P.S. – Pre Scriptum: agosto, tempo di ferie, di vacanze: anch’io per qualche giorno mi ci adeguerò, mi tocca (0) ma, visto che per tal motivo non potrei essere così assiduo come al solito con gli aggiornamenti del blog, mi sono chiesto: cos’è che proprio non dovrebbe mai andare “in vacanza”, cioè diventare letteralmente vacante?La bellezza, ad esempio. Perché di bellezza il mostro mondo ne ha bisogno sempre, per contrastare adeguatamente le tante, troppe cose brutte che ahinoi ci “offre”. Quindi mi sono detto pure: ok, e bellezza sia, in questi giorni d’agosto qui sul blog. E cosa c’è che sappia offrire bellezza in modo molteplice e assoluto, più dell’arte? Ecco. Dunque: buona esta(r)te a tutti!
P.S. – Pre Scriptum: agosto, tempo di ferie, di vacanze: anch’io per qualche giorno mi ci adeguerò, mi tocca (0) ma, visto che per tal motivo non potrei essere così assiduo come al solito con gli aggiornamenti del blog, mi sono chiesto: cos’è che proprio non dovrebbe mai andare “in vacanza”, cioè diventare letteralmente vacante?La bellezza, ad esempio. Perché di bellezza il mostro mondo ne ha bisogno sempre, per contrastare adeguatamente le tante, troppe cose brutte che ahinoi ci “offre”. Quindi mi sono detto pure: ok, e bellezza sia, in questi giorni d’agosto qui sul blog. E cosa c’è che sappia offrire bellezza in modo molteplice e assoluto, più dell’arte? Ecco. Dunque: buona esta(r)te a tutti!
P.S. – Pre Scriptum: agosto, tempo di ferie, di vacanze: anch’io per qualche giorno mi ci adeguerò, mi tocca (0) ma, visto che per tal motivo non potrei essere così assiduo come al solito con gli aggiornamenti del blog, mi sono chiesto: cos’è che proprio non dovrebbe mai andare “in vacanza”, cioè diventare letteralmente vacante?La bellezza, ad esempio. Perché di bellezza il mostro mondo ne ha bisogno sempre, per contrastare adeguatamente le tante, troppe cose brutte che ahinoi ci “offre”. Quindi mi sono detto pure: ok, e bellezza sia, in questi giorni d’agosto qui sul blog. E cosa c’è che sappia offrire bellezza in modo molteplice e assoluto, più dell’arte? Ecco. Dunque: buona esta(r)te a tutti!
Leggo che hanno avuto gran successo le mostre personali che Hauser & Wirth ha dedicato a Piero Manzoni, prima nella galleria di Los Angeles e poi in quella di New York, conclusasi solo qualche giorno fa (ne parla “Artribune” in questo articolo), ciò in forza dell’accordo che Hauser & Wirth ha siglato con la Fondazione Manzoni in merito all’organizzazione di eventi espositivi “manzoniani” e alla gestione del mercato delle sue opere. «Manzoni – ha detto ad “Askanews” Marc Payot, partner e vicepresidente della galleria – per noi è un sogno che diventa realtà. E’ una figura così rilevante nella storia dell’arte europea, così radicale per il suo tempo, e per noi avere l’opportunità di rappresentare la Fondazione significa renderlo rilevante nell’arte contemporanea e promuoverlo globalmente dalla Cina al Sudamerica.»
Di contro, nemo propheta in patria, Manzoni mi pare che da queste parti non goda ancora di altrettanta considerazione, anzi, non di rado mi capita di sentire i soliti commenti denigranti sulle sue opere, accompagnate dalle altrettanto solite frasi fatte («Lo sapevo fare anch’io!», «Ma che ca**o di arte sarebbe, quella?!» eccetera). Ma tutto questo non fa che rimarcare e confermare ciò per cui vi sto proponendo questo post, ovvero l’evidenza che Piero Manzoni è stato realmente un genio, tanto rivoluzionario quanto (inesorabilmente) incompreso dai più. Che Hauser & Wirth ci crei sopra un proprio business, ora, può essere cosa più o meno discutibile (d’altro canto sono mercanti d’arte, è il loro mestiere!), ma che pure questo comprovi la grandezza artistica, creativa e intellettuale di Manzoni è cosa niente affatto in discussione.
E quelli che non l’hanno ancora capito, e magari citano la Merda d’artista come esempio a sostegno del loro disprezzo, è lampante che non hanno nemmeno capito che proprio la Merda d’artista è la prova inconfutabile della loro ottusità al riguardo.
Leggo che per il filosofo francese Pascal Bruckner l’intervento di Greta Thunberg all’Assemblea Nazionale di Francia di martedì scorso 23/07 ha rappresentato «uno dei giorni più umilianti della storia del Parlamento francese» – potete leggerne qui, al riguardo.
Personalmente, riguardo ai Fridays for Future e agli odierni ai movimenti giovanili di protesta ambientalista ispirati in gran parte dalla ragazzina svedese ho già detto qui. Posto ciò, senza voler avere la presunzione di mettermi sullo stesso piano meditativo di un prestigioso intellettuale come Bruckner, quando ho letto quella sua affermazione, oppure quando sostiene «che i deputati francesi, ma anche leader come Macron e Merkel, pendano dalle labbra di una ragazzina in braghe corte è una clamorosa umiliazione della politica, nel senso più nobile del termine», in tutta sincerità io mi sono detto: oddio, semmai la vera umiliazione al Parlamento (francese ovvero d’altri paesi) e alla pratica politica, intesa nel senso più nobile del termine, viene da tutti quei parlamentari che, a fronte di una situazione climatica risaputamente così grave non da ieri ma da lustri, non hanno mai fatto nulla (o quasi) di concreto per evitarla o per non accrescerne la gravità, peraltro in ciò mancando di tener fede al mandato affidato loro dai propri elettori, quando piuttosto non hanno agito (o tramato) e messo in atto azioni che hanno peggiorato la situazione, appunto, soltanto per ricavarne meri e sovente bassi tornaconti personali, di potere, di lobbysmi ed altro di politicamente meschino.
Ergo, il problema grave non è che dei leader politici più o meno importanti pendano dalle labbra di una ragazzina in braghe corte, ma che politici in abiti lunghi ed eleganti non siano capaci di dire le cose che sa dire quella ragazzina.
Ecco.
Per questo – sempre senza voler avere la presunzione di mettermi sullo stesso piano meditativo di un prestigioso intellettuale come Bruckner – a leggere le sue parole mi è venuta in mente anche quell’affermazione di Umberto Eco riguardo la filosofia, secondo il quale:
è sempre una forma di alto dilettantismo, in cui qualcuno, per tanto che abbia letto, parla sempre di cose su cui non si è preparato abbastanza.