Dove (diavolo) è?

(P.S. (Pre Scriptum!): il seguente è un racconto inedito che farà parte di una raccolta mooooolto particolare, di prossima pubblicazione editoriale. Seguite il blog e/o il sito e ne saprete di più, a breve…)

L’esorcista arrivò nel piccolo borgo tra i monti una mattina di vento teso, parandosi in centro all’unica vera strada del luogo come un cowboy che si preparasse ad un duello all’ultimo sangue, alla maniera resa da tanti film western… E in effetti era giusto qualcosa del genere per il prete, una sfida temibile da affrontare e vincere: in quel minuscolo paese c’era il demonio! – questa era la sua certezza, suffragata da “plausibili” testimonianze di pii visitatori del posto che, tra l’altro, riferivano di aver trovato la chiesetta del paese chiusa, inequivocabile segno della temporanea vittoria del male su quelle povere anime, miserrimi senzadio… Proprio in quella egli si installò, facendone la base delle sue indagini alla ricerca del covo del maligno – perché di certo aveva scelto una delle case del borgo come suo nascondiglio, infestandone i locali e possedendone i residenti come da consueto modus operandi satanico. Su tale piano d’azione il prete basò la sua urgente opera redentrice: dal giorno successivo sottopose tutti gli abitanti del paese – lattanti inclusi – ad un terzo grado inquisitorio, ingiungendovi professioni di fede a raffica e ostentando ad ognuno i più potenti simboli del sacro per indurne il demoniaco rigetto. Dovette tuttavia concludere, dopo poco, che nessun abitante del paese risultava posseduto. Certo il demonio era assai astuto – pensò il prete – e lì aveva “lavorato” veramente bene: e se non era nelle persone, doveva essere nelle cose! Dunque egli passò al sacro setaccio ogni caseggiato civile del borgo – stalle e baracche comprese – mitragliando una vastissima scelta di invocazioni e benedizioni celesti, convinto di veder emergere e fuggire da qualche crepa d’un muro il maligno, da un momento all’altro… Ma non accadde nulla, il che lo lasciò non poco perplesso. Fece un tentativo anche con gli animali – non scordando canarini e pesci rossi – ma ancora niente. Eppure c’era, il maledetto, lo sapeva, ne era certo, ne sentiva l’infernale afflato, aveva controllato ogni cosa in paese, persone, animali, case, stalle, tutto! Che ac-cidenti restava ancora da ispezionare? Prese a pregare fervidamente e levare le mani al cielo, colto da un evidente sconcerto.
“Beh, non avrebbe esaminato la chiesa!” gli fecero notare quelli del paese. Il prete, a sentirsi obiettare tale evidenza, restò prima di sasso, poi prese a inveire nella maniera più impensabilmente turpe contro i locali, con una tale e crescente furia che quelli dovettero chiamare il medico del paese e quindi un’ambulanza, che prese in consegna l’uomo e fece tornare al villaggio l’abituale tranquillità.

L’Imperatore Meditabondo

L’Imperatore da le finestre del suo palazzo osservava –
Dall’alto dell’eminente rupe arrampicata in cielo –
Osservava il suo immenso regno che un nebbioso velo
Fitto e grigiastro alla sua vista invisibile mutava,
Ed ogni cosa, ogni tesoro in vista, ogni bellezza si celava
Là fuori come nella mente assorta nel meditabondo zelo.

E meditava, il supremo Imperatore, in fronte a la svanita
Sua dominazione, oscuri gli occhi di quel fitto niente:
“Ecco, un solo velo di densa nebbia ad un pezzente
Mi rende pari – inesistente la signoria mia infinita –
Ed io, come egli, padrone unicamente de la mia vita…”
Così l’imperatore, lassù dal suo palazzo, meditava intimamente.

Poesia tratta da VERSI IRREGOLARI, Maremmi Editore Firenze-L’Autore Libri (Collana Biblioteca ’80, Poeti, 2007, ISBN 88-517-1242-5).
Versi d’amore, di Passione, di Dolore, di Morte. Così recita la copertina interna del volume: 88 componimenti poetici divisi equamente nelle quattro sezioni sopra citate, una evoluzione stilistica che dagli stilemi classici punta lontano, finanche a forme poetiche avanguardistiche e innovative, attraverso le quali sfuggire alla “regolare” ordinarietà del mondo e lasciando che l’occhio estetico della poesia possa scovare e analizzare nuovi punti di vista sulla vita umana, rivelandone l’essenza più profonda, più vera e pura…
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