Come la Regina Elisabetta

Non so se sia stato per qualche complimento ricevuto particolarmente caloroso, per gli sguardi irresistibilmente dolci di una cagnetta oppure per aver ottenuto il proprio nuovo record personale di pupù giornaliera o per chissà quale altro motivo, ma temo che Loki, il mio segretario personale a forma di cane, si sia un po’ montato la testa.

L’altro giorno, mentre ero in auto con lui dietro, si è piazzato sul sedile in modo da poter salutare i passanti lungo le strade percorse che nemmeno la Regina Elisabetta durante il Trooping the Colour o qualche altra simile celebrazione “regale”, d’un tratto lamentandosi con sonori abbai perché – ho dedotto, forse – stessi percorrendo vie con poco o senza pubblico. Che diamine, mica potevo violare le zone pedonale e a traffico limitato solo per soddisfare questa sua bizzarra fregola!

Chiedo agli amici che convivono con cani: è capitato pure a voi qualcosa del genere? Se l’avete risolta, come? Non è poi che i cani che manifestino tale smania pretendano pure una sontuosa carrozza trainata da cavalli per farla ancora più “seria”, vero?

Ecco, per sapere eh!

Referendum e risate

[Foto di jacqueline macou da Pixabay, rielaborata da Luca.]
Leggo che a breve, in Italia, i cittadini saranno chiamati a votare in un referendum l’assenso o meno al taglio del numero dei parlamentari.

AHAHAHAHAH! Notevole trovata comica, non c’è che dire! Di quella comicità grottesca nella quale le “istituzioni” italiani sono maestre, indubbiamente.

È un po’ come se, a bordo di una nave piena di falle nello scafo che per questo imbarca acqua e affonda inesorabilmente, i marinai dell’equipaggio si mettano a discutere su quali mobili dell’arredamento di bordo buttare a mare perché ritenuti troppo pesanti e così colpevoli dell’inabissamento.
I mobili, già, non i buchi nello scafo.
Veramente una gag comicissima, appunto!

Al netto delle considerazioni sui pro e sui contro al riguardo, nonché delle gran risate (personali, ribadisco), sul serio in Italia si pensa e si crede che sia un problema di quantità e non invece di qualità della rappresentanza politica? E che tra 900, 600 o 10 oppure cinquemila parlamentari, se comunque incapaci, impreparati e cialtroni (pare che la politica italiana attiri solo figure del genere, da tempo), le cose possano cambiare?

Be’, bisogna ammetterlo: gli italiani sono proprio un popolo “divertente”. Molto divertente.

P.S.: che poi, a buttare i mobili in mare, si finisce per inquinarlo, eh! Col rischio che, una volta colata a picco la nave e finiti in ammollo, ci si ritrovi pure immersi nell’acqua sporca. Ecco.

Le comiche geopolitiche

Scusate se mi permetto la seguente osservazione dacché, ribadisco, non mi occupo di “politica” nel senso italico del termine e nemmeno dei suoi rappresentanti, ma leggere sui media degli attuali presidente del consiglio e ministro degli esteri italiani che si “occupano” di crisi internazionali e questioni geopolitiche globali mi fa tornare in mente quella meravigliosa comica di Stanlio e Ollio dal titolo (in italiano)La scala musicale, con i due protagonisti nelle vesti di trasportatori alle prese con un pianoforte da consegnare, il quale alla fine non farà una gran bella fine – e i due nemmeno…

Ecco, questo mi hanno fatto venire in mente.
E con tutto il rispetto del caso, eh! – per gli insuperabili Laurel & Hardy, intendo dire.
Già.

Non è un paese per ironici

A volte il mondo è un posto difficile se non ostile, per le persone che sanno (far) ridere. La vera ironia, l’umorismo genuino, sempre più spesso vengono confusi e scambiati con la bieca derisione, col dileggio che invece dietro il riso (solitamente sguaiato) cela solo disprezzo. E di gente che sa essere auto-ironica senza mai prendersi troppo sul serio ce n’è sempre meno, in giro.

Basterebbe anche solo questo a segnalare lo stato della nostra civiltà e, inesorabilmente, a riderle in faccia. Tanto non la capirebbe comunque, tale risata.

La difesa della razza

Noto un certo assembramento fuori dalla sala conferenze. Evidentemente è in programma qualche seminario o simposio… magari è qualcosa di interessante. Mi avvicino per saperne di più e, infilandomi tra i presenti, mi affaccio nella sala.
«Dobbiamo restare uniti, esprimerci con una sola voce, rivendicare la nostra forza associativa!»
Un tizio sul palco sta parlando al pubblico con un certo ardore.
«Siamo qui per difendere la nostra razza! La nostra cara, amata razza! La più bella, la più intelligente, lo sappiamo tutti che è così!» (Applausi.)
«Altre razze vorrebbero rubare il nostro spazio, vorrebbero diventare la maggioranza e ottenere l’egemonia. Ma noi non lasceremo loro questo nostro spazio a cui teniamo tanto, noi difenderemo sempre e comunque la nostra razza, le sue qualità, i suoi pregi! Siamo qui per affermarlo con forza, per ribadire che la nostra razza era ed è la migliore, e anche se già tantissime persone ne sono consapevoli e ce lo dicono ad ogni buona occasione, faremo di tutto per rivendicare ciò e per garantire alla nostra razza un grande futuro!»
Applausoni scroscianti, mentre io rimango esterrefatto. Incredibile, non avrei mai pensato che ancora oggi, e in modo così apertamente pubblico, si potessero proferire parole di siffatta natura.
«Insomma, ma che dite? Come potete sostenere queste cose?» dico con impeto ad un tizio che ho accanto. Mi guarda storto – ovviamente.
«Sì, dico a voi, biechi suprematisti reazionari che non siete altro!» aggiungo con decisione.
«Supremat… reazionari?!?» fa il tizio.
«Già! Questo siete.»
«Ma che dice, scusi? Come si permette?! Siamo tutti quanti brava gente, noi dell’Associazione Allevatori di Myliobatis Aquila
«Milobis-che?»
«Myliobatis Aquila. Alleviamo aquile di mare, una razza tra le più belle che ci siano nei mari del pianeta. Ha presente?»
«Razza… il pesce?»
«Certo! Che pensava lei?»
«Ehm…»
«Sa, nella vasca che ho nel giardino di casa ne allevo tre. Si chiamano Rosellina, Chiaruccia e Angelina. Sapesse quanto sono belle, e intelligenti pure. E come mi sono affezionate! Si fanno accarezzare a lungo e poi scodinzolano con la coda…»
«Aehm… Mm-m.»
«E invece quelli che allevano la Leucoraja erinacea pretendono che sia la loro la razza più bella da allevare. Ma le pare giusto?»
«N-no…»

(È un raccontino inedito, sì, un estratto di un testo umoristico che prima o poi forse farò pubblicare, credo. Insomma: chi vivrà riderà! 😉 )