INTERVALLO – West Chester (Pennsylvania – USA), Baldwin’s Book Barn

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Volete una libreria che trasudi fascino da ogni singola pietra (e non solo) dell’edificio che la ospita? Beh, fatevi un viaggetto in Pennsylvania, a West Chester, e potrete visitare il Baldwin’s Book Barn, vera e propria istituzioni per qualsiasi amante dei libri e della lettura di questa parte di USA. Ospitata in un granaio del 1822 immerso in un paesaggio idilliaco, distribuita sui cinque piani dell’interno e impreziosita da un’infinità di oggetti e angoli a dir poco suggestivi – muri in pietra, stufe a legna, mappe e stampe d’epoca sulle pareti, vecchie mensole e scaffali in legno e persino un angolo cottura – la libreria custodisce oltre 300.000 tra libri nuovi, usati e rari ed è senza dubbio di quelle tra le cui stanze si potrebbero tranquillamente passare giorni interi, per quanto l’atmosfera che vi regna risulti per chiunque – non solo per i lettori forti, dunque – assolutamente intrigante.

Cliccate sulle immagini in testa al post per visitare il sito web della libreria (in inglese).

INTERVALLO – Enna, Biblioteca di Ateneo “Kore”

korebiblioteca0Intitolazione mitologica, novemila metri quadri di superficie, una facciata lunga come un campo di calcio, mille posti a sedere, 180mila volumi potenziali, otto milioni di euro di costo: è la Biblioteca di Ateneo Kore della Libera Università degli Studi di Enna, una delle più grandi d’Italia, inaugurata solo qualche settimana fa. Una struttura avveniristica che tuttavia non ha mancato di suscitare polemiche, sia per il costo finale dell’opera, sia per il fatto che la Fondazione che la regge è stata commissariata – ufficialmente “per problematiche riguardanti la governance” – proprio qualche giorno prima dell’inaugurazione.

Sperando di non essere di fronte a una solita storia all’italiana, che finisca per intaccare e deprimere il valore potenziale di un luogo di cultura del genere e la sua fondamentale importanza per la zona in cui è sorto, cliccate sull’immagine panoramica in testa al post per visitare il sito web della biblioteca oppure qui per conoscere più nel dettaglio le vicende legate alla sua realizzazione.

INTERVALLO – Milano, Laboratorio Formentini per l’editoria

laboratorioforme_001Questa volta non vi voglio presentare una libreria, una biblioteca o un altro luogo “classico” legato ai libri e per la lettura, ma uno spazio/istituzione che comunque ad essi, e all’industria editoriale ancor più, è legato a doppio filo.
Il Laboratorio Formentini per l’editoria è infatti uno spazio nato per la più ampia e strutturata valorizzazione del lavoro editoriale. In questo particolare momento storico, e nella città italiana in cui da sempre si produce e si consuma la percentuale più alta del prodotto libro, è diventata quanto mai un’urgenza dare spazio ai protagonisti della filiera della lettura, dare loro voce per raccontare le storie del passato, guardare alle professioni del futuro, ospitare le esperienze internazionali e promuovere l’eccellenza culturale italiana nel mondo.
Il Laboratorio, sito in via Formentini 10, è ospitato nel complesso della ex Canonica della Chiesa di San Carpoforo, antica chiesa nel centro storico di Milano, risalente al IX secolo e rimaneggiata nel XVI secolo: uno spazio messo a disposizione direttamente dal Comune di Milano – Assessorato alla Cultura. Il progetto architettonico è stato curato da Alterstudio Partners, che ha conciliato l’opera di conservazione e restauro dell’edificio storico, nelle sue facciate e coperture, con la realizzazione di un interno architettonico fortemente connotato, declinando le nuove esigenze funzionali con un linguaggio spiccatamente contemporaneo.

laboratorioforme_2laboratorioforme_20160126173018laboratorioforme_3Per saperne di più, cliccate sulle immagini e potrete visitare il sito web del Laboratorio.

Paolo Nori, “Siamo buoni se siamo buoni”

cop_siamo-buoniPaolo Nori ha uno dei più bei siti web “da scrittori” che ci siano. “Embè?”, direte voi. Embè, dico io, è soprattutto da lì, oltre che da qualche amicizia comune, che in origine ho conosciuto lo scrittore parmense, prima che le sue opere edite. Il suo sito – più un blog, a dire il vero – è semplice, lineare, quasi minimale, eppure sempre arricchito (dallo stesso Nori, ovviamente) di cose interessanti e mai banali. Non è poco, e ancor più è alquanto significativo nonché, se così posso dire, identificante di quel piccolo/grande mondo a sé che, a ben vedere, Paolo Nori è.
O Ermanno Baistrocchi, è… ovvero il protagonista di Siamo buoni se siamo buoni (Marcos y Marcos, Milano, 2014), romanzo nel quale Nori si trasfigura (ma nemmeno troppo, mi pare di capire) in quel protagonista, che è un ex editore che scrive un libro intitolato La banda del formaggio (in verità è un altro romanzo di Nori) da pubblicare solo dopo il suo eventuale decesso ma che poi subisce un grave incidente (come Nori nella realtà, guarda caso!) così che tale Salvarani, che compra la casa editrice del suddetto Baistrocchi, pubblica il libro sotto altro nome dato che l’autore è dato ormai per morto e ne ricava un gran successo, senonché l’autore stesso inaspettatamente si risveglia e…

(Photo courtesy: Manuela Bersotti)
(Photo courtesy: Manuela Bersotti)
Leggete la recensione completa di Siamo buoni se siamo buoni cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!

Senza scienza, senza cultura, c’è solo oscurantismo (Carl Sagan dixit)

In una società impregnata di tecnologia come la nostra, ma sempre più assediata da nuovi profeti, impeti di irrazionalità e falsa ricerca del meraviglioso, allontanarsi dalla scienza o permettere che venga demonizzata, significa in realtà consegnarci ai veri demoni: l’irrazionalità, la superstizione, il pregiudizio, ed entrare in un’epoca di nuovo oscurantismo.

(Carl Sagan, Il mondo infestato dai demoni, Baldini & Castoldi, Milano, 1997)

Carl-SaganCarl Sagan è stato uno dei più grandi uomini di scienza – dunque di cultura – del Novecento. Quando uscì, Il mondo infestato dai demoni, era il 1996 (l’anno dopo in Italia), e forse vent’anni fa c’era ancora qualche speranza che il sonno della ragione non fosse così diffuso sul pianeta da generare mostri ovunque. Sia chiaro, può essere che tali speranze vi siano ancora oggi ed è obbligo di chiunque abbia a cuore l’evoluzione intellettuale della razza umana (o forse, dovrei dire, la salvezza della stessa) di coltivarle e diffonderle. Ma è innegabile che, visto lo stato del mondo contemporaneo, la loro ricerca stia diventando quasi più ardua di quella (molto cara a Sagan) di altre civiltà intelligenti nell’Universo. Sempre che tali civiltà abbiano la voglia e il coraggio di entrare in contatto con i sempre più involuti abitanti del terzo pianeta del Sistema Solare…