Trump, l’UNESCO e la politica del “f**k off!”

Penso che l’uscita dell’America dell’attuale Presidente Trump dall’UNESCO sia una bellissima notizia.

Per l’UNESCO, già. La quale ha certamente fatto sbagli e preso decisioni discutibili, ma che proprio scrollandosi di dosso un paese che, con la presidenza in carica, si manifesta ogni giorno di più come un elemento avverso e nocivo a qualsiasi promozione “della pace e della comprensione tra le nazioni con l’istruzione, la scienza, la cultura, la comunicazione e l’informazione per promuovere il rispetto universale per la giustizia, per lo stato di diritto e per i diritti umani e le libertà fondamentali” (come recita l’atto costituivo), oltre che un potere antitetico a ogni intelligenza politica (sostituita ormai del tutto da un borioso e triviale infantilismo, rilevabile nello stesso rapporto tra USA e UNESCO negli anni scorsi e sancito pure da alcuni personaggi dell’entourage presidenziale), può riaffermare con forza il proprio valore e il ruolo culturale fondamentale a livello planetario, soprattutto di questi tempi.

D’altro canto, sfido chiunque ad associare in modo logico e giustificato “Trump” a “cultura”. L’imperante “America first” trumpiano, piuttosto di sancire rafforzare la leadership mondiale americana, tra mille fanfaronate (inclusa quest’ultima) sta soltanto producendo un isolazionismo assai simile a quello di certi stati dittatoriali che proprio gli USA si dilettano ad avversare militarmente. America last, semmai, sempre di più – con buona pace di quella pur considerevole parte del paese che di cultura ne produce, e d’alto livello, ma evidentemente non è capace di farne elemento fondante della realtà sociopolitica nazionale contemporanea.

Code misteriose

Qualche giorno fa ho avuto l’ennesima conferma che il traffico intenso sulle strade e le code di autovetture sono fenomeni governati da leggi fisiche che sfuggono a qualsiasi determinazione logica. Già.

Perché se la nota Legge di Murphy la quale in tema postula che

In coda, la fila accanto scorre sempre più rapidamente della tua. Se cambi fila, quella in cui ti trovavi comincia a scorrere più rapidamente di quella in cui ti sei trasferito

si basa effettivamente su un teorema matematico – il “Paradosso di Redelmeier”, vedi qui – altre fenomenologie al riguardo restano assai oscure. Almeno allo scrivente.

Fatto sta che – poco tempo fa, appunto – mi trovo in coda su una superstrada a doppia corsia in un punto rispetto al quale, alla destra, si immettono due altre strade con relative corsie e traffico pure in esse rallentato/bloccato. Bene: io sono nella corsia di sinistra (di sorpasso) la quale, di logica, dovrebbe subire assai meno di quella di destra l’ulteriore rallentamento causato dalle autovetture in entrata da quelle due immissioni laterali, giusto?
Invece no! Io resto bloccato o avanzante in modo risibile mentre la corsia accanto (sulla quale ho preso un’auto particolare a mo’ di riferimento, come si fa in queste occasioni) avanza in modo sensibilmente più rapido.
Eccheccaz…pita! Ma come può essere?!
E non è che uno dei tanti esempi che si possono fare al riguardo, questo.

Ecco, insomma: visto che siamo in periodo di assegnazione dei Premi Nobel, quello per la fisica (ma pure quello per l’economia, a ben vedere) potrebbe risultare ben meritato da chi risolva il mistero di quei suddetti astrusi fenomeni! D’altro canto, un qualche premio andrebbe assegnato pure a chi scoprisse finalmente come noi tutti, esseri (presumibilmente) intelligenti e razionali, si possa continuamente sopportare di perdere una considerevole parte della nostra vita chiusi in un’autovettura intrappolata nel traffico di strade sempre più simili a recinti per mandrie di bestiame metallico rumoroso e inquinante. O no?

Salvezze letterarie (Italo Svevo dixit)

Fuori della penna non c’è salvezza.

(Italo Svevo, Racconti, saggi, pagine sparse, Dall’Oglio, 1968.)

Così, Svevo, un secolo fa. E oggi, fuori della (e dalla) tastiera?
(Ma lo strumento di scrittura non è il “soggetto” di tale interrogativo, ça va sans dire.)

INTERVALLO – Chicago (USA), Stony Island Arts Bank Library

Questa è la bellissima biblioteca dello Stony Island Arts Bank, un centro culturale con galleria d’arte “ibrida”, archivio multimediale e, appunto, una fascinosa library, con sede a Chicago in un edificio neoclassico costruito nel 1923 e totalmente ristrutturato nel 2015.

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