
La lettura dei libri libera la mente e alimenta il pensiero, che non a caso è la più grande e illimitabile libertà a disposizione dell’uomo.
Chi non legge, dunque, non sarà mai una persona realmente libera, e “vivrà” imprigionata nello spazio vuoto della sua mente.
Una condizione più sventurata persino rispetto all’ordinaria pazzia: almeno il pazzo ha la mente piena di bizzarrie, senza dubbio, ma non certo vuota. E, appunto, non so cosa sia peggio tra le due cose.
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Sul “volo” politico di Fabio Bonetti (sì, quello lì!)
Siccome qualcuno mi ha chiesto cosa ne pensassi del recente “attivismo politico bipartisan” (!) di Fabio Bonetti (lo scrivo così per non incorrere in censure peraltro comprensibili), e avendone poi letto qui e là in ogni senso, dirò che la mia opinione è molto semplice: nulla può vietare a chicchessia di manifestare pubblicamente i propri pensieri quand’essi non ledano diritti altrui, nemmeno lo scrivere e il pubblicare con pervicacia “libri” di m**da.
Che, tanto, tali restano e soprattutto in quanto editi in modo letterariamente acritico e acquistati in maniera decerebrata ma i quali, ribadisco, non vietano affatto la libertà d’opinione e d’espressione di Fabio Bonetti, tanto meno l’eventuale consenso a quanto da egli pubblicamente dichiarato e neppure operazioni di marketing editoriale tanto palesemente demenziali ma evidentemente, per lo stato in cui siamo messi, efficaci.
Ah, la foto in testa al post è la sola decente che ho trovato del Bonetti. Almeno per me, ovvio.
Andate tutti in bagno a… leggere un libro!
Quasi due italiani su tre in un anno non leggono nemmeno un libro. E’ un dato non solo consolidato, questo, ma pure in costante crescita – ovvero: in Italia ci sono sempre meno lettori in circolazione, e il raffronto con gli altri paesi europei è a dir poco impietoso.
Posto ciò, i motivi del perché così tanta gente non legga libri a dire il vero non è che mi interessino più di tanto: in fondo conta l’univoco risultato finale, e la sua evidente drammaticità. Anzi, senza starci a perdere troppo tempo sopra e senza usare troppi giri di parole (chiedo scusa da subito), mi viene da pensare che, evidentemente, a tanti italiani “leggere un libro fa cag**e.”
Ok, allora si agisca di conseguenza, una buona volta. Ecco qui:
Uniamo la causa con l’effetto, l’effetto con la causa, l’utile al dilettevole e al metabolico e colmiamo la testa di quei soggetti di cose buone e utili svuotando al contempo la pancia di ben altro – così pure facendo, magari, che essi tornino a usare la testa come testa e non la pancia, peculiarità tipica invece di chi non legga libri. Ecco.
INTERVALLO – Cesena, Libreria “I Libri di Elena”
I Libri di Elena, da poco aperta a Cesena dalla libraia Elena Baldini, è per propria stessa definizione una “piccola libreria indipendente alla ricerca di progetti editoriali di qualità” che, in più, presenta e offre i libri come fossero degli oggetti preziosi, ricercati, dal valore estetico che accresce ed esalta quello letterario. Il che rende la libreria stessa una sorta di boutique del libro, in antitesi di senso e di forma alle grandi e impersonali librerie di catena ove trionfa la produzione più mainstream mentre quella di pregio, sovente prodotta dagli editori indipendenti, non vi trova alcuno spazio.
Trovo che quella di Elena Baldini a Cesena sia una proposta molto interessante ed emblematica. Con la personale speranza che sia compresa, che abbia buona fortuna e che tali luoghi di potenziale valore culturale così elevato si diffondano sempre più: ai libri e alla lettura ciò non potrà che fare bene, molto di più qualsiasi altro “supermarket del libro” culturalmente (e non solo questo) assai più sterile.
Per saperne di più cliccate qui, oppure visitate la pagina facebook della libreria.
Leggere libri a bordo di astronavi interstellari

Resto convinto che tra qualche centinaio di anni, a bordo di una nave interstellare in viaggio superluminale tra le galassie, dopo aver controllato i principali sistemi di bordo e aver dato disposizioni sulla rotta e sul regime a cui impostare il reattore materia/antimateria per ottenere la velocità di curvatura necessaria al viaggio, il capitano si ritirerà nei propri alloggi e prima di un meritato sonno ristoratore leggerà un romanzo su… un libro cartaceo.
Sì, un libro di carta, come quelli di oggi, come quelli che da secoli nella nostra mente corrispondono nell’immagine oggettiva e nella relativa cultura al termine “libro”. Niente libri elettronici, no.
Attenzione: con la mia piccola fantasia sopra narrata non voglio assolutamente manifestare alcuna opposizione ai libri in formato digitale e ai relativi supporti. Anzi: ben vengano e ben si diffondano, così da promuovere il più possibile la letteratura e l’esercizio della lettura (nella speranza che gli editori la smettano di soffocarne lo sviluppo, però, come già denunciavo qui!) Tuttavia, più passa il tempo e più si solidifica la convinzione che, almeno per il momento – ovvero per questa generazione e per numerose prossime – per “libro” si continuerà ineluttabilmente a intendere l’oggetto cartaceo. Di più: come sostengo spesso, tale articolo rilegato, di carta o cartone o altro di funzionalmente simile e scritto/illustrato con inchiostro, comunque per ancora lungo tempo continuerà a rappresentare l’oggetto culturale per eccellenza, quello che in maniera più immediata, fruibile, economica e popolare rappresenta nel pubblico il senso del termine “cultura” e della relativa diffusione. Un oggetto di valore antropologico, un marcatore referenziale fondamentale per la cultura umana e un segno identitario inconfondibile per la civiltà, il quale, in quanto tale, non può subire alcun processo di obsolescenza né materiale e né immateriale.
Ribadisco: ben vengano i libri digitali ma, per ora e per ancora molto tempo, non scalzeranno affatto la presenza del libro e non ne scalfiranno il suo valore culturale originario semplicemente perché non ne sono e ne saranno in grado (peraltro, leggete un po’ qui che sta accadendo). Lo tengano in conto, i progettisti delle astronavi che tra qualche decennio prenderanno ad andare oltre i limiti del Sistema Solare verso nuovi pianeti e poi ancora più lontano, verso altre stelle e galassie, che un buon scaffale per mettere in ordine i libri di carta a disposizione degli equipaggi a bordo lo dovranno sicuramente predisporre. Ne sono convinto.
