Le comiche geopolitiche

Scusate se mi permetto la seguente osservazione dacché, ribadisco, non mi occupo di “politica” nel senso italico del termine e nemmeno dei suoi rappresentanti, ma leggere sui media degli attuali presidente del consiglio e ministro degli esteri italiani che si “occupano” di crisi internazionali e questioni geopolitiche globali mi fa tornare in mente quella meravigliosa comica di Stanlio e Ollio dal titolo (in italiano)La scala musicale, con i due protagonisti nelle vesti di trasportatori alle prese con un pianoforte da consegnare, il quale alla fine non farà una gran bella fine – e i due nemmeno…

Ecco, questo mi hanno fatto venire in mente.
E con tutto il rispetto del caso, eh! – per gli insuperabili Laurel & Hardy, intendo dire.
Già.

Daphne Caruana Galizia

(Fonte dell’immagine: https://www.ilsussidiario.net)

Ci sono corrotti ovunque si guardi, la situazione è disperata.

Daphne Caruana Galizia, chiudendo l’ultimo post sul suo blog “Running Commentary”, alle 14.35 del 16 ottobre 2017, pochi minuti prima di essere uccisa. Un’affermazione che è ben più di un monito o di un allarme: è una verità che concerne la gran parte del mondo in cui viviamo, e che spesso rimane ben protetta dietro la nostra indifferenza finché donne e uomini coraggiosi come lei riescono a scuoterla e spazzarla via.
Margaret Atwood ha scritto che «Quando un giornalista viene ucciso ne soffre tutta la società»; ma quando giornalisti di gran valore come Caruana Galizia vengono uccisi, muore anche un po’ della nostra civiltà.

P.S.: oggi per Bompiani esce l’ultimo libro italiano sui suoi scritti e le sue indagini, Di’ la verità anche se la tua voce trema; cliccate qui per saperne di più.

(L’immagine in testa al post è tratta da questo articolo de “Il Sussidiario”.)

Il PIL

Evviva, nella classifica del PIL dei paesi della UE l’Italia è secon…

Ah, no.
È la bandiera dell’Irlanda, quella.

P.S.: sia chiaro, sono tra quelli che pensano che il PIL non possa e non debba essere l’unico dato sul quale basare la determinazione del benessere e della ricchezza di un paese, anzi, credo che fare ciò generi danni non indifferenti che già la storia (recente soprattutto) registra in maniera indiscutibile. Il PIL è l’addendo di una somma che ha altri addendi, non può mai essere direttamente il risultato di essa. Ma, indubbiamente o ineluttabilmente, qualsiasi pur virtuoso idealismo deve fare i conti con la realtà oggettiva, almeno finché non lo si realizzi concretamente, e dunque non si può ignorare il PIL in qualità di dato analitico capace di dare una buona indicazione circa lo stato di salute di un’economia nazionale. Ovvero, in tal caso, la permanenza di uno stato pressoché cadaverico.

(Cliccate sull’immagine per saperne di più.)

Il politico perfetto (pt.2)

In un’ennesima occasione – stavolta istituzionale e riservata – ho invece conosciuto un altro politico, anch’egli parlamentare d’un partito dei più preminenti e localmente assai popolare il quale, a differenza di quello di cui vi dicevo qui, si distingueva in tutt’altro modo: presente ma palesemente assente, tentennante, lo sguardo stranito, quasi in soggezione verso chiunque vi si rivolgesse con un tono di voce deciso, schivo come se non volesse essere lì ma lo avevano obbligato o come se avesse qualcosa da nascondere. Un pesce fuor d’acqua, finito all’ora di pranzo su una spiaggia piena di barbecue, insomma.

Caspita! – ho nuovamente esclamato a me stesso. Come trovare un’altra figura più facilmente soggiogabile al potere e alle gerarchie dominanti, adeguatamente priva di idee e iniziative sì da lasciar campo aperto a quelle imposte da altri? L’altro esempio  di “politico perfetto”, in pratica!

Ho espresso pure a quello i miei “complimenti” per tale consonanza. M’è parso oltre modo intimorito, ha sorriso appena, m’ha risposto un «Grazie!» traboccante di interrogativi e di apprensioni.

Il politico perfetto (pt.1)

Durante un evento pubblico ho conosciuto un certo politico, parlamentare d’un partito dei più preminenti pur non essendone tra i pezzi più grossi ma, localmente, alquanto in vista. Ne ho conosciuti altri, sia chiaro, ma questo s’è distinto in modo particolare: altezzoso, tronfio, arrogante, sprezzante, incompetente oppure falso, avendo dichiarato pubblicamente cose errate. Caspita! – mi sono detto – quale rara attinenza tra una persona, le sue prerogative e la professione svolta! Un siffatto individuo non poteva che fare quel “mestiere”, più tagliato di così non poteva essere.

Me ne sono complimentato, ma credo che non abbia capito il senso delle mie “congratulazioni”.