
Già me lo notasti –
Volevi andare via,
Già me lo dicesti:
«E’ giunta l’ora, e così sia!»Ma non capisti che dagli altri ero diverso –
Tu pensasti «egli crede che io sia la sua dimora!»,
Io succube vassallo, tu mia signora
A comandare il gioco sì perverso.Ma in fondo che sei tu – semplice candida lacchè del tempo!
Conosco il tuo segreto, il trucco della tua bellezza:
Non io che vivo in te ma tu in me – perpetuamente!Che dici? Ora insisti, vuoi restare, non mi dai scampo?
Prego, resta pure – orsù, non ti rinfaccio niente,
O dolce, ingenua giovinezza!
(Un tempo ne scrivevo anch’io parecchia, di poesia – questa sopra riportata si intitola La Rivalsa, appunto -, e a volte me la pubblicavano pure. Poi qualcuno, a fronte di ciò, un giorno mi disse: «Ah, ma allora tu sei un poeta!» “Poeta”, io? – chiesi a me stesso rimanendo sconcertato e intimorito da tale evenienza. Poeta no, poeta è troppo, una cosa troppo grande, troppo alta, e la poesia una materia troppo preziosa e delicata da maneggiare con autentico merito, quantunque l’abbia studiata a fondo per anni… no, è troppo difficile essere un vero “poeta”, i veri poeti sono grandissimi letterati che hanno acquisito la dote di maneggiare la forma più nobile e sublime di letteratura, non posso esserlo, io, non ne sono in grado.
Ora, non dico che per tali riflessioni di poesia non ne abbia più scritta, ma quasi.)

Se “Natale” dev’essere, almeno che lo sia nel senso più alto (e forse unico) possibile: fate pure regali a destra e a manca, spendete ciò che volete ma, per quanto vi è possibile, donate qualcosa a chi è meno fortunato, a chi soffre, a chi una sorte avversa sta imponendo disagi e sofferenze. Un dono materiale o immateriale, un po’ del vostro tempo e della vostra considerazione, la solidarietà tra esseri umani – alla fine, ricchi o poveri, fortunati o meno, quello siamo e quello restiamo, tutti quanti indistintamente – quella semplice tanto quanto fondamentale vicinanza che può far sentire ogni individuo, anche il più solitario, parte di una vera, solidale, rispettosa, evoluta civiltà. Peraltro, inutile dirlo, di occasioni per donare ovvero di situazioni di difficoltà ce ne sono fin troppe in questo nostro mondo: un mondo che spesso crediamo tanto bello, avanzato e ricco di tante cose ma non dell’elemento più importante di tutti, di umanità.