MONTAG/NEWS #9: cose interessanti successe sulle montagne la scorsa settimana

In questo articolo a cadenza domenicale trovate una selezione di notizie relative a cose di montagna pubblicate in rete nella settimana precedente che trovo interessanti e utili da conoscere e leggere, con i link diretti alle fonti originarie così che ognuno possa approfondirle a piacimento. Di notizie del genere sulle montagne ne escono a bizzeffe: questo è un tentativo di non perdere alcune delle più significative. Durante la settimana le più recenti di tali notizie le trovate sulla home page del blog nella colonna di sinistra; qui invece trovate il loro archivio permanente.


LE RUSPE A TRADIMENTO PUR DI REALIZZARE LA CABINOVIA

A Cortina, nel cantiere della cabinovia Apollonio-Socrepes (quella che si vuole realizzare nonostante il terreno franoso e i nulla osta mancanti) è avvenuta una cosa parecchio incredibile della quale riferisce “Salto.bz”. Mentre il proprietario era in udienza al Consiglio di Stato per bloccare i lavori e salvare la propria casa, SIMICO ha mandato gli escavatori per abbatterla, inficiando il procedimento legale. L’uomo ha commentato: «Se parlo, vado in galera, anche se forse dovrebbe finirci qualcun altro, per i metodi che stanno usando!»


IL FUTURO DELL’ITALIA PASSA DALL’APPENNINO

Il 3 dicembre scorso, in occasione del primo Congresso Nazionale sullo Sviluppo Sostenibile dell’Appennino si sono incontrate a Roma le principali associazioni nazionali per discutere in modo programmatico sullo sviluppo dei territori appenninici. Un momento di incontro messo in campo da Appennino Bike Tour, la ciclovia dell’Appennino, durante il quale è stato evidenziato il valore strategico che hanno queste aree per il Paese, sulle quali è necessario affinare un percorso capace di innescare un nuovo sviluppo economico ed occupazionale.


SULLE OLIMPIADI L’ITALIA STA (ANCORA) «IRRITANDO» LA SVIZZERA

L’atteggiamento delle autorità italiane sui costi di gestione del traffico durante le Olimpiadi 2026 irrita” il Governo retico. Finora da parte italiana non sono ancora state date garanzie sul credito, a soli 59 giorni dall’inizio dei Giochi. «Malgrado diversi incontri, scambi e sollecitazioni all’assessore della Regione Lombardia Massimo Sertori e al presidente Attilio Fontana, fino ad oggi manca un impegno vincolante sui mezzi finanziari» fanno sapere dal Gran Consiglio dei Grigioni.


50 MILIONI DI EURO PER LE STAZIONI SCIISTICHE PIEMONTESI

La Regione Piemonte mette sul tavolo 50 milioni di Euro (soldi pubblici, of course) per finanziare i propri comprensori sciistici in difficoltà (per i soliti motivi climatici e economici, ovviamente) e «restare al passo con Lombardia e Veneto». Tuttavia, se da un lato la Regione dichiara di voler sostenere «una montagna viva tutto l’anno, non più appesa alla neve che c’è o che non c’è», dall’altro lato afferma che quei soldi serviranno per «rimettere in moto il sistema neve». Forse che il Piemonte voglia stare al passo con Lombardia e Veneto nell’incoerenza e nell’insensatezza?


IL GROSSO PROBLEMA DELLE MICROPLASTICHE IN ALTA MONTAGNA

Sul sito di POW – Protect Our Winter Italy viene presentato il progetto di scienza partecipata che ha visto protagonisti un gruppo di alpinisti impegnati nella traversata della High Level Route, un percorso tecnico e impegnativo da Chamonix a Zermatt. Lungo il cammino il team ha raccolto campioni di neve in oltre 50 siti, identificando la presenza di nanoplastiche in ben cinque siti oltre i 3.100 metri, con concentrazioni fino 80 nanogrammi per millilitro di neve sciolta; tra di esse vi sono molti residui dell’usura degli pneumatici, insieme a tracce di polistirene e polietilene.

Le Olimpiadi a Livigno saranno un flop (?!)

So bene di rischiare di diventare noioso, a parlare così spesso di Milano Cortina, ma qui le cronache sconcertanti al riguardo si susseguono a ritmo incalzante; d’altro canto restare zitti di fronte a certe cose trovo che sia civicamente e moralmente discutibile.

[Cliccate sull’immagine per leggere l’articolo.]
Uno dei fatti più recenti: il governo del cantone svizzero dei Grigioni da tempo chiede garanzie (e i fondi promessi) all’Italia – alla Lombardia nello specifico – per la gestione del traffico che si dirigerà a Livigno al fine di assistere alle gare olimpiche in programma lì, molto del quale passerà dalla Svizzera, senza ottenere risposte e per ciò dicendosi «irritato» con le autorità italiane.

Poi, finalmente, giovedì la Lombardia, per voce del proprio Assessore alla Montagna, ha risposto ai Grigioni sostenendo che «i costi per gestire la viabilità durante le Olimpiadi di Livigno saranno inferiori al previsto a causa di un minor afflusso di visitatori.»

[Cliccate sull’immagine per leggere l’articolo. La foto è tratta dalla pagina Facebook “I love Livigno“.]
Come come come?!

L’Assessore lombardo cosa sta dicendo, in concreto? Sta affermando di sapere già che le Olimpiadi a Livigno saranno un flop, e che non ci andranno a vederle così tante persone come la propaganda istituzionale olimpica continua a sostenere?

Oppure sta cercando di ingannare i grigionesi, peraltro in maniera parecchio maldestra, per cercare di sfuggire dalle responsabilità a carico della Lombardia e di non pagare quanto promesso e dovuto ai Grigioni per le spese di gestione del traffico olimpico?

Al momento, salvo mie sviste, la notizia della risposta dell’Assessore lombardo agli svizzeri non compare su nessun organo di informazione italiano.

Sconcertante. Per non dire altro. Sarebbe bene che la Lombardia fornisca ben più ampie e adeguate spiegazioni pubbliche, per evitare una figuraccia colossale.

Povere Olimpiadi, messe nelle mani di siffatti soggetti e così trasformate in un disastro per i territori coinvolti!

La Giornata – anzi, LE Giornate Internazionali della Montagna

[L’ormai fin troppo noto Ghiacciaio di Fellaria con il suo lago proglaciale, in Valmalenco. Immagine di Marco Servettini/A spasso con l’orso.]
Sì, lo so bene che la Giornata Internazionale della Montagna era ieri.

Ma, restando sempre piuttosto scettico su tali “celebrazioni” una tantum, io credo che le realtà delle nostre montagne, con tutte le sue potenzialità e le criticità che presenta nonché gli attacchi che subisce da chi ne preferisce la mercificazione invece che la tutela, imponga che le “Giornate per la Montagna” debbano essere 365 in un anno e non solo una.

In ogni caso, il 2025 è (era) anche l’Anno Internazionale per la Conservazione dei Ghiacciai – “conservazione” che tuttavia anche quest’anno non è avvenuta, posto l’evolversi costante della crisi climatica e dei suoi effetti, particolarmente pesanti proprio sulle montagne ed evidenti nella riduzione delle superfici glaciali.

Dunque, rilanciando qui sotto per l’occasione le slide riassuntive del Report 2025 della “Carovana dei ghiacciai” di Legambiente, auspico che veramente ogni giorno dell’anno diventi un’occasione di impegno per la tutela dei territori montani e dei loro paesaggi. Le montagne ne hanno sempre più bisogno, e noi con loro.

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La cucina italiana è diventata “Patrimonio Unesco”?

Bene, ottima cosa (al di là del bene e del male scaturente dai dibattiti che si stanno alimentando al riguardo), perché quella italiana è sicuramente una delle migliori cucine del mondo e perché buona parte di essa è composta da prodotti e pietanze di provenienza montanara, dunque il tema non può non interessare anche le nostre montagne.

Tuttavia, che per la cucina italiana il sigillo Unesco sia un autentico riconoscimento di valorizzazione e tutela! Perché se invece lo dovesse essere come ad esempio (non) lo sono molte DOP o IGP, oppure – restando in ambito Unesco – come lo è il “Patrimonio Mondiale” per le Dolomiti, cioè qualcosa di sostanzialmente inefficace e sotto certi aspetti ipocrita per i Monti Pallidi, non sarebbe affatto una “conquista” da festeggiare ma una circostanza della quale c’è solo di che preoccuparsi!

P.S.: ecco, proprio i pizzoccheri che vedete nell’immagine lì sopra, piatto tradizionalissimo della cucina valtellinese, anch’essi da oggi “Patrimonio Unesco”… peccato che nella gran parte dei casi il grano saraceno con il quale vengono fatti provenga da paesi ben lontani dall’Italia!

Comunque no, non solo le Olimpiadi IL problema delle “Olimpiadi” di Milano Cortina

[Immagine tratta da www.valdidentroturismo.it.]
È bene chiarire una volta ancora il nocciolo della questione olimpica: le Olimpiadi non sono il problema, anzi, sono un evento importante e meraviglioso. Semmai è come vengono concepite e, soprattutto, come sono state realizzate qui in Italia per Milano Cortina 2026. Cioè in modi tanto superficiali quanto inquietanti in primis da una classe politica evidentemente non in grado di realizzare un evento del genere ricavandone una reale opportunità di sviluppo per i territori. Tutt’altro, invece.

[Veduta dall’alto del cantiere della nuova telecabina Apollonio-Socrepes e della frattura franosa soprastante, coperta dai teli gialli. Immagine tratta dalla pagina Youtube di “TeleBelluno”.]
Così, mentre assolutamente inquietante è, ad esempio, la cabinovia Apollonio-Socrepes a Cortina, costruita su terreno risaputamente franoso e della quale si è occupata “Report” lo scorso 7 dicembre (ma anche “Il Post” qui) e di contro l’unica opera olimpica più o meno conclusa è la più inutile, cioè la pista di bob (120 milioni di Euro per qualche decina di praticanti), in Valtellina sta assurgendo a potenziale disastro olimpico assoluto la nuova tangenziale di Tirano, altro progetto da molti contestato appena venne presentato per le numerose criticità geologiche e tecniche che palesemente presentava, che per mesi i politici responsabili hanno giurato e spergiurato che si sarebbe comunque realizzata e poi terminata in tempo per l’inizio dei Giochi Olimpici e che invece non solo forse non verrà conclusa ma già ora, prima di essere aperta, vede emergere quelle criticità geotecniche annunciate da molti (e vede pure già volare gli stracci tra politici che con supponenza invocano una “tregua olimpica” alle polemiche e classe dirigente che invece comincia a non poterne di più di parole e promesse che non diventano fatti concreti). [1]

[Articoli e immagine tratti da “SondrioToday“.]
D’altro canto Milano non è da meno: la costosissima nuova Arena di Santa Giulia, che deve (dovrebbe?) ospitare le gare di hockey, è in forte ritardo e ancor prima di essere finita già presenta problemi tecnici, costerà molto di più di quanto previsto e pure la viabilità esterna non è ancora conclusa e i suoi costi se li dovrà accollare il Comune di Milano – cioè noi contribuenti, insieme agli extra-costi delle altre opere olimpiche. Senza contare i problemi (e la bruttezza architettonica) del nuovo Villaggio Olimpico di Porta Romana.

[L’articolo de “Il Post” sui guai dell’Arena di Santa Giulia. La foto mostra il cantiere lo scorso luglio 2025 ed è di @fabio.marsico via @cqmsg, tratta dalla pagina facebook “UrbanFile”.]
Queste citate peraltro non sono che alcune delle tante questioni aperte riguardanti le Olimpiadi di Milano Cortina, nei riguardi delle tante opere che non saranno terminate per i Giochi (nonostante le consuete promesse) e per le quali non si sa nemmeno quando verranno realizzate, oltre ai moltissimi altri aspetti olimpici discutibili, per non dire di peggio in certi casi, ben evidenziati in Oro Colato, il libro-inchiesta di Duccio Facchini e Luigi Casanova, pubblicato qualche giorno fa da Altreconomia. D’altro canto io penso, e temo, che le opere sopra citate verranno effettivamente concluse in tempo per l’inizio delle competizioni olimpiche, e che si canterà vittoria per questo, ci si loderà con le solite frasi di circostanza e propaganda, si darà contro agli «uccelli del malaugurio» eccetera. Ma come saranno concluse quelle opere, pur di terminarle in tempo? Con che qualità costruttiva, deroghe tecniche, finiture provvisorie, garanzie di durata nel tempo? E se così andranno le cose, quanti soldi pubblici dovranno essere spesi a breve per le manutenzioni straordinarie ovvero per sistemare le magagne che inesorabilmente si manifesteranno, e tutto ciò solo perché non si è operato con il dovuto buon senso ma con un’inopinata inettitudine gestionale e in modi del tutto strumentali a una bieca propaganda olimpico-politica?

Ecco perché, ribadisco, il problema non sono le Olimpiadi in sé, ma come vengono realizzate, come vengono strumentalizzate e chi le realizza. Altri paesi evidentemente dotati di maggior senno e onestà politica hanno rinunciato a organizzarle (Canada, Svizzera, Austria), mentre per le prossime del 2030 la Francia ha pensato bene di utilizzare impianti esistenti anche se posti al di fuori dai propri confini, come l’Oval Lingotto di Torino per le gare di pattinaggio. L’Italia invece, con la pista di bob di Cesana costruita per Torino 2006 e costata 110 milioni di Euro che sta andando alla malora, ne ha spesi altri 120 per una nuova pista a Cortina.

Capite qual è il problema vero delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026?
Le gare sono sicuro che andranno benissimo, tutto il resto no.

Intanto mancano 94 giorni. No, non all’inaugurazione dei Giochi Olimpici ma alla loro fine, quando le molte magagne – altro che “legacy olimpica”! – salteranno fuori e, temo, deflagreranno in tutta la loro dannosità per i territori che le avranno dovute subire.

[1] Aggiornamento delle ore 12.00 del 12 dicembre: la tangenziale aprirà per le Olimpiadi solo per un tratto e non risolverà per nulla il grosso problema del traaffico nel centro di Tirano, anzi, probabilmente lo peggiorerà ulteriormente.