Franco Perlotto, “Indio”

cop_IndioFranco Perlotto è una sorta di monumento vivente dell’alpinismo (e non solo) italiano (e non solo!). Ho avuto la fortuna di conoscerlo di persona, di chiacchierare amabilmente con un personaggio tanto modesto, quasi schivo, quanto immenso nell’animo, nello spirito e nella forza di volontà, e siccome avrei parecchie altre cose da dirgli, questa volta imposterò la mia “recensione” del suo romanzo Indio (Alpine Studio Editore, 2014, collana “Orizzonti”) in maniera un po’ diversa dal solito, confidando che mi perdonerete la sua insolita forma.

“Illustrissimo Franco, ho appena finito di leggere il tuo Indio, giusto ieri sera prima di coricarmi. Ti confesso che già da un po’ il volume stazionava sugli scaffali della mia biblioteca di casa, altre volte l’ho preso in mano per cominciare a leggerlo per poi optare per altri libri. Vuoi per riverenza estrema, vuoi perché per mille motivi dovevo leggere altro, e vuoi perché in questi casi si ha sempre il timore che un personaggio che si considera importante per certe cose, si riveli più trascurabile per altre, intaccando dunque ciò la suddetta considerazione. D’altro canto, ti avevo detto del dramma (beh, ironicamente dicendo) da me vissuto, ovvero di quella vecchia maglietta Think Pink a cui tenevo tanto e che non trovo più… Da ragazzino, all’età nella quale la usavo, bastava indossarla per sentirsi un po’ Franco Perlotto – anche se poi un secondo grado scarso su una paretina da ridere era sufficiente a mettermi in crisi! Insomma, un po’ per tutto questo ho caricato Indio (suo malgrado) di aspettative superiori all’ordinario, alle quali si è unito l’intrigante interesse verso la tua attività di cooperante internazionale, ovvero di conoscitore e frequentatore di popoli e culture di grandissimo fascino nonché lo spessore del tuo personaggio, di te stesso in quanto tale e anche al di là del tuo pur incredibile curriculum alpinistico, e di una vita dalla quale si potrebbero tranquillamente ricavare almeno una dozzina di film, metà dei quali pure di stampo hollywoodiano…

art_5453_1_Perlotto_1Leggete la recensione completa di Indio cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!

Passi (una poesia da “The City of Simulation | La Città della Simulazione”)

Passipassi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi che passan via sui sassi e sui selciati della via in forza del far due passi o quattro passi o mille passi in compagnia a mo’ di contrappassi di gaie passeggiate sì per dir “facciam due passi” o di afflitte processioni per drammatici trapassi ma comunque passi avanti a oltrepassare transitorie impasse e non dover tornar sui propri passi o peggio non cadere in passi falsi come sono i tuoi che ora passi come se t’illuminassi dei fari fissi d’una scena e l’ego tuo sorpassi con passi da gigante che fracassi ogni cosa col suo passare assai pesante ma che con gli stessi passi non andasse certo molto avanti e per ciò sappi che non passi tanto tu oltre i momenti di alti e bassi entro cui qualsiasi vita pare appassire come le vie in questa città tra sovrappassi e sottopassi ove si passa sui propri passi tra il gran fracasso quotidiano e il denso chiasso d’un mondo urbano alquanto scosso da grossi e bassi formalismi che paion fossi entro cui inciampasse anche il passo più sicuro e s’intoppasse e s’incagliasse la passione che ancor reagisse o almen tentasse all’inevitabile anafilassi verso un presente spesso fesso ossia incrinato tra indefesse fesserie ed illogiche ossessioni quali Beckett altresì narrò nel proprio “Passi” ossia il collasso del consesso quotidiano che s’inscena sull’indiscussa messinscena che esibisce questa città ove io passo e anche tu passi e tutti passan coi propri passi ed i pensieri più o meno fissi verso i nessi della propria vita e l’incessante speme che tutto passi come il tempo passa e nulla si fissi o s’affossi o si sconquassi nell’essenza dell’esistenza entro cui passiamo per il mondo con la prassi dei nostri assidui ed incessanti passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi passi

Passi (cliccate sull’immagine in testa al post per vederlo nella sua versione originale) è uno dei componimenti di The City of Simulation | La Città della Simulazione: 14 poesie audio-visuali su CDr, un progetto di Luca Rota – io, sì! – e Tiziano Milani – da pochissimo uscito con il nuovo lavoro Materia (storie da ciò che rimane) – prodotto da Setola di Maiale e pubblicato nel 2010, ma assolutamente attuale nelle sue tematiche e nelle visioni offerte, siano esse in forma sonora o letteraria.

14 poemi audio-visual, intorno e dentro il concetto di città. 14 Mp3 e 14 Jpeg, che vanno a formare un tutt’uno, suono/testo. Oltre tre ore di musica, ed infinite letture/riletture che s’interrogano sulla valenza della forma città odierna.(…) Opera coraggiosissima, di elevata qualità, e inusuale concezione. Potrebbe esser additata da esempio nel futuro.

(Marco Carcasi, Kathodic, 07/12/2010)

Potete leggere QUI tutte le informazioni in merito, oppure visitare il sito del progetto e, se lo ritenete meritevole, acquistare il CD direttamente dal sito di Setola di Maiale, una delle migliori etichette indipendenti italiane, in campo artistico/musicale e non solo.

L’editoria scema, sempre di più (Eliselle dixit)

In cinque anni di esperienza in libreria e in dieci nell’editoria, posso dire che non solo va sempre peggio [la professionalità delle figure va scemando in ogni ambito e in ogni punto della ‘catena’, mentre vanno aumentando in modo imbarazzante lassismo e menefreghismo], ma l’eroicità degli autori [quelli che si fanno il mazzo, mica quelli finti], che nonostante le schifezze che vedono e subiscono continuano a portare avanti la propria passione al di là di profitto [inesistente] e soddisfazioni [solo grazie a quei pochi che riconoscono le loro capacità] andrebbe davvero premiata. Quantomeno con un “grazie per la tua capacità di resistenza, ce ne fossero!”

10628293_10204936920970720_6215415472976937164_nParola di Elisa Eliselle Guidelli, non solo una mirabile e poliedrica scrittrice, ma pure una che l’ambiente editoriale lo vive da dentro e, last but not least (anzi!) una libraria. La quale dunque, in poche parole ma con grande chiarezza e consapevole lucidità, riesce a fotografare bene la situazione generale dell’editoria nostrana e di quei pazzi che per mera e irrefrenabile passione verso la letteratura ci stanno dentro, come in balìa di una specie di leviatano decerebrato che sta finendo inesorabilmente per distruggere sé stesso.
Di sicuro, in antitesi al titolo di questo post (e al senso della citazione riportata) Matilda_1sarà proprio il prossimo lavoro di Elisa Guidelli, Il romanzo di Matilda, del quale potete conoscere ogni cosa qui oppure cliccando sulla copertina (ancora provvisoria, al momento) lì sopra. Perché la buona letteratura, se mai dovrà morire, prima andrà al funerale dei suddetti e sempre più scemanti editori. E mi auguro si divertirà un sacco.

“Cento anni con Ruchin, piccolo grande rocciatore” a Milano, da martedì 21/04 alle 18.30 (e fino al 5 maggio)

Ruchin-MilanoCliccate sopra la locandina per saperne di più, oppure cliccate qui per scaricare la stessa locandina in formato A4.
Per saperne di più invece su Ercole Ruchin Esposito e sulla mostra a lui dedicata – che peraltro fino a questa sera è visitabile presso il Palamonti a Bergamo, cliccate qui, oppure qui per leggere l’articolo pubblicato nel numero di novembre 2014 di Montagne 360°, la rivista del Club Alpino Italiano.