La recensione di “Lucerna, il cuore della Svizzera” su MicroEditoria.com

Anche MicroEditoria, il blog di informazione sulla microeditoria italiana, ha dedicato un bell’articolo/recensione al mio ultimo libro. Ve lo propongo di seguito, ma non prima di ringraziare di cuore la redazione del blog per lo spazio dedicatomi. (E potete cliccare qui per leggere l’articolo in originale.)

virgoletteLucerna, il cuore della Svizzera, Luca Rota, Historica Edizioni collana Cahier Viaggio, 2013

In questo libro verrete accompagnati sulle rotte nascoste di una incantevole Lucerna, in un formato assolutamente “da viaggio”, comodo da riporre nella tasca della giacca oppure in valigia senza che rubi troppo peso e spazio, peraltro ad un prezzo assolutamente popolare, solo 5 Euro.

Il libro e l’autore ci guideranno nelle vie nascoste di una città incantevole che il turista ordinario e il visitatore classico generalmente non seguono: rotte tracciate sui selciati, sui marciapiedi, sui muri, sui colmi dei tetti ma anche nel cielo, sull’acqua, sulle linee dell’orizzonte oltre che, forse Lucerna-libro-cut_750soprattutto, nel cuore e nell’animo. Possiamo definirlo un diario di viaggio su cui sono stati fissati dei punti di riferimento per orientarsi in un tragitto non esclusivamente geografico, che ci aiuta a comprendere e a viaggiare con occhi più consapevoli e attenti grazie all’interpretazione visionaria dell’autore.

Il libro rientra perfettamente nella collana dei Cahier di Viaggio di Historica, curata e diretta da Francesca Mazzucato. “Cahier” nella lingua francese indica un quaderno di appunti sul quale annotare qualcosa che pare interessante ricordare e riprendere più avanti, proprio come questo libro romantico e al tempo stesso appassionato che ci regala degli scorci unici di una città davvero bella e magnetica.

“Il centro di Lucerna non ha palazzoni troppo svettanti verso l’alto – che peraltro sono rari anche in periferia – con facciate sfuggenti, lisce, fredde come le pareti d’un inquietante labirinto, troppo regolari e precise tanto da sembrare inumane – lo sappiamo bene tutti: l’essere umano è imperfetto per sua natura, fortunatamente… – e camminando entro le quali può crescere rapidamente una sensazione di indifferenza verso il luogo se non di disunione, o pure (e peggio!) di anomia. Certo, sono percezioni, queste, del tutto soggettive, legate nel bene o nel male alla quotidianità e all’orizzonte ordinario di ognuno. Ma sono convinto che questi selciati e questi cornicioni lucernesi, con le loro linee irregolari, sghembe, a volte tortuose e apparentemente entropiche, possano tracciare in cielo e sul terreno un disegno nel complesso più armonioso, più equilibrato e urbano di quelle a volte studiate per filo e per segno da celebrati urbanisti che, se all’apparenza paiono perfette, cadono inevitabilmente nella volontà, o necessità, o imposizione, di regolare la dimensione cittadina, di sottometterla in qualche modo a diagrammi statistici che, tra infiniti numeri e calcoli, tendono a dimenticare troppo spesso la variabile “piacere”, ovvero il valore dello sguardo di chi li vive, che poi diverrà la messe di dati con il quale la mente costruirà la propria percezione dei luoghi, dunque la piacevolezza di starci o meno, appunto.” (Luca Rota in Lucerna, il cuore della Svizzera)

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La recensione di “Lucerna, il cuore della Svizzera” su Excursus.org, rivista di attualità e di cultura

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E’ a dir poco lusinghiera la recensione che Laura Mesa ha firmato per Excursus.org, uscita sul nr.57 di Aprile 2014. Ve la propongo di seguito (mentre in originale la potete trovare QUI), con l’ovvia speranza che le impressioni che Laura Mesa ha recepito dalla lettura del mio cahier le possiate trovare condivisibili anche voi.

logo_ExcursusUn diario di viaggio racconta Lucerna come “luogo del cuore”
Un libro targato Historica Edizioni narra lo splendore della città e il suo carattere magico, addentrandosi nel “giardino d’Europa”

virgoletteEsiste un “luogo del cuore”, una parentesi dalla quotidianità e dalla monotonia che permette di respirare a pieni polmoni, di sfuggire ai doveri e alle responsabilità per godere di un proprio angolo di paradiso. Ognuno ha il suo e per Luca Rota in Lucerna, il cuore della Svizzera (Historica Edizioni, pp. 48, € 5,00) è un giardino magico, un luogo utopico che proietta nella propria fantasia fin da bambino, ma che in realtà esiste e si trova a pochi chilometri dalla sua città natale: Lecco.
Nonostante crescesse e ridimensionasse i propri sogni, l’autore non ha modificato la sostanza del proprio desiderio e ha ritrovato al di là delle Alpi, nella piccola ma al contempo grande Svizzera, il suo giardino: una fortezza in grado di difendere se stessa e le sue ricchezze, ma allo stesso tempo accogliente e generosa.
In un mondo sempre più artefatto e artificioso, questo angolo di paradiso condivide le sue bellezze – soprattutto naturali – presentandole con orgoglio. Così la Svizzera diviene il vero giardino d’Europa CIMG4119-cutche, nonostante stereotipi e luoghi comuni, rimane oggetto di vanto, ma anche d’invidia da parte di un mondo che oggi «è tutto paese e che se non avesse ancora la fortuna di preservare ancora qualche bel giardino, qui e là per il globo, sarebbe certamente un posto assai meno gradevole (o ben più sgradevole) da vivere».
In un angolo di questo giardino si trova Lucerna, non una piccola e semplice tappa turistica fra le Alpi, ma – come dice il nome stesso – la città della luce che nutre di linfa vitale un paesaggio ancora fortemente caratterizzato da elementi naturali e da meraviglie paesaggistiche degne di nota. Tuttavia, chi visita Lucerna con il solo intento di fotografare un monumento o qualche altro “simbolo identitario”, non gode appieno l’essenza di questo luogo e Rota stesso afferma che «se il turista chiede a un luogo di riempirgli gli occhi, il viaggiatore desidera che gli colmi l’animo».
Colui che potrà gustarla appieno, alzerà lo sguardo verso il Monte Pilatus o il Rigi, ascolterà il fiume Reuss, ammirerà i numerosi specchi d’acqua, tra i quali il noto Lago dei Quattro Cantoni, osserverà le persone accanto a sé e si renderà conto che anche un luogo così luminoso può celare zone d’ombra. Quindi, dopo un climax in cui l’autore si perde nelle meraviglie del suo giardino e l’ambiente che lo circonda diventa il fulcro di una spontanea narrazione, Lucerna viene ridimensionata senza perdere il suo fascino e la forza per sprigionare la sua luce. Il cuore del territorio elvetico ha saputo infatti mantenere il suo senso civico e la sua identità, restando una città di ideali e di buon vivere.
Lucerna, il cuore della Svizzera è un libro piccolo, ma intenso, un quaderno di pensieri, sensazioni e impressioni che l’autore imprime su carta con una densità tale che il lettore non può non immergervisi. È un diario di viaggio alla scoperta di un luogo colmo di riflessi, paesaggi attraenti, indiscutibile magia; una meta che non può non invogliare la partenza. Queste poche pagine rivelano i pensieri di un uomo che rimane stupito di fronte a una città di incommensurabile bellezza, ma che ha ancora le parole per descrivercela e renderci partecipi del suo sguardo meravigliato.
Lucerna, il cuore della Svizzera non è né una semplice guida turistica, né un manuale geografico specializzato, è qualcosa di più completo, un compagno di viaggio che permette di conoscere il cuore del territorio elvetico nelle sue varie sfumature, ma che allo stesso tempo condivide con noi sensazioni, idee, conoscenze e giudizi che arricchiscono il nostro modo di vivere il cammino in questi luoghi.
Lucerna, il cuore della Svizzera è ricco di spunti ed è stato scritto in uno stile misto fra il romanzo e la poesia, l’autobiografia e il diario. Attraverso istantanee Luca Rota ci regala momenti di esperienza vissuta e ricorda «il valore dello sguardo […], che diventerà la messe di dati con cui la mente costruirà la propria percezione dei luoghi, la piacevolezza di starci o meno». Grazie a questo mezzo essenziale, l’autore riesce a combinare immagini suggestive con la propria capacità narrativa e a creare un libricino breve, ma scorrevole, che si assapora lentamente in meno di un’ora o in una pausa caffè.
L’esperienza di Luca Rota in Lucerna, il cuore della Svizzera è un esempio di come sia inevitabile che alcuni viaggi diventino compartecipi dell’esperienza umana e della componente emotiva di ognuno, perché ciascun itinerario ci mostra un percorso diverso, che ci trasmette sensazioni e fa nascere racconti ed emozioni nuove. Vi sono luoghi che ci segnano dentro, iniziano a fare parte di noi e di quello che siamo, non sono qualcosa di cui sentiamo un piacere semplicemente visivo, ma anche intimo e profondo. Questi sono i luoghi che potremmo definire come “seconda casa”, dove lasciamo una parte di noi stessi e dove è impossibile non ritornare.
Lucerna, il cuore della Svizzera è un petit cahier de voyage che si conclude proprio con il tema del ritorno, della riscoperta, per ricordarci di continuare a guardare con gli stessi occhi, ma in modo nuovo, l’immutabile splendore del nostro “luogo del cuore”.

Laura Mesa
(www.excursus.org, anno VI, n. 57, aprile 2014)

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Quando da banali quisquilie si possono generare grandi ostacoli (Un estratto da un certo libro…)

Ora vi dico cosa è successo a Sandro – o meglio, cosa gli hanno combinato… – a volte è veramente incredibile constatare su cosa certe gente costruisca una bella e buona discriminazione, su quali piccolezze, insignificanze, artificiosità senza una reale logica si facciano scelte e si prendano decisioni che discriminano, appunto, solo, perché non si riesca a comprendere qualcosa che ci si trova di fronte, e se quel qualcosa rappresenta un ostacolo, pur irrilevante, non si trova la volontà di superarlo, o quanto meno di girarvi attorno. In fondo, è quanto anch’io sto sperimentando con Miasmine…
Comunque, vi racconto: sapete già che ho insegnato a Sandro i rudimenti della guida automobilistica, e tuttavia che fino a qualche tempo fa mostrasse parecchi impicci nel metterli in pratica, soprattutto nell’uso del cambio; bene, devo dire che negli ultimi tempi ha invece fatto notevoli progressi – anche perché, in tutta sincerità, gli ho eliminato il problema alla radice, convertendo il cambio manuale della mia utilitaria in cambio automatico (uh, niente di speciale, basta qualche ingranaggio epicicloidale e un banalissimo microprocessore di controllo): in tal modo non deve far altro che pensare a guidare, e per inserire la retromarcia, sua maggiore difficoltà all’inizio, gli basta un colpo di zampa alla leva del cambio. Così, lo devo ammettere, i suoi progressi sono stati così grandi e entusiasmanti, tanto da ritenerlo pronto per tentare di sostenere l’esame pratico come privatista presso una scuola guida: ci pensate, il primo cane al mondo (credo.) patentato?! Una cosa da guinness dei primati!
Purtroppo, da qui in poi sono cominciati i “problemi”, se così si possono definire. Prima, convincere l’istruttore su che Sandro fosse un cane (“Un cane?”, “Sì, un cane!”, “Ma… Un cane?”, Siiiì, un caneeee!”, “Ma proprio un cane?”… Avanti così, per quasi un’ora!) a dover sostenere l’esame, poi vincere la sua incredulità e mostrargli nel parcheggio di un grosso supermercato come Sandro sapesse guidare – e da quel momento l’istruttore ha assunto una bizzarra espressione sul viso, tipo “mi sono apparse la Madonna, Afrodite, Ishtar, Freyja e Wonder Woman tutte insieme nello stesso momento”, espressione che gli resterà in viso fino all’ultimo – poi ancora persuaderlo all’uso dell’auto con cambio automatico con identico valore “valutativo” di quella con il cambio manuale (“Insomma… Chiuda un occhio… E’ un cane, in fondo, mica le chiedo di patentare un frigorifero!”), e finalmente l’esame, che peraltro Sandro supera brillantemente. A questo punto, cosa salta fuori? Beh, salta fuori, in buona sostanza, che Sandro non può guidare, non può essere patentato, e tutto perché la patente, per essere valida, deve riportare la firma del suo titolare: e come fa un cane, creatura dotata di zampe senza dita prensili, a prendere in mano una penna e scrivere? E poi, avete mai sentito che i cani sappiano scrivere?
Così, accidenti, Sandro non ha potuto ottenere ciò che si era meritato sul campo per un piccolo e insulso cavillo burocratico, che per giunta con l’esame di guida in sé non centra nulla. Vi pare giusto? Non è una vera e propria discriminazione quella che ha subìto? Quanto meno, tra i due, pare che sia io quello che se l’è presa di più (già m’immaginavo qualche bel sonnellino in corso di viaggio d’auto, con lui alla guida), mentre Sandro, una volta a casa, si è fiondato sulla propria palla preferita per giocarci con immutato entusiasmo…

Cop_LMRQP_taglio2Questo è un brano tratto da LA MIA RAGAZZA QUASI PERFETTA (Senso Inverso Edizioni, Ravenna, 2010, ISBN 978-88-96838-03-7, Pag.120, € 12,00, illustrazione di copertina di Vittorio Montipò), il primo romanzo con protagonista il folle personaggio di Tizio Tratanti – un nome (e cognome), un programma, come intuirete bene!
Cliccate sulla copertina del libro qui accanto per avere ogni altra utile informazione sul romanzo (dove acquistarlo, come, articoli, recensioni, segnalazioni e quant’altro…), e non dimenticate anche il secondo romanzo di quella che, alla fine, sarà una trilogia, ovvero
Cercasi la mia ragazza disperatamente!
Buone letture!

BUK Festival 2014, 22-23 Febbraio, Modena: un’edizione ricca di aspettative da mantenere

Sabato 22 si apre a Modena la VII edizione di BUK Festival, una delle più importanti manifestazioni nazionali dedicate alla piccola e media editoria – o come io preferisco definirla, all’editoria indipendente.
E’ un’edizione molto attesa, quella prossima, per come da essa l’evento modenese pare cercare di ottenere un salto di qualità rispetto al livello raggiunto nelle scorse edizioni, ponendosi come rassegna di riferimento nel panorama dell’editoria indipendente nazionale – l’editoria che, altra cosa che non perdo mai occasione di ricordare, ancora fa autentico talent scouting e produce letteratura di alta qualità, spesso ben più alta di quella che si può trovare nei cataloghi delle major.
Ergo, tali evidenti scopi che il BUK si prefigge di conseguire inevitabilmente generano parecchie aspettative, senza dubbio non solo riguardo la capacità di attrarre pubblico e favorire le vendite agli stand (comunque fondamentale, ovvio, che nemmeno tra i piccoli e medi editori Buk-VII-edizionemica si vive di aria, eh!), ma pure per quanto riguarda la costruzione di un’immagine e di un’essenza che diventi realmente di riferimento e trainante per l’intero panorama editoriale indipendente nazionale, cosa certamente non da poco.
In tal senso la manifestazione modenese un primo risultato l’ha già raggiunto, diventando uno degli eventi nazionali di riferimento del nuovo Piano di Promozione della Lettura avviato dal Ministero dei Beni Culturali: ciò in sé non è che significhi molto, almeno dal lato istituzionale, ma da quello del BUK è di sicuro uno strumento da sfruttare nel modo migliore possibile al fine di conseguire quegli scopi di cui dicevo poc’anzi.
Interessante inoltre anche la “dimensione socio-culturale” ampliata rispetto alle precedenti edizioni: una dedica attualissima alla “questione donna” sarà infatti il focus tematico di questa edizione 2014, che proporrà oltre 60 iniziative collaterali, conferenze e dibattiti sui grandi temi del nostro tempo, reading e atélier letterari creativi, incontri con autori e personalità della cultura ma anche eventi musicali e spettacoli dal vivo. Ad esempio: in anteprima assoluta, sabato 22 febbraio, lo storico e saggista Valerio Massimo Manfredi presenterà il nuovo romanzo breve “L’oste dell’ultima ora” (Wingsbert House). E sempre sabato al festival farà tappa il poeta Davide Rondoni con la sua ultima fatica letteraria, “L’amore non e’ giusto” (Carta Canta).
Si tenta pure l’internazionalizzazione della rassegna: fra le protagoniste della prossima edizione vi saranno due grandi scrittrici francesi, Pauline Delpech e Anne Marie Mitterand, e la coreana naturalizzata svizzera Laure Mi Hyun Croset, vincitrice del Prix Academie Romande nel 2012: proprio dal testo della Croset – che si è raccontata anche nel cult-book ’Polaroid’ – è in programma lo spettacolare Translation Slam, una vera e propria gara di traduzione fra i due più affermati traduttori italiani dal francese, affidata al giudizio del pubblico di BUK. Partner di BUK in questo percorso sarà l’Ambasciata di Francia in Italia con l’Institut Français, grazie ai quali verrà pure realizzato un particolare focus sulla cultura basca: momenti clou in tal senso saranno la presenza della scrittrice Itxaro Borda e del direttore dell’Istituto Culturale Basco Pantxoa Etchegoin, oltre a una mostra fotografica in collaborazione con le Conseil General du Pyrénée-Atlantyque e dell’Institut Culturel Basque della giovane fotografa Marie Etchegoyen. Spicca la presentazione in prima nazionale del libro “Milesker” (“Grazie”, in lingua basca) scritto da Francesco Zarzana con la collaborazione di Francesca Corrado, pubblicato da A.Car Edizioni.

Per quanto riguarda la mia presenza, mi vedrete magicamente (beh, si fa per dire!) ubiquo, dato che domenica 23, dalla mattina fino a pomeriggio inoltrato, mi potrete trovare in primis presso lo stand di Historica Edizioni con il mio nuovo libro Lucerna, il cuore della Svizzera, ma pure allo stand di Senso Inverso Edizioni con i due romanzi della trilogia di Tizio Tratanti, La mia ragazza quasi perfetta e Cercasi la mia ragazza disperatamente – con il terzo e ultimo capitolo di tale “saga” in uscita entro il 2014.
Se potete visitatelo, il BUK, e se verrete passatemi a trovare: faremo due chiacchiere, vi presenterò i miei libri (che potrete acquistare con sconti specialissimi, riservati ai soli visitatori della Rassegna), vi offriremo un buon bicchiere di vino, se vi va, e in ogni caso conoscerete un evento veramente molto bello, che come visto vuole cercare di offrire qualcosa di più e di meglio ai suoi visitatori. Personalmente, mi auguro di tutto cuore che possa riuscirci! – e, come tradizione, nei giorni successivi vi farò un resoconto di quanto avrò visto e constatato.

Cliccate sull’immagine per visitare il sito web di BUK Festival e conoscere ogni utile informazione sull’evento.

(Messaggio autopromozionale!) – Un libro divertente, ironico, fantasioso, ma soprattutto originale! (Ismar Gennari dixit)

Ho finito il tuo libro, “La mia ragazza quasi perfetta“. Sei un genio, oppure sei pazzo o tutti e due. Perché per tirare fuori una storia del genere bisogna essere genialmente fuori! E’ bello e mi è piaciuto una cifra, perché è divertente, ironico, fantasioso, ma soprattutto originale!!! E non è cosa da poco scrivere qualcosa di nuovo, di unico per trama e stile in un mondo dove si è già letto di tutto!

Ismar Gennari. Un collega, già! E in un mondo di serpi come quello degli scrittori – massì, siamo sinceri: ogni autore pensa sempre di essere (comprensibilmente, in fondo) il più bravo di tutti, e tutto sommato deve possedere un minimo di ambizione e di autoconsiderazione – nei confini naturali della propria etica professionale, se così si può dire – per ambire a qualche notorietà… Dunque quando i complimenti (sinceri, ovvio), vengono da un altro autore, in qualche acquisiscono pure più del loro valore “nominale”.
Per chi non lo conoscesse, Ismar Gennari è l’autore di Giallo e Blu, una cop_giallo-e-bluraccolta di sedici racconti che parlano di quanto varia, fragile e talvolta assurda possa essere la specie umana, che per testardaggine o pigrizia si isola creando il vuoto nella propria vita, che si ama senza limiti, che senza remore distrugge la natura e maltratta gli animali, così come ugualmente può arrivare a maltrattare le altre persone o addirittura sé stessa. Un suonatore di contrabbasso che suona per amore della musica e non vuole seguire le orme dei genitori, violinisti di successo che vivono per i riflettori e i riconoscimenti del pubblico ma hanno il vuoto nella loro anima, un ragazzino che scatta furtivamente foto a donne nelle quali si imbatte per caso, un serial killer che svolge con amore il suo lavoro perché adora realizzare i sogni delle persone e nulla è più sincero e profondo dell’odio, una ragazza che ripete quotidianamente rituali stanchi e sempre uguali ed è ostaggio della solitudine e del micidiale rimpianto per le occasioni non colte, un operaio che durante il turno di lavoro alla catena di montaggio riflette sulla vita e sul futuro dei propri figli, un ragazzo tossicodipendente che, dopo aver racimolato in maniera viscida una bella somma, può finalmente permettersi della roba di lusso, per un viaggio sin troppo forte… E molte altre storie, tutte ugualmente sorprendenti e intriganti.
Un libro, Giallo e Blu, del quale a breve vi offrirò le mie impressioni di lettura.
Se invece volete sapere tutto quanto su La mia ragazza quasi perfetta, cliccate QUI.