Appello agli amici umbri

Cari amici umbri, voi che domani andrete a votare per le elezioni regionali, mettetevi il cuore in pace:

comunque vada, sarà un disastro.

Perché oggi in Italia non esiste da nessuna parte una “politica” che sappia essere tale nel senso vero e virtuoso del termine, quand’essa sia (come è ormai da tempo) prodotto ed espressione del sistema vigente e a questo vi si assoggetti. Spiace dirlo per qualsiasi figura che si presenti reclamando di essere eletta e, magari, abbia sincere buone intenzioni ma, ribadisco, la politica italiana ha ormai da tempo abdicato al suo ruolo di “buon governo” della cosa pubblica, divenendo puro teatro rappresentato su un palcoscenico ove recitano meri tornaconti e interessi di parte, vestiti con costumi propagandistici tanto colorati (e coloriti) quanto illusori se non menzogneri – e a volte pure indegni di una società democratica e avanzata.

Non curatevi di loro, amici umbri, abbiate invece cura della vostra terra e della sua bellezza, della sua cultura, dei suoi Genius Loci, e sfuggite dall’eterno presente nel quale la politica vi vuole impantanare a suo mero vantaggio puntando lo sguardo verso il futuro vostro e del territorio in cui vivete. Questo conta innanzi tutto e, forse, come niente altro può contare. Anche da voi in Umbria come altrove, è la bellezza che salverà il vostro mondo, ben più che la politica: perché, ribadisco, non è più politica, quella offerta dai partiti di oggi, ma pura recitazione, peraltro fatta molto male. E che non c’entra assolutamente nulla con voi, la vostra quotidianità, con l’identità culturale peculiare della vostra terra, con il vostro futuro.

Ecco, fine appello.

(Le immagini sono tratte da pixabay.com, autori: Tonixjesse, Fausto Manasse, Chatst2, Cnippato78.)

Salisburgo, per me

Lo scorso mese di agosto ho passato qualche giorno a Salisburgo, città dalla quale sono sempre transitato per andare oltre, verso altre mete, e che dunque non conoscevo se non per quanto letto o visto sui media ovvero sentito da conoscenti che c’erano stati.

Be’, potrei scrivere molto al riguardo, moltissimo, rischiando però di dirvi cose già lette altrove; preferisco restare coerente a una delle sue peculiarità principali, cioè l’essere una città la cui estensione urbana, soprattutto del centro storico, è inversamente proporzionale al fascino che racchiude: tantissimo in poco o pochissimo, insomma, in confronto ad altre città e, più direttamente, in relazione alla meta verso la quale molti viaggiano transitando da Salisburgo senza sostarvi, come ho fatto io fino a ora, ovviamente Vienna. Non una “sorella minore”, non una “capitale austriaca bis”, non una “Viennetta” come ho letto da qualche parte. No: Salisburgo è una città dal fascino denso e intenso, peculiare e personale, austriaca più che austroungarica, mitteleuropea ma assolutamente cosmopolita al punto da non sentir solo le sublimi arie di Mozart aleggiare tra le sue vie ma anche le geniali intuizioni di Von Humboldt. È una città salotto, ma di quei salotti eleganti senza essere fastosi, nei quali ti ci accomodi e ti senti bene, mai a disagio, coi suoi bei soprammobili tuttavia gradevoli, ordinati, spesso preziosi e mai kitsch, un salotto di cui riconosci gli agi e ancor più la fortuna di poterne godere in tutta tranquillità.

Ma, ribadisco, non voglio scrivere troppo, lasciando invece parlare le immagini, stavolta, che compongono un personale, succinto, certamente dozzinale (non sono un fotografo) ma altrettanto appassionato “reportage”. Buona visione.

Let’s visit Bergamo!

Attenzione, post leggermente campanilista.
Sì, perché da bergamasco, pure al di là del recente articolo assai elogiativo che le ha dedicato il “Daily Mail” (e che, detto tra noi, mi suona un po’ di marchetta reciproca con British Airways, che da poco ha inaugurato dei voli diretti sull’aeroporto locale), non posso che rimarcare quanto Bergamo, soprattutto la Città Alta, sia un vero e proprio gioiello. Bellissima, affascinante, accogliente; non più bella di altre città – non è una banale questione di graduatorie, ogni città ha la propria bellezza così come ha il proprio Genius Loci – semmai a suo modo unica.

Ecco: al di là del personale campanilismo, che vale quel che vale ovvero forse nulla, vi consiglio di visitare Bergamo, se non ci siete mai stati. Merita, ve lo assicuro.

P.S.: qui il sito “BergamoNews” ha riferito dell’articolo del “Daily Mail” e ne offre la traduzione, per chi non conosca l’inglese. L’immagine in testa al post è mia, sì.

La pioggia

(Immagine tratta da https://pixabay.com/it/.)

Ribadisco (dacché l’ho già detto altre volte, qui): trovo che la pioggia sia bellissima.
Niente affatto triste, malinconica, deprimente – sono cose che può pensare solo chi le genera e le ha già nell’animo, a prescindere dalle condizioni meteo – e giammai fastidiosa, se non per le mammolette.
Lo è, bellissima, perché dopo tornerà il sereno e, quando di sereno ne ha fatto fin troppo, è bello vedere che si mette a piovere. D’altro canto, il ritorno del cielo sereno è ancor più gradevole dopo la pioggia, no?
Ecco.

Fede e scienza sulla bilancia

Tu puoi costantemente osservare che la fede e la scienza si mantengono come i due piattelli di una bilancia: quanto più l’uno s’innalza, tanto più l’altro si abbassa.

(Arthur Schopenhauer, Parerga e Frammenti postumi, traduzione di Piero Martinetti, Mursia, Milano, 1981.)