «la centralina sarà un impianto a bassissimo impatto ambientale: l’amministrazione comunale in carica ha preteso, sia nei confronti dei soggetti realizzatori sia verso gli altri enti autorizzativi, che l’opera sia pressoché invisibile. Infatti, la condotta forzata, del piccolo diametro di 40 cm, verrà completamente interrata e la superficie di scavo ripristinata. Il manufatto della centralina, sarà anch’esso, salva la mera porticina di accesso, interrato. L’impianto funzionerà solo per due mesi l’anno, nel periodo autunnale, in concomitanza allo storico e fisiologico svuotamento delle acque del lago Pirola da parte di Enel.» Ciò a fronte della corresponsione al Comune di Chiesa in Valmalenco da parte della società incaricata dei lavori la quale poi assumerà la proprietà del nuovo impianto, indicata come «valtellinesi sensibili al territorio» di «una somma, forfettaria “ una tantum” pari ad € 200.000,00» e non senza mancare di lanciare “agli ambientalisti” contrari all’opera e «fautori dell’utilizzazione dell’energia pulita» alcune frecciatineDiamo un umile consiglio: se è vero, cosa di cui non dubitiamo, che ci tenete così tanto al territorio, ci sarebbero da fare tante opere di bonifica nei boschi, compresa la manutenzione dei sentieri, che farebbero risparmiare soldi e risorse umane alla comunità, purtroppo non in grado di sopportarne neanche il peso economico. Tali azioni vi renderebbero coerenti con le idee che professate…sempre e non solo quando vi fa comodo.»)

Di pochi giorni più tardi è la replica di Comi e Lenatti… [continua su “L’AltraMontagna”, qui o cliccando sull’immagine sottostante.]

Valmaleggo 2025 (altro che Sanremo!)

Carlo Conti è in crisi.

Sì, lui, il popolare anchorman, nonostante il successo della sua direzione dell’ultimo Festival di Sanremo e i preparativi della prossima. Già.

È in crisi – senza poterlo dire pubblicamente, ovvio – perché non si capacità di come un evento così eccezionale come “VALMALEGGO”, con il suo programma ricco di appuntamenti affascinanti in luoghi bellissimi, non l’abbia saputo concepire lui.

Al confronto, Sanremo è una sagretta da paese. Considerando poi la ben scarsa qualità della musica pop italiana attuale… Ovvio che Conti sia in crisi.

Tuttavia, il noto personaggio televisivo potrebbe risollevarsi il morale salendo in Valmalenco e partecipando agli eventi della rassegna, che quest’anno sono ben sette: li potete vedere insieme a Conti nella locandina. Tutti interessanti, affascinanti, attraenti, ne converrete, anche grazie alla curatela di una dea ex machina d’eccezione: Marina Morpurgo. Ci sono pure io: il 3 agosto al rifugio Del Grande Camerini con il leggendario Alberto Paleari.

Dunque, scaricatevi la locandina (anche in pdf, qui), segnatevi gli appuntamenti e, se potete, non mancate. Vi divertirete e ci divertiremo parecchio, garantito!

Questa sera, 21 novembre, tutti “A Passo d’Uomo” a Sovico!

È un piacere per me poter tornare a presentare, al pubblico di una sala cinematografica A Passo d’Uomo, l’ultimo film del regista francese Denis Imbert interpretato da Jean Dujardin e tratto dal libro Sentieri Neri di Sylvain Tesson, considerato uno dei maggiori scrittori di viaggio del nostro tempo, autore di altri rinomate opere come Nelle Foreste Siberiane e La Pantera delle Nevi, dal quale è stato tratto l’omonimo film uscito lo scorso anno. Un film che, appunto, ho già avuto modo di presentare altrove constatando ovunque il grande e unanime apprezzamento del pubblico. Questa sera alle ore 21.00, ciò avverrà di nuovo presso il Cinema Nuovo di Sovico, con la prestigiosa presenza di Nicoletta Favaron, vicepresidente del Trento Film Festival e referente Area Cinema del Club Alpino Italiano, il quale patrocina l’uscita del film insieme all’Officina Culturale Alpes; il tutto sotto l’egida della sezione di Sovico del CAI.

A Passo d’Uomo, distribuito in Italia da Wanted Cinema e presentato in anteprima lo scorso maggio al 71° Trento Film Festival, è la storia di Pierre (Jean Dujardin), un noto scrittore appassionato di viaggi avventurosi ma dalla vita dissoluta e dipendente dall’alcol.
Una sera in cui beve più del solito e il suo livello di ubriachezza è decisamente alto, si cimenta in modo spavaldo nell’arrampicata della facciata di un albergo. Pierre però, perde l’equilibrio e precipita. La caduta gli sarà fatale perché finirà in coma.
Quando si risveglia nel suo letto di ospedale, promette a se stesso che appena riuscirà a reggersi in piedi partirà per il viaggio della sua vita.
Infatti, contro il parere di tutti, Pierre deciderà di percorrere a piedi la Francia, dal parco del Mercantour, nel sud est, fino alle falesie del Jobourg nel Cotentin, all’estremo ovest della Normandia, attraversando in diagonale l’intero paese e percorrendo solo piccoli e dimenticati sentieri che transitano dalle aree più discoste e marginali di Francia.
Un viaggio che gli farà scoprire il lato più rurale del Paese e che gli permetterà di rinascere facendo pace con il suo passato.

È un film che vi consiglio caldamente di vedere: intenso, poetico, A Passo d’Uomo tocca alcuni temi fondamentali del nostro stare al mondo, tanto semplici – per ciò forse sempre troppo sottovalutati – quanto profondi e consente di rifletterci sopra nel contesto di una storia nella quale, sono certo, molti troveranno qualcosa di se stessi.

Cliccando sulla locandina qui sotto potete anche prenotare i biglietti on line e così assicurarvi il posto saltando la coda:

Mi auguro vivamente, se siete di o sarete in zona Sovico, che questa sera vorrete essere con noi per condividere la visione del film e, magari, chiacchierarci sopra insieme. Tornerete a casa con una nuova intensa emozione da portarvi appresso nello “zaino personale delle cose belle” che vi farà camminare sui vostri prossimi sentieri con passo più leggero e appassionato, ve lo garantisco.