Scrivere bene è sempre nuotare sott’acqua e trattenere il fiato.
(Francis Scott Fitzgerald, Nuotare sott’acqua e trattenere il fiato, trad. di Leopoldo Carra, Minimum Fax, 2006; orig. On writing, 1986.)
Scrivere bene è sempre nuotare sott’acqua e trattenere il fiato.
(Francis Scott Fitzgerald, Nuotare sott’acqua e trattenere il fiato, trad. di Leopoldo Carra, Minimum Fax, 2006; orig. On writing, 1986.)
Dopo aver esaurito quel che t’offrono affari, politica, allegri simposi, amore e così via – e aver scoperto che niente di tutto ciò alla fine soddisfa o dura in eterno – che cosa ti resta? Resta la Natura; portar fuori dai loro torpidi recessi le affinità tra un uomo o una donna e l’aria aperta, gli alberi, i campi, il volgere delle stagioni – il sole di giorno e le stelle del firmamento la notte.
(Walt Whitman, Nuovi argomenti in Giorni rappresentativi e altre prose, a cura di Mariolina Meladiò Freeth, Neri Pozza Editore, Vicenza, 1968, pag.148.)
La vodka cominciava ad agire e io avevo pensato: Si sta bene in libertà! Appena mi congedano, me ne vado per ore a zonzo per le strade di Leningrado. Faccio un salto al bar di via Marat, mi fumo una sigaretta sulla panchina davanti al palazzo della Duma…
So che la libertà è un concetto filosofico. Ma non m’interessa. Gli schiavi non si interessano mica di filosofia, no? Andare dove ti pare, ecco cos’è la libertà!…
(Sergej Dovlatov, La valigia, Sellerio Editore, Palermo, 1999-2017, traduzione di Laura Salmon, pag.75.)
A questo mondo esistono le scienze esatte. Dunque esistono anche quelle inesatte. Tra quelle inesatte, penso, al primo posto ci sono le lettere. Così divenni uno studente di lettere.
(Sergej Dovlatov, La valigia, Sellerio Editore, Palermo, 1999-2017, traduzione di Laura Salmon, pag.15.)
Ogni volta che ho l’occasione di rivedere e riascoltare Giorgio Gaber, resto sorpreso, sbalordito come la prima volta, meravigliato come se non l’avessi mai sentito infinite altre volte e come se non percepissi il bisogno di risentirlo altrettante volte. Accade di rado, e accade con quei personaggi dei quali capisci da subito il valore umano, la grandezza intellettuale, la genialità sagace e illuminante, la dote rara di ammaliarti e intrigarti facendoti ridere tanto quanto pensare, divertire e riflettere, svagarti e concentrarti, aprirti il cuore, lo spirito, la mente… Tutti elementi, questi, di un’energia vitale imperitura e intramontabile, quella che proprio i più grandi personaggi sanno emanare perennemente ed elargire a chiunque. Presenti sempre, fortunatamente; assenti giammai, necessariamente; rarissimi, tuttavia, per questo ancor più preziosi.
Oggi, Giorgio Gaber avrebbe compiuto 80 anni. Più che un grande personaggio, più che una figura oltre modo necessaria, un uomo, un artista, una voce, un intelletto essenziali: ieri, oggi e sempre.