Ecco, questa è un’immagine che mi si addice molto. Sono pure io un gran accumulatore di provviste per la mente, certamente ben più che per lo stomaco, e la tendenza pressoché irrefrenabile ad accumularne molto più di quanto ne possa assimilare e smaltire non ho nessuna intenzione di togliermela, già.
Mi auguro solo che l’albero domestico nel quale sto accumulando queste provviste non finisca per cedere d’improvviso a causa dell’eccessivo peso. Ma tutt’al più vedrò di puntellarlo e rinforzarlo per bene, non certo di diminuire il ritmo di approvvigionamento! Perché se per la pancia la dieta è una cosa sovente utile, una dieta per la mente è quanto di più nocivo vi possa essere. Ecco.
[Foto di Andrew Martin da Pixabay]Fa piacere leggere che il Governo italiano vuole procedere, finalmente, a un’autentica semplificazione burocratica, e che voglia farlo «in tempi rapidi».
Infatti, a breve, la commissione parlamentare incaricata di esaminare la materia, che verrà appositamente creata tramite delibera parlamentare controfirmato dall’ufficio della Presidenza del Consiglio, una volta stabilita la propria composizione proporzionale in base ai numeri dell’organo maggiore, procederà con l’analisi della questione e l’elaborazione dei relativi dossier corredati di allegati e sub-allegati nei quali si raccoglieranno le osservazioni delle sotto-commissioni ad interesse locale – da istituire dietro apposite delibere degli organi amministrativi regionali (con obbligo di supervisione e consenso delle relative giunte) – in base ai quali elaborare una proposta pre-operativa che dovrà ottenere il consenso dei due terzi della commissione più i tre quinti delle suddette sotto-commissioni oltre che, superato il primo livello approvativo, quello dell’ufficio di presidenza del Parlamento, del sottosegretario alla presidenza, del funzionario vicario preposto, del capo di gabinetto del vicesegretario della giunta di controllo delle delibere (con la necessaria approvazione dei cinque ottavi dei membri della giunta), così da poter essere finalmente sottoposta a lettura da parte dell’ufficio della Presidenza del Consiglio e messa in discussione in entrambi i rami parlamentari con convocazione obbligatoria dei dodici diciottesimi dei membri, con eventuale approvazione in base al numero di voti maggiore o uguale al quorum funzionale fissato in una frazione superiore alla metà del numero totale dei votanti o degli aventi diritto al voto.
Se questo iter sarà concluso con successo, finalmente la suddetta commissione potrà istituire una task force atta allo studio delle semplificazioni da adottare, non prima tuttavia di aver designato una sub-task force che vigili sui lavori della prima per la quale il regolamento sarà da discutere al più tardi in data da destinarsi.
A volte sento o leggo qualcuno che, per manifestare la sua (giustificata e comprensibile) disapprovazione verso la politica, la paragona alla pornografia.
Be’, non sono d’accordo.
Perché in linea di “principio morale”, per così dire, se la pornografia è quella attività nella quale il godimento di pochi viene condiviso – almeno virtualmente – con una gran quantità di persone (si vedano i dati di traffico sui siti a luci rosse, per dire), la politica è invece l’attività nella quale il “godimento” è solo di pochi e per nulla condiviso con nessuno che a quei pochi non ne sia in qualche modo sodale. Piuttosto, le cronache raccontano che il “godimento” di chi produce pornografia è puramente professionale e spesso nemmeno così ameno come appare: è una sorta di sacrificio subìto a favore della gioia altrui, insomma. Tutto l’opposto della politica, dove chi la pratica ne gode con gran divertimento e alla faccia di chi vi venga sottoposto.
Almeno il piacere manifestato dagli attori delle produzioni a luci rosse viene “trasmesso” agli spettatori delle stesse, quello dei politici no, anzi, provoca sovente dei gran moti di rabbia.
Insomma, per farla breve: è ben peggio la politica che la pornografia.
Ecco.
[Foto di Broin da Pixabay]Io – l’ho già detto in altre occasioni, qui – non è che abbia una grande considerazione dei servizi di previsione meteorologica, anzi, consiglio di non guardarli nemmeno o quanto meno di considerarli per ciò che sono, ovvero mere “previsioni” e niente più, appunto.
Però a volte la colpa delle previsioni errate non è tutta loro, forse, ad esempio nei casi in cui abbiano previsto per l’indomani bel tempo e invece il cielo si presenta ingombro di nubi plumbee che, prima o poi, scaricano pioggia se non innescano temporali. Perché ho l’impressione che tutte quelle nuvole scure ammontonate, certe volte non siano altro che la condensazione delle troppe, inutili lamentazioni che tanta gente quaggiù sulla Terra enuncia, effonde, emana e litaneggia e piagnisteggia e spande come scarichi di automezzi o ciminiere di fabbriche finché tutta questa densa “caligine grigiastra” sale al cielo e, appunto, si raggruma lassù, uno spesso tappeto di tetre nubi che oscurano qualsiasi possibile serenità. Già.
Dacché se certa gente si lamentasse meno, mi viene da pensare, ci sarebbero più giornate di Sole, oltre che meno problemi comuni irrisolti. E persino i meteorologi c’azzeccherebbero di più, con le loro previsioni – cosa che avrebbe quasi del prodigioso e, a ben vedere, già da sola potrebbe giustificare una netta riduzione di quegli inutili piagnistei, ecco.