Quelli che «Lo potevo fare pure io!»

(È Lucio Fontana, ovviamente!)
Ecco, anche quelli che di fronte alle opere di arte contemporanea se ne escono con frasi del tipo «Ah, ma questo lo potevo fare pure io!» mi stanno dicendo qualcosa di indubitabilmente chiaro ed emblematico, o identificativo. Sono come il tizio che a bordo piscina gonfia il petto e si vanta con gli amici di aver vinto numerose gare di nuoto, fino a poco tempo prima, ma si guarda bene dall’entrare in acqua per non dimostrare in modo lampante di non saper nemmeno restare a galla. E se si insiste a chiedergli la prova delle sue così “sublimi” doti natatorie, ovviamente quello se ne fa offeso, dando a chiunque del cafone malfidente o altro di simile.

Proprio come quando provi a osservare ai primi che, forse, non hanno ben compreso il senso dell’opera e non si sono sforzati di conoscerla e capirla. Ti guardano altezzosi se non collerici, perché sei tu l’idiota che riesce a dare un senso a quell’opera d’arte, non loro che non ne trovano alcuno. Tu e quell’insulso artista che l’ha fatta, non loro che “potevano farla” ma non l’hanno fatta. Eh!

P.S.: sì, certo che lo conosco e l’ho letto, questo libro!

Ciò che si crede di (non) capire

Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario” scrisse Primo Levi. Ma se conoscere viene ritenuto superfluo, ciò che si crede non sarà mai realmente compreso: dunque, questo modo di “credere” – così diffuso, oggi – non vale nulla, e ciò a cui si crede non ha e non avrà mai alcun senso. Equivale a credere nell’impossibile, non essendo capaci di comprendere che è tale: come buttarsi da un’alta rupe solo perché si crede di poter volare e non si comprende che non sarà mai possibile. Lo schianto è inevitabile – anzi, è pure giusto.

Lucio Fontana, lo spazio infinito e quello limitatissimo

Lucio Fontana fotografato da Ugo Mulas nel suo studio di Milano, 1964.

Quando trovo persone, e ancora ne trovo parecchie, che senza nemmeno pensare a quanto stanno articolando nonché (e peggio) senza cercare di conoscere prima qualcosa in più su quanto vanno proferendo, sento dire cose del tipo Fontana? Sarà mica arte, quella? La sapevo fare anch’io!, mi rendo conto di come, a ben vedere, il fatto che oggi la gran parte delle persone (quelle suddette incluse) “creda” che la Terra sia effettivamente sferica e non piatta non può che essere un gran colpo di culo ovvero, forse, solo una fortunata evenienza dovuta all’invenzione della fotografia satellitare, non certo un’elucubrazione intellettuale.

Tutti gli altri, che invece provano a capire il senso artistico e filosofico delle opere di Lucio Fontana e, posta tale consona disposizione, facilmente li capiscono e ne restano oltre modo affascinati, sappiano che l’Hangar Bicocca di Milano (bellissimo e benemerito luogo espositivo da visitare a prescindere e senza indugio, se non ci siete già stati) il 21 settembre prossimo inaugura un’esposizione su Fontana dal titolo Ambienti/Environments che si preannuncia originale e assolutamente intrigante – sinonimi di “imperdibile”, per lo scrivente. Cliccate sull’immagine qui sotto per saperne di più.

Quelli invece del “lo sapevo fare anch’io”, nel frattempo, sappiano che ci sono altre cose che saprebbero e dovrebbero fare e che si spera caldamente facciano, quanto prima. E non si tratta di “arte”, no.