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Benvenuti nel blog di Luca Rota. Uno che esplora paesaggi e poi scrive. O viceversa.

Benvenuti nel blog di Luca Rota. Uno che esplora paesaggi e scrive. E viceversa. Per saperne di più, clic.

  • Venerdì 7 agosto a Valcava (Bergamo): lo sci d’antan, la celeberrima funivia, la “montagna dei milanesi”. Clic.
  • Sabato 8 agosto sulla Costa del Palio (Bergamo): storie e geografie del Palio, luogo affascinante e emblematico. Clic.
  • Venerdì 4 settembre a Oliveto Lario (Lecco): la DOL dei Tre Signori o Dorsale Orobica Lecchese, tra i più bei trekking lombardi.
  • Sabato 5 settembre a Chiesa Valmalenco (Sondrio): “Valmaleggo” e Alt[R]o Festival insieme, e un libro notevolissimo.

Altri incontri seguiranno successivamente; seguite il blog per rimanere aggiornati al riguardo.

LA FALSA SOSTENIBILITÀ DEI BACINI PER L’INNEVAMENTO ARTIFICIALE

La chiamano “sostenibilità”, ma spesso è soltanto il nuovo volto dell’espansione dell’industria dello sci. I bacini artificiali in quota, presentati come opere multifunzionali e necessarie alla montagna, sono in realtà parte di un modello che continua a consumare suolo, acqua e paesaggio per sostenere un’economia privata con ingenti risorse pubbliche. Luigi Casanova, sul sito web di Mountain Wilderness Italia, denuncia la mistificazione di una narrazione che spaccia per interesse collettivo ciò che serve soprattutto a mantenere in vita un modello turistico sempre più fragile e invasivo. E mentre la parola “sostenibilità” viene usata come una foglia di fico, scompare dal dibattito la cultura della conservazione, il rispetto dei limiti e la necessità di tutelare davvero gli equilibri della montagna.


TRAIL RUNNING SULLE ALPI: QUAL È IL LIMITE SOSTENIBILE PER LA NATURA?

Intorno al Monte Bianco, alla Zugspitze, al Grossglockner o attraverso le Dolomiti: gli eventi di trail running sono in grande espansione in tutto l’arco alpino. Solo l’Ultra Trail Mont Blanc (UTMB), vede quest’anno la partecipazione di 10.000 concorrenti in diverse gare e categorie. Per la Natura e la popolazione locale, tuttavia, la crescente popolarità di queste manifestazioni può anche diventare un problema. Lo sostiene proprio una trail runner, Laura Moro, ricercatrice, neoeletta vicepresidente di Mountain Wilderness International: tra i principali impatti ambientali figurano le emissioni di CO₂ dovute agli spostamenti dei partecipanti, l’erosione del suolo su sentieri molto frequentati e il disturbo alla fauna selvatica, in particolare durante le gare notturne. Insomma: qual è il limite di carico sostenibile per l’ambiente naturale montano?


CEMENTIFICAZIONE SELVAGGIA A BRUNICO (MA È L’HOTEL DEL SINDACO!)

L’Hotel Heinz di Plan De Corones, fino a oggi con 70 posti letto, li raddoppierà a 140 trasformandosi in una vera e propria cittadella turistica di quattro piani fuori terra e tre interrati con area wellness, piscine, negozi, bar, ristoranti, pub con 700 posti a sedere. La costruzione prevede l’abbattimento di decine di alberi, la trasformazione di circa 1.330 metri quadrati di bosco e un fabbisogno stimato in circa 60 mila litri di acqua potabile al giorno. Tutto quanto senza “VIA”, la Valutazione d’Impatto Ambientale. Come può essere possibile? Be’, semplice: il comproprietario dell’Hotel è Bruno Wolf, il sindaco di Brunico, che fino a oggi ha scaltramente saputo evitare i conflitti d’interesse in gioco. Ma, grazie all’intervento di un combattivo avvocato, ora sul progetto e sui tanti ricorsi si dovrà pronunciare inevitabilmente il TAR.


L’ALLENZA STRATEGICA TRA SVIZZERA E ITALIA CHE ATTRAVERSA LE ALPI

Quando si parla di rapporti tra Italia e Svizzera, il dibattito si concentra spesso su frontalieri, fiscalità o trasporti e a volte su antagonismi nazionali(stici) più o meno polemici. Meno visibile, ma altrettanto strategico, è il legame energetico tra i due Paesi: un’alleanza silenziosa, fatta di cavi ad alta tensione, accordi di solidarietà, scambi quotidiani di grandi quantità di elettricità che hanno le Alpi come contesto emblematico e ambientalmente problematico. È un’alleanza vitale per entrambi i paesi: l’Italia è storicamente un grande paese consumatore e continua a dipendere significativamente dalle importazioni, in primis dalla Svizzera; di contro la Confederazione ha bisogno dell’energia italiana nei periodi di calo produttivo, soprattutto invernali.


SUL SOMMEILLER, A 3000 METRI, NEL TRAFFICO COME IN TANGENZIALE

Su “L’AltraMontagna” Vanda Bonardo, Presidente di Cipra Italia e responsabile di Legambiente Alpi, racconta la propria recente esperienza ciclistica lungo la strada del Colle del Sommeiller, una delle più alte d’Europa, invasa da mezzi motorizzati d’ogni sorta. «Una scena surreale e malinconica, un episodio emblematico, un caso reale che racconta il contrasto tra vecchi modelli di fruizione e il futuro delle Alpi che cambiano. Davvero immaginiamo che il futuro della montagna sia questo? Un luogo dove si sale per consumare un panorama che sta svanendo, contribuendo, metro dopo metro, alla sua scomparsa? La domanda non riguarda soltanto il traffico, le moto o i fuoristrada. Riguarda il nostro modo di stare nei luoghi».

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I MIEI ULTIMI LIBRI:

OLTRE IL GIURAMENTO. RACCONTI PER VISITARE PONTIDA

OLTRE IL GIURAMENTO. Racconti per visitare Pontida è il nuovo prestigioso volume della collana “Oltre”, dedicato al comune bergamasco della Val San Martino e al suo peculiare territorio: 568 pagine, 6 presentazioni, 13 saggi tematici, 6 contributi di appendice, il tutto corredato da documenti e immagini fotografiche inedite oltre che interamente tradotto in inglese. Contiene un mio saggio dal significativo titolo Psicogeografie pontidesi. Esplorando l’identità culturale del territorio di Pontida nella relazione interiore tra i Pontidesi e il suo Genius Loci.
Per saperne di più sul volume e su come acquistarlo, leggete qui.


MONTAGNE

Da marzo 2024 è finalmente disponibile in libreria Montagne, edito da Topipittori, con le fenomenali illustrazioni di Regina Gimenez e il testo del quale ho curato la revisione scientifica e l’edizione italiana.
Cosa sono le montagne? Come si formano? Perché hanno diverse forme e colori? Cosa sono le placche tettoniche? E, ancora, qual è la montagna più alta del mondo? Come si misurano le altitudini? A queste e altre domande lettori grandi e piccoli troveranno risposta in questo bellissimo libro-atlante ricco di contenuti e curiosità sull’ambiente montano e i fenomeni naturali della Terra.
Per saperne di più, cliccate qui.


IL MIRACOLO DELLE DIGHE

Da maggio 2023 è nelle librerie Il miracolo delle dighe. Breve storia di una emblematica relazione tra uomini e montagne, pubblicato da Fusta Editore. Lungo le sue pagine vi racconto un viaggio – poco tecnico, molto emozionale, sovente autobiografico e, me lo auguro, comunque affascinante – attraverso le Alpi osservandone il paesaggio da un punto di vista particolare e inaspettatamente “prodigioso”: quello offerto da alcune delle più grandi e importanti dighe alpine.
Per saperne di più, cliccate lì sopra sull’immagine della copertina.

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  • Le nuove ciclovie montane tra “supercazzole” istituzionali, pareri autorevoli e domande ineluttabili (nonché un rifugio bellissimo!)

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Tag: acquerello

Se si movesse, il Cervino

[Foto di Samuel Ferrara da Unsplash.]

Non vi ha monte che prenda ai nostri occhi un’espressione così personale; siamo tentati di cercargli una fisionomia come ad un uomo o ad un mostro, di credere che in quel capo enorme sia un pensiero, e che si legga sulla fronte di pietra l’espressione della sua alterezza e della sua forza; e per poco che le nubi, correndogli incontro, secondino con l’illusione ottica la nostra fantasia, ci sembra di vederlo muoversi, reclinare il capo in atto triste, o raddrizzarlo con ardimento di Titano, e si pensa con terrore come sarebbe potente se si movesse davvero.

(Guido Rey, Il Monte Cervino, 1904. Citazione che ho usato e contestualizzato – c’ho provato, almeno – qui e poi anche qui, proprio ai piedi della Gran Becca.)

Scritto il 21 Maggio 202121 Maggio 2021Categorie Dixit,MontagneTag acquerello,Agner,ALPES,Alpi,alpinismo,arrampicata,arte,bellezza,biografia,blog,Brenta,CAI,calendario,Capucin,Carrel,catalogo,Cervinia,Cervino,Cervino Ski Paradise,Charmoz,come,comprensorio,comune,Consorzio,Davide Sapienza,Dolomiti,due giorni,edizione,Eventi,facebook,fine art,foto,fotografo,funivie,galleria,geografia,Gornergrat,Gran Becca,Guido Rey,Hoepli,Hornli,hotel,Il Monte Cervino,images,immagini,impianti,incontri,Italia,libri,live streaming,Luca Rota,Luciano Bolzoni,maremagnum,Marmolada,Matterhorn,Montagne,Monte Rosa,narrazione,nomi,Paesaggi da vivere,paesaggio,Pelmo,photos,pictures,piedi,piste,pittura,pitture,quadri,Rassegna,rifugi,Roberto Mantovani,salite,sci,scrittore,Sentieri d'autore,sito,sito web,social,Stefano,storia,storia alpinistica,storie,streaming,Svizzera,Tag12 agosto,titoli,toponimi,toponimo,Torino,trip advisor,tripadvisor,Valtournenche,video,vie,vita,web,webcam,Whymper,youtube,Zermatt1 commento su Se si movesse, il Cervino

Il Cervino: un monte, tanti nomi, infinite storie

Se c’è al mondo una montagna “iconica”, nel senso più pieno e assoluto del termine, è certamente il Cervino. Chiedete a chiunque di farvi il nome di una vetta famosa e tanti probabilmente vi diranno «Cervino» – o «Matterhorn», se stranieri; chiedete a un bambino di disegnare una montagna e lui quasi di sicuro vi tratteggerà una sagoma che vi ricorderà subito il Cervino.

Ma dietro la mera e seppur suggestiva immagine da cartolina e la simbologia ormai brandizzata in un tamburellante marketing che ha fatto della montagna il marchio dei prodotti più vari e assortiti – oltre che, a volte, più assurdi – il Cervino porta con sé storie antiche e bellissime che si possono dipanare in innumerevoli narrazioni affascinanti, custodite in piccoli/grandi “forzieri” della memoria secolare che le genti che abitano da secoli i territori attorno alla montagna, in particolare la conca del Breuil ove oggi sorge la rinomatissima località di Cervinia, hanno affidato alla montagna stessa e certificato con un nome, un toponimo, indicato nei documenti storici e sulle mappe. Per questo il Cervino è una montagna i cui numerosi toponimi – già, perché è unica anche nell’avere molti nomi come forse nessun altra montagna al mondo! – ci raccontano tantissime cose, sovente sorprendenti, a partire dal fatto che il suo nome non c’entra nulla con i nobili e imponenti animali pur così diffusi nelle Alpi, i cervi, come invece molti credono!

In realtà, le storie che ci narrano i tanti nomi del Cervino sono ben più affascinanti, divertenti e in grado di svelare fatti e vicende che difficilmente si potrebbero immaginare. Ve le racconterò in Breuil, Cervinia, Cervino, Gran Becca: i nomi dei luoghi raccontano la loro storia, il mio intervento per le Cervino’s Tales, giovedì 23 aprile alle ore 17.00, in streaming sulla pagina facebook del Consorzio Cervinia-Valtournenche Ski Paradise.

Per ogni altra informazione utile al riguardo, cliccate qui.
Segnatevi l’appuntamento, e non mancate! Vedrete, sarà una dissertazione veramente intrigante.

P.S.: il Cervino io ce l’ho anche a casa, raffigurato da quel mirabile ritrattista alpino (e non solo) che è Stefano Lovison sull’opera che vedete nelle immagini. Giusto per affermare a mia volta l’iconicità assoluta della montagna!

Scritto il 12 aprile 202010 aprile 2020Categorie Buoni consigli,Eventi,Magazzino,Montagne,NewsTag acquerello,Agner,ALPES,Alpi,alpinismo,arte,bellezza,blog,Brenta,calendario,Capucin,catalogo,Cervinia,Cervino,Charmoz,come,comprensorio,Davide Sapienza,Dolomiti,facebook,fine art,foto,funivie,galleria,Gran Becca,hotel,images,immagini,impianti,incontri,live streaming,Luca Rota,Luciano Bolzoni,Marmolada,Matterhorn,Montagne,nomi,Paesaggi da vivere,paesaggio,Pelmo,photos,pictures,piste,pittura,pitture,quadri,rifugi,Roberto Mantovani,sci,sito,social,Stefano,storia,storie,streaming,toponimi,trip advisor,tripadvisor,Valtournenche,video,web,webcam,ZermattLeave a comment on Il Cervino: un monte, tanti nomi, infinite storie

Stefano Lovison, “ritrattista” di vette alpine

Di primo acchito, ammirando gli Alpine Sketches di Stefano Lovison, verrebbe da dire: «beh, dei bellissimi paesaggi di montagne!»
Vero. Anzi, no. O meglio: di più, c’è molto di più, ma con meno.
Mi spiego: gli sketches alpini di Lovison non ritraggono semplicemente delle meravigliose montagne. Fateci caso: in molti di essi – nella maggior parte, mi pare di constatare – è ritratta la vetta della montagna resa soggetto dell’opera. L’apice, il punto Lovisonculminante, l’assoluto oltre il quale non c’è più nulla, il limite sul quale entrano in contatto la Terra e il cielo. Nonché, per molti aspetti, la parte che conferisce la più spiccata personalità alla montagna, la “faccia” del suo Genius Loci, se così posso dire.
Ecco: Stefano Lovison, a mio modo di vedere, è un ritrattista non di monti tout court ma di vette alpine. Proprio per quanto appena affermato uso questo termine, “ritrattista”, altrimenti poco consono. È come se, attraverso la sua mirabile capacità artistica, volesse concentrare la nostra attenzione sull’espressione (e l’espressività) più sublime dei monti, facendo sì che il nostro rapporto con la sua opera funga non solo da eccitante estetico ma anche da elevatore spirituale, metafisico: di fronte alla parte più alta delle montagne, a nostra volta possiamo (e dobbiamo) ritrovare la parte più “alta” di noi stessi. In tal modo la sua arte raggiunge scopi e apporta messaggi che vanno ben oltre la semplice rappresentazione di matrice estetica con fini primari di esaltazione della bellezza della montagna: diventa piuttosto una sorta di elegia all’elevazione, a riflettere nell’apice della vetta la possibilità di un “apice” della nostra vita in un processo di trasumanazione che parte dall’elemento estetico e, passando da ambiti spirituali, arriva a quello umano – più profondamente, intimamente umano.

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Un’arte, insomma, che pare rimandare ai versi di quel noto componimento del grande poeta americano Henry Wadsworth Longfellow:

Bada agl’aridi pini, alla foresta | Già dirotta dal turbine, ti sia | Custode il ciel dalla valanga.” È questa | La buona notte che il villan gli invia. | Lontano in sulla cima | Una parola intìma: | Excelsior!

“Excelsior!” cioè, letteralmente, “più in alto!”: l’anelito materiale e spirituale dell’uomo a salire appunto fin dove la Terra, proprio con le vette delle montagne, si avvicina maggiormente al cielo, ovvero verso dove la dimensione quotidiana e terrena può entrare in contatto con quella metafisica – qualsiasi cosa ciò possa significare.
In fondo l’arte, quando di valore, è anche questo: un ponte tra realtà fisica e metafisica sul quale possiamo transitare in forza di una relativa e consona consapevolezza che nasce in primis dal relazionarsi con l’arte stessa. E penso che, in tal senso, l’arte di Stefano Lovison sia uno di quei ponti sul quale – e attraverso il quale – salire. Verso l’alto, e verso l’oltre.

Scritto il 26 luglio 201625 luglio 2016Categorie (L.),Arte,Buoni consigli,Magazzino,OpinioniTag acquerello,Agner,Alpi,alpinismo,arte,bellezza,blog,Brenta,Capucin,catalogo,Cervino,Charmoz,come,Dolomiti,facebook,fine art,foto,galleria,immagini,Marmolada,Montagne,Paesaggi da vivere,Pelmo,pittura,pitture,quadri,Stefano Lovison,vette2 commenti su Stefano Lovison, “ritrattista” di vette alpine

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