Lucio Fontana, lo spazio infinito e quello limitatissimo

Lucio Fontana fotografato da Ugo Mulas nel suo studio di Milano, 1964.

Quando trovo persone, e ancora ne trovo parecchie, che senza nemmeno pensare a quanto stanno articolando nonché (e peggio) senza cercare di conoscere prima qualcosa in più su quanto vanno proferendo, sento dire cose del tipo Fontana? Sarà mica arte, quella? La sapevo fare anch’io!, mi rendo conto di come, a ben vedere, il fatto che oggi la gran parte delle persone (quelle suddette incluse) “creda” che la Terra sia effettivamente sferica e non piatta non può che essere un gran colpo di culo ovvero, forse, solo una fortunata evenienza dovuta all’invenzione della fotografia satellitare, non certo un’elucubrazione intellettuale.

Tutti gli altri, che invece provano a capire il senso artistico e filosofico delle opere di Lucio Fontana e, posta tale consona disposizione, facilmente li capiscono e ne restano oltre modo affascinati, sappiano che l’Hangar Bicocca di Milano (bellissimo e benemerito luogo espositivo da visitare a prescindere e senza indugio, se non ci siete già stati) il 21 settembre prossimo inaugura un’esposizione su Fontana dal titolo Ambienti/Environments che si preannuncia originale e assolutamente intrigante – sinonimi di “imperdibile”, per lo scrivente. Cliccate sull’immagine qui sotto per saperne di più.

Quelli invece del “lo sapevo fare anch’io”, nel frattempo, sappiano che ci sono altre cose che saprebbero e dovrebbero fare e che si spera caldamente facciano, quanto prima. E non si tratta di “arte”, no.

Annunci

6 pensieri riguardo “Lucio Fontana, lo spazio infinito e quello limitatissimo”

  1. Ho imparato ad apprezzare Fontana durante uno stage in una galleria d’arte e da allora ho capito che no, non avrei potuto farlo anche io!
    A tutti i miei amici che dicono che Fontana & Co non sono artisti perchè non c’è alcun vero talento artistico consiglio il divertente libro di Bonami “Lo potevo fare anche io”…qualcuno ha cambiato idea 😉

    PS. Non vedo l’ora di vedere la mostra all’Hangar Bicocca!

    1. Giusto, ma d’altro canto è vero che un artista non è che, in quanto tale, possa fare qualsiasi cosa: di artisti contemporanei che a mio parere fanno cose brutte – forse proprio in base al principio “tutto può essere arte” – ce ne sono a iosa, poi basta che trovino un critico compiacente e capace di scrivere pagine e pagine sul nulla e alé, la boiata diventa “capolavoro artistico”.
      Ma Fontana ha veramente realizzato una rivoluzione, pari a quella di un Cristoforo Colombo che per andare in India s’è messo a navigare verso Occidente piuttosto di andare a Oriente come aveva sempre fatto chiunque altro. Può piacere o non piacere, ci mancherebbe, ma senza di lui sicuramente l’arte oggi sarebbe qualcosa di diverso e, credo, di più monotono.

      1. qualsiasi critico – o meglio pseudo tale – può magnificare le opere di un artista ma come nella favola di Andersen del re è nudo, anche questo artista finisce nudo.
        Solo il tempo può dare la misura del valore di un artista. Se sparisce dai radar difficilmente è valido.

  2. Sono sincera, non lo capisco. È un tipo di arte che non mi piace. Per me l’arte deve essere qualcosa di immediatamente fruibile e comprensibile, trasmettermi emozioni, e l’arte moderna, tranne rare eccezioni, non rientra in queste categorie.

    1. Però, giustamente, tu motivi la tua posizione nei confronti dell’arte contemporanea in modo comprensibile: ricerchi in primis l’elemento estetico/emozionale, dunque posso capire che Fontana non soddisfi questa tua ricerca. Buona parte della produzione artistica contemporanea ha messo da parte la ricerca estetica per privilegiare quella espressiva, di trasmissione di un messaggio che, appunto, si può recepire e comprendere oppure no. I tanti che invece dicono, in modo del tutto tranchant, “Fontana fa schifo!” (il senso è questo, alla fine), in realtà non ci provano nemmeno a comprendere la proposta artistica di Fontana o di altri artisti contemporanei, che ha la sola “colpa” di non essere di immediata fruizione, di dover essere “spiegata”, per dirla in modo banale. Ma il solo fatto che, di fronte a un Concetto Spaziale molta gente si fermi a cercare di capire il senso dell’opera, significa che l’opera stessa ha già conseguito il suo principale fine artistico. Tanti di quelli che invece rifiutano Fontana, nemmeno l’hanno mai vista una sua opera dal vivo.

      Grazie delle tue osservazioni, Loredana! 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...