Il mistero delle “piramidi” di Piazzo

Sul versante occidentale del Monte Magnodeno, che sovrasta i sobborghi meridionali della città di Lecco, si trova la bella località di Piazzo, un piccolo nucleo rurale con alcune baite ai margini di ampie radure prative cinte da vecchi castagneti.
Nelle immediate vicinanze delle case, un paio di particolari rilievi destano subitamente l’attenzione e la curiosità degli sguardi più sensibili: sono montagnette dal profilo assolutamente regolare, delle piramidi pressoché perfette al punto da risultare quasi innaturali e, dunque, per molti versi enigmatiche.
Un bel mistero, già.

Cosa sono realmente, queste alture piramidali? Semplicemente il frutto di un’insolita orogenesi? Sono forse grandi tumuli funerari edificati da uomini di millenni fa? Oppure quella forma celerebbe la presenza effettiva di antiche piramidi di chissà quale civiltà perduta?

Ma c’è chi sostiene che la soluzione del mistero sia ancora più sensazionale e sconcertante, e che le “piramidi” di Piazzo in verità nascondano qualcosa del genere:

D’altro canto non vi furono in passato delle testimonianze al riguardo concernenti proprio la zona del Magnodeno, come questa?

Tante domande, nessuna risposta certa. Il mistero delle piramidi di Piazzo al momento resta insoluto.

Anche se… clic!

Case-UFO sul “pianeta” montagna

[La “Futuro House” di Matti Suuronen a Dombay, Russia. Immagine tratta da qui.]
[Immagine tratta da qui.]
Di case a forma di disco volante ne sono state fatte, in giro per il mondo, fin dal momento in cui il mondo ha “scoperto” i dischi volanti. Ne sono state fatte anche in montagna, ovviamente, e devo dire che lassù, sui pendi innevati neve o con lo sfondo delle vette rocciose, queste case bizzarre assumono se possibile un aspetto ancor più particolare, più… “ufologico”.

[La “Chesa Futura” di Foster+Partners a Sankt Moritz, Svizzera. Immagine tratta da qui.]
Forse perché maggiormente che altrove danno l’impressione, a prima vista, che sul serio lassù sia atterrata un’astronave aliena, o forse, mi viene da pensare, perché in qualche modo la montagna è un pianeta a sé, un mondo diverso rispetto a ogni altro nel quale, quando ci stiamo e lo attraversiamo, siamo un po’ tutti esploratori spaziali, di un “spazio” che offre moltissimo ancora da scoprire e che probabilmente non scopriremo mai del tutto se non sapremo entrare in contatto autentico con la sua particolare dimensione.

[Un’altra casa-UFO “atterrata” a San Maurizio d’Opaglio, Piemonte. Immagine tratta da qui.]
Per tale motivo, ci siano pure case-UFO sui monti ma spesso gli “alieni” sono gli umani che arrivano lassù senza capire bene dove stanno, mal comportandosi di conseguenza. “Alieni” dacché alienati rispetto al luogo, ecco.

P.S.: se anche voi, durante le vostre esplorazioni del pianeta Terra, avete avvistato altre case-UFO “atterrate” da qualche parte sui monti, fatemelo sapere!

Cartelli di pericolo da rispettare

Sono certo che molte persone normali che solitamente rispettano poco o nulla i classici cartelli stradali avranno gran cura di rispettare un cartello come questo. Già.

Ma attenzione, non si dica a quelle che il loro impegno in tal senso è pressoché inutile: le civiltà aliene che giungono sulla Terra e vogliono studiare la razza umana generalmente rapiscono individui dotati di maggior senno. Altrimenti sarebbe come se un viaggiatore appassionato d’arte si recasse a Parigi o a San Pietroburgo e, invece di visitare il Louvre o l’Ermitage, si limitasse a qualche piccolo museo secondario tuttavia pretendendo di avere visto le opere migliori. Che le cose si fanno bene oppure non si fanno è un principio valido anche in altre galassie, eh!

Alieni e antonomàsia

Credo che una civiltà aliena che non sia mai passata dalle parti della Terra e volesse saperne di più sulle creature che “dominano” il pianeta (peraltro solo in tal caso, in quanto civiltà che non conosca gli umani, potrebbe pensare di approcciarli: le altre civiltà aliene che ormai ne hanno buona conoscenza li evitano accuratamente!) e per tale motivo indagasse riguardo a quale oggetto, manufatto, simbolo o segno possa identificare in modo definito e antonomastico la suddetta razza terrestre e la presenza delle relative creature, alla fine converrebbe che l’oggetto umano in questione non potrebbe che essere questo:

Un oggetto ormai rintracciabile fuori da ogni dimora degli esseri umani e globalmente, sul pianeta – soprattutto nelle zone in cui sia attiva quella che gli umani chiamano “raccolta differenziata dei rifiuti domestici”. Già.

Un luogo meno desolante

Be’, stando alle prime immagini inviate sulla Terra, e nonostante il “nulla” che vi si scorge, mi sembra di poter dire che pure il luogo di Marte nel quale giovedì (mercoledì sera, da noi) è atterrato il rover Perseverance appare molto meno desolato – e desolante – di certi non luoghi del pianeta Terra.

In effetti ci sono posti dove sembra che non ci sia nulla e invece c’è moltissimo, e altri posti dove all’apparenza c’è tutto e invece non c’è nulla. Un po’ ovunque nello spazio e anche sulla Terra, già.