INTERVALLO – Lubbock (Texas, USA), “The Read Reader”

bookman0Gli uomini fanno i libri, certo, ma a volte – grazie alla creatività artistica – possono essere i libri a “fare” l’uomo… The Read Reader (altrimenti chiamata The Bookman) è una suggestiva scultura dell’artista Terry Allen posta dal 2003 all’ingresso del Texas Tech University Campus di Lubbock, in Texas.

INTERVALLO – Ojai (California, USA), Bart’s Bookstore

a595611_006a-1024x684Fino al 1964, Richard Bartinsdale è stato un semplice – ma alquanto appassionato – collezionista di libri. Poi, da quell’anno, ha deciso di trasformare la sua passione in una rendita, peraltro sfruttando la fortuna di abitare in un luogo dal clima assai ameno… Così è nato il Bart’s Bookstore, oggi la più grande libreria indipendente all’aperto del mondo, con oltre un milione di titoli a disposizione e una vasta collezioni di libri rari.

Cliccate sull’immagine in testa all’articolo per visitare il sito web della libreria (in inglese) e saperne di più.

INTERVALLO – New York (USA), La “Rose Reading Room” della NY Public Library

16jpbuildings4-superjumboLa maestosa Sala Rosa presso l’edificio principale della New York Public Library, tra la 42a Strada e la Fifth Avenue, è stata riaperta giusto l’anno appena trascorso dopo una ristrutturazione durata due anni, ed è certamente una delle sale di lettura pubbliche più affascinanti – oltre che grandi – del mondo.
Cliccate qui per visitare il sito web della biblioteca; cliccate invece sull’immagine per poterne godere in un formato più grande.

(Photo credit: Philip Greenberg per The New York Times)

Sul lèggere contemporaneo (Giuseppe Culicchia dixit)

LÈGGERE: perdita di tempo, ovviamente quando si tratta di libri e quotidiani (…) Se su Facebook o Twitter ci si imbatte in un link che rimanda al brano sulla Neolingua tratto da 1984 di Orwell, in cui si narra della distruzione delle parole con conseguente eliminazione di qualsiasi forma di pensiero complesso, soffermarsi per un istante a riflettere, e collegare tale profezia alla riduzione del vocabolario e del pensiero grazie ai 140 caratteri di Twitter e ai «mi piace» di Facebook. Quindi ri-twittare immediatamente o cliccare «mi piace».

(Giuseppe Culicchia, Mi sono perso in un luogo comune. Dizionario della nostra stupidità, Einaudi 2016, pag.125, voce “Lèggere”.)

culicchia_una_marina_di_libriAppunto.
(A, pi, pi, u, enne, ti, o. 7 caratteri: non male, ne avrei ancora 133 da consumare… ma lo so, potrei fare pure di meglio. Penso.)

(Cliccate qui per leggere la personale “recensione” di Mi sono perso in un luogo comune.)

“Libro”?!?

15181504_549486021917894_1799473777006649858_nNo: la questione, stavolta, non è legata alla “solita” diatriba tra libro di carta e libro digitale, sulla quale ho nuovamente dissertato di recente.
Piuttosto, concerne direttamente il senso dell’oggetto-libro, anche solo per come esso sia emblema più immediato, democratico e accessibile di cultura. Almeno stando alle statistiche riguardanti la diffusione della lettura, sempre più desolanti, dalle quali scaturisce un altrettanto diretto e conseguente (a quanto sopra) interrogativo: non se ciò che la vignetta rappresenta avverrà veramente, ma quando avverrà.
Ovviamente sperando che la vignetta resti tale, una simpatica e divertente scenetta comica, certo. Ma temo che ci sia da lavorare parecchio, perché non rappresenti invece una drammatica preveggenza.