Illuminanti narrazioni (in luce blu) del nostro tempo: Cosimo Terlizzi alla Traffic Gallery di Bergamo.

Cosimo Terlizzi
Cosimo Terlizzi
Come sa bene chi segue con una certa costanza il blog, da elemento attivo del mondo letterario e grande appassionato di arte contemporanea, vado spesso alla ricerca di espressioni artistiche che possano fondere nelle relative opere quei due ambiti, ovvero di forme d’arte che più di altre sappiano narrare storie. Storie suggestive, profonde, illuminanti il nostro mondo e la realtà che ci circonda nel modo che quasi sempre solo l’arte più vera e di valore sa fare.
E se uso spesso il termine “illuminare” riguardo tali argomenti – mi piace molto e lo trovo del tutto consono a questa nostra epoca che di frequente mantiene nell’ombra la verità più autentica per invece dare luce a quanto di essa si palesa come avverso, oltre che sostanzialmente futile e idiota – direi che lo stesso risulta più che adeguato per Luce incidente della lunghezza d’onda del blu, la personale di Cosimo Terlizzi in corso presso la Traffic Gallery di Bergamo – e aperta fino al 18 febbraio prossimo.

"Sacra Famiglia", Lambda Print, cm.40x50, 2014. Courtesy Traffic Gallery.
“Sacra Famiglia”, Lambda Print, cm.40×50, 2014. Courtesy Traffic Gallery.
Sono tante le storie che l’artista pugliese racconta con le sue opere, anche per via della molteplicità mediatica utilizzata da Terlizzi (arte visuale, fotografia, cinematografia, performance) e per la densità espressiva che conferisce ai suoi lavori, nei quali è in fondo egli stesso il primo a raccontarsi in quanto artista dunque filtro narrante delle storie raccontate ma anche come uomo, entità vivente del/nel mondo e delle/nelle realtà narrate ovvero ego, in senso antropologico e sociologico. Lo denota anche Piero Deggiovanni nel testo critico della mostra: “L’artista è colui che parlando di sé offre una rappresentazione ecumenica dello stato delle cose e dello spirito del tempo che dà loro forma. Per questa ragione sono convinto di trovarmi di fronte a una delle figure artistiche più importanti del nostro tempo.
Così, dopo il grande successo internazionale del video La Benedizione degli Animali, Terlizzi presenta un corpo di lavori inediti coerentemente in linea con la sua personale ricerca ramificata tra ciò che ancora Deggiovanni afferma essere “una insospettata coincidenza nel kitsch, di sacro e profano, sensualità barocca e ieraticità bizantina”. Fotografia, video, installazione, scultura, sono i mezzi attraverso i quali l’artista ci accompagna in un mondo sempre più in bilico tra ciò che costituisce l’identità individuale contemporanea, il concetto collettivo di sacro, la definizione del vuoto, e l’ingombrante presenza dell’ego – appunto: presenza ingombrante sotto molteplici aspetti ma inevitabile, in un certo senso, per noi uomini contemporanei. Come nel tentativo di ricostruire un percorso di liberazione spirituale attraverso il delinearsi di una nuova forma di religiosità, le opere di Terlizzi non vogliono e non possono essere considerate come oracoli di verità ma meri e semplici punti di riflessione riguardanti l’uomo e in generale gli esseri viventi in dialogo con l’ambiente e la società in cui essi crescono, vivono e in fine muoiono. Punti luce, insomma, illuminazioni preziose che possono renderci più chiara la nostra essenza ed esistenza nel mondo di oggi, la nostra posizione e l’interazione con quanto abbiamo intorno, magari riattivando quelle peculiarità percettive che noi, esseri senzienti e dotati di emotività profonda, abbiamo a disposizione proprio per comprendere a fondo quanto il mondo ci presenta. E – nuovamente cito Deggiovanni – “Questo viraggio del senso della mostra sul piano meramente percettivo, è un giocare di sponda, un’allusione alla complementarità di corpo e spirito, di luce e opacità, d’innocenza e ironia. In effetti  è agendo sulla percezione, ovvero sui sensi, che accediamo alla sfera divina.” Una sfera probabilmente molto più umana di quanto vorremmo (e ci vogliono far) credere.

"Pietra d'oro", Scultura, pietra e fogli d'oro, cm.30x15x10, 2014. Courtesy Traffic Gallery.
“Pietra d’oro”, Scultura, pietra e fogli d’oro, cm.30x15x10, 2014. Courtesy Traffic Gallery.
Bellissima e intensa mostra, Luce incidente della lunghezza d’onda del blu: da non perdere, se siete in zona Bergamo entro il prossimo 18 febbraio, e da sfruttare quale ottima occasione per conoscere meglio la ricerca artistica ed espressiva di Terlizzi, veramente molto interessante e – non a caso – illuminante.
Cliccate QUI per conoscere ogni informazione utile sulla mostra, e su come visitarla.

Io sono Charlie Hebdo

10917898_1518665925083109_6621062586115447006_nAvevo programmato di pubblicare altro, oggi, ma quanto accaduto a Parigi, alla redazione di Charlie Hebdo mi impone di fermarmi a riflettere, attraverso questo post. Sento di doverlo fare certamente per la sconcertante brutalità dei fatti, perché anch’io spesso nei miei libri ho usato e continuerò a usare la satira per narrare le mie storie, l’arma più pacifica e al contempo più efficace per svelare la verità effettiva di tante realtà del nostro mondo, e perché uno dei motti che ritengo assolutamente fondamentali per far che questo nostro derelitto mondo possa andare avanti e sconfiggere chiunque lo voglia invece far sprofondare nell’ignoranza, di qualsiasi genere essa sia, è il celeberrimo bakuniniano Una risata vi seppellirà!.
Anche questa volta, di fronte a un tale efferato attacco non solo e non tanto alla redazione di un giornale satirico ma alla libertà di espressione e, ancor più, all’intelligenza, sono sicuro che sempre e comunque una risata li seppellirà, a tali nemici del genere umano: dacché le loro armi, anche le più terribili, mai nulla potranno fare contro l’arma per eccellenza, quella che è tale e al contempo strumento assoluto di libertà, di intelligenza, di amicizia, di pace: la satira, appunto. In fondo, quegli assassini e chiunque altro di simile genere proprio riguardo a ciò già dimostrano tutta la loro inferiorità: nel non saper ridere. Prova inequivocabile di ignoranza, di barbarie, di inciviltà, che li sancisce già sconfitti in partenza, qualsiasi cosa possano fare.
Rido, dunque. Ridiamo tutti, che da ieri tutti quanti siamo Charlie Hebdo!

N.B.: cliccando sull’immagine, potrete visitare la pagina facebook di sostegno a Charlie Hebdo e ai suoi giornalisti.

Un Natale di m… eravigliose cantate (con Scottecs!)

Siccome che se hai un qualsiasicosa sul web (blogfacebooktwitterlinkedingoogle+eccetera) e quando arrivano ‘ste feste che ormai nessuno sa più che si festeggia in esse ma sa che bisogna festeggiarle perché è bello e bene (?) e non auguri BUONE FESTE A TUTTI pensano subito (i benpensanti, appunto) che sei un sovversivo socialmente pericoloso, ma se non lo fai in modo alternativo allora sei uno che “ha scarse attrattive o vive ai margini di un gruppo, di una compagnia, godendo quindi di poco credito” (Dizionario Garzanti, voce “sfigato“) – perché dai, avere un qualsiasicosa sul web (blogfacebooktwitterlinkedingoogle+eccetera) e pubblicarci un alberello o Babbo Natale con le renne o altro del genere è un palese tentativo di celare un atteggiamento sovversivo e socialmente pericoloso
Insomma: Scottecs. Usatela… ehm, telo, che è fenomenale. A Natale e in ogni altro giorno dell’anno.
Ah, devo proprio esprimere una formula augurale per l’occasione?
Ok: mi auguro che non usiate Google Translate! Studiate le lingue!

Un salotto urbano arredato con gusto, nel quale distendere l’animo…

Lucerna_cornice

Ogni volta che giungo in questa città di luce e di scintillii, di bagliori e di stupori, sento quasi un’urgenza spirituale di divenirne parte della sua più intima essenza. Cammino lentamente lungo la riva sinistra della Reuss, scorro lo sguardo sulle facciate dei palazzi che, sulla riva opposta, affrescano l’orizzonte prossimo come su una tela impressionistica dai vivacissimi colori. La corrente è impetuosa, il lago spinge fuori da sé l’acqua con possanza, schiumante tra rapide vigorose, compressa tra gli argini sopra i quali le placide passeggiate della gente sembrano soavi traiettorie di fragili farfalle sopra una furiosa tempesta – ma appena le risacche placano il flusso, ci si meraviglia di quanto verde e trasparente sia quest’acqua cittadina – e potabile, suppongo, come d’altronde accade altrove qui in Svizzera.
Poco a valle c’è lo Spreuerbrücke, uno dei due ponti in legno che scavalcano il fiume, e quello ancora originale (dell’altro, il Kapellbrücke, e della sua storia, vi racconto a breve). Mi piace penetrare nel centro storico di Lucerna da quella parte e non dall’altra, dove usualmente i bus scaricano le comitive di turisti. Vi entro da qui perché ho la vivida impressione di entrare in una dimora antica e nobile che da subito si rivela accogliente, ospitale, confortevole. Un salotto arredato con gusto, certamente prezioso ma non sfarzoso, nel quale ci si sente a proprio agio, compartecipanti alla sua finezza, allo charme.
Vie pedonali strette che scorrono tra antichi palazzi dalle facciate affrescate spesso fantasiosamente come tele d’un discepolo elvetico di Bosch, le quali di colpo divengono ancora più strette, più intime, e d’un tratto si frantumano in altre viuzze, vicoli e vicoletti che donano l’impressione di trovarsi in un labirinto urbano. Ma basta girare l’angolo per ritrovarsi all’improvviso in una deliziosa piazzetta circondata da ulteriori nuove tele-facciate e agghindata da una tipica ed elaborata fontana in pietra, piccoli slarghi che mi allargano parecchio l’animo e lo abbracciano affettuosamente, instillandomi un senso di protezione serena, quieta.

Lucerna-libro-cut_750E’ un brano tratto da Lucerna, il cuore della Svizzera, volume pubblicato da Historica Edizioni nella collana Cahier di Viaggio, diretta da Francesca Mazzucato.
A Lucerna – anzi, in Lucerna, città elvetica turisticamente meno nota di altre ma sublime come nessun altra, e non solo in Svizzera – vi accompagno sulle pagine di questo mio libro, peraltro avente un formato assolutamente “da viaggio”, comodo da riporre nella tasca della giacca oppure in valigia senza che rubi troppo peso e spazio. E’ una città che tanti conoscono di nome ma non di fatto, appunto, cioè nei fatti concreti che la rendono ciò che è: ve la farò visitare in un modo certamente diverso dal solito, attraverso un racconto “urbano” che è al contempo guida, saggio, romanzo, diario, confessione, rivelazione… e forse anche di più, seguendo rotte cittadine che il turista ordinario e il visitatore classico non seguono, tracciate sui selciati, sui marciapiedi, sui muri, sui colmi dei tetti ma anche nel cielo, sull’acqua, sulle linee dell’orizzonte oltre che, forse soprattutto, nel cuore e nell’animo.
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INTERVALLO – Budapest, Book Fountain

Certamente uno degli interventi pubblici più poetici in tema di libri, quello della Open Book Fountain sulla Henszlemann Imre Utca, una delle più note strade del centro di Budapest. Pagina fatte di acqua che girano leggere sul possente libro di marmo, per indicare la delicatezza dell’arte letteraria e al contempo la potenza che essa può avere e dimostrare nonché, nell’insieme, la bellezza poetica che i libri sanno regalare, appunto.

P.S.: video © psibient.