La storia è un incubo

[Il villaggio di Yakovlivka, nell’Oblast di Kharkiv, 3 marzo 2022. Foto di Mvs.gov.ua, CC BY 4.0, fonte commons.wikimedia.org.]

La storia, disse, è un incubo dal quale sto cercando di svegliarmi.

(James Joyce, Dedalus (Ritratto dell’artista da giovane), 1916, ripresa anche in Ulisse, 1922.)

Questa celebre frase di Joyce, valida come non mai in questi giorni drammatici ma in effetti, e purtroppo, di valore costante, mi viene di accostarla – cisto l’ambito onirico a cui simbolicamente si riferisce, e non solo per quello – a un’altra notissima locuzione, in origine il titolo di una celeberrima opera di Francisco Goya: «il sonno della ragione genera mostri». Un accostamento dal quale scaturisce l’immagine di una storia – umana, ovviamente – carente di ragione e popolata di mostri, dal cui incubo, come dice il protagonista del romanzo di Joyce, sarebbe veramente e definitivamente il caso di svegliarci. Invece, a quanto pare, continuiamo a dormire, generando senza sosta e inesorabilmente nuovi incubi. Già.

La Scala e Giulio Regeni

[Foto tratta da www.teatroallascala.org, l’originale è qui.]
Rivolgo un personale e sentito applauso all’orchestra e ai lavoratori della Scala di Milano per aver rinunciato alla tournée in Egitto a seguito del caso di Giulio Regeni e del comportamento ignobile del potere egiziano al riguardo. Le parole con le quali la famiglia Regeni ha ringraziato il personale della Scala, «Vorremmo che tutti i rappresentanti politici italiani ed europei, gli artisti, gli imprenditori e i turisti seguissero il loro esempio lodevole», esprimono lo stesso principio che ho manifestato a mia volta in diversi articoli, qui sul blog: un esempio che, vista la sostanziale inerzia dello stato italiano nei confronti di quello egiziano – che “nasconde” le solite bieche motivazioni, ad esempio che l’Egitto è uno dei principali clienti dei produttori di armi da guerra prodotte in Italia – risulta quanto mai necessario da seguire non solo per qualsiasi soggetto istituzionale italiano ma pure per ciascun individuo dotato di senso civico. Spiace solo che ciò può generare conseguenze alla parte di società civile egiziana che non si riconosce nel modo di agire dei suoi governanti, ma a fronte di tali comportamenti inaccettabili non si può fare altro, e occorre farlo dal basso. Ecco.

Dicevamo?

[Immagine tratta da dirittiglobali.it, cliccateci sopra per visitare la fonte originaria.]

L’Italia è stato il decimo maggior esportatore di armi al mondo, vendendo soprattutto aerei militari (1.439) e navi (796): ha esportato il 2,2 del totale delle armi vendute. I paesi che hanno ricevuto le maggiori quote di armi dall’Italia sono stati Turchia (18 per cento), Egitto (17 per cento) e Pakistan (7,2 per cento).

(Fonte della citazione: qui; fonte originaria dei dati: qui.)

P.S.: quello che penso della vicenda di Giulio Regeni l’ho scritto qui, di recente. Altri post pubblicati nel blog riguardo questa ed altre simili questioni li trovate qui. Cliccando sull’immagine potrete invece saperne di più sulla storia dell’omicidio di Giulio Regeni.