Posto riservato ai lettori

Calorosi applausi alle Autolinee Baire di Capoterra, Cagliari, che hanno messo in atto l’iniziativa a favore di chi legge della quale racconta l’articolo sopra riportato.

Certo, è emblematico che si debbano fare cose del genere per mettere in evidenza l’importanza della lettura in un paese che si considera “avanzato” – cose che magari qualcuno considererà pure “contro ghettizzanti”, se così posso dire – ma la realtà è questa, di un paese nel quale quasi due terzi della popolazione non legge nemmeno un libro all’anno e che mi viene da definire “emergenziale”, vista la gravità, dunque ogni iniziativa che possa andare contro, in modo più o meno deciso a tale “emergenza” è non solo ben gradita ma pure necessaria. Vitale direi, per il bene stesso della società e per il suo futuro.

Mi auguro vivamente che quelle delle Autolinee Baire non resti un esempio isolato, e che tante altre simili iniziative possano essere messe in atto e adeguatamente rese visibili dai media. Ribadisco: è una cosa indispensabile, esattamente come lo è leggere libri – anche sui mezzi pubblici seduti comodamente, appunto, alla faccia di chi non legge e gli tocchi dunque di starsene in piedi a ballonzolare in precario equilibrio a ogni sconnessione della strada, ecco!

Carl Spitteler, “Il Gottardo”

Un paio d’anni fa, in Nuova Zelanda, alcune popolazioni indigene di etnia Maori hanno ottenuto per una montagna ad essi sacra (il monte Taranaki o monte Egmont) lo status di “personalità giuridica” proprio in virtù dell’importanza storico-culturale rivestita dal monte per gli abitanti della regione, il quale ha così assunto il ruolo di whanau (famiglia estesa) e di “antenato” come fosse realmente un membro delle comunità in questione.

Ora, non vorrei apparire in nessun modo “blasfemo” per quelle popolazioni e nemmeno eccessivamente retorico per gli elvetici, ma senza dubbio per la Svizzera il Gottardo, come massiccio montuoso e, ovviamente ancor più, come valico, una sorta di propria “personalità istituzionale” l’ha assunta ad honorem, in base all’importanza fondamentale che ha avuto nelle vicende storiche della Confederazione – in fondo la Svizzera è nata proprio ai piedi del versante Nord del Gottardo, sul celeberrimo prato del Rütli e col patto omonimo qui siglato nel 1291 – ma pure nell’ottica dei collegamenti tra la parte settentrionale e mitteleuropea dell’Europa con quella meridionale e mediterranea. Una montagna dalla quale nascono quattro tra i maggiori fiumi europei (Reuss, Reno, Ticino, Rodano) che poi divallano le loro acque ciascuno verso uno dei quattro punti cardinali, che venne creduta a lungo la più alta del pianeta e che tutt’oggi rappresenta uno dei passaggi fondamentali attraverso le Alpi per viaggiatori e merci, fin da quando venne aperta la prima mulattiera medievale – opera di notevole ingegneria, per il tempo – e ancor più quando, nel 1882, venne aperto il traforo ferroviario, all’epoca il più lungo al mondo, una meravigliosa tecnologica assoluta. In tal modo, se già il Gottardo “antico”, riservato a viandanti e carovane, ha rappresentato per secoli un esempio perfetto di “montagna-cerniera” capace di unire i versanti opposti e non di dividerli (come per tante altre montagne ha imposto il modello geopolitico cartesiano, basato sul concetto dello “spartiacque” e dal Settecento in poi divenuto lo standard nella tracciatura dei confini nelle zone montuose), e se ciò assume ancor più valore riguardo la realtà geopolitica della Svizzera (Staat pass/Stato di passo per eccellenza, come il geografo bavarese Karl Haushöfer definì le entità territoriali statali occupanti entrambi i versanti della catena alpina), lo è divenuto ancor più, e su scala ben più vasta, con l’apertura della galleria ferroviaria – affiancata solo in tempi più recenti, nel 1980, dal traforo autostradale.

Una decina d’anni dopo, la Società Ferroviaria del Gottardo rimarca l’esigenza di far conoscere meglio il territorio attraversato dalla linea ferroviaria internazionale al sempre più crescente pubblico turistico che dall’Europa del Nord giungeva fino a Lucerna e poi, col treno, ripartiva agognando le bellezze e il clima dei laghi e delle riviere marine italiane ma, in questo modo, rischiando di perdersi la meraviglia paesaggistica di uno dei territori alpini più affascinanti in assoluto. La Società incaricò dunque un autore oggi poco ricordato anche dagli stessi svizzeri ma fondamentale nella storia letteraria elvetica – e non solo per aver conseguito il Premio Nobel nel 1919, Carl Spitteler, il quale per due anni viaggia innumerevoli volte sul treno attraverso il tunnel e poi a piedi per tutto il territorio compreso nella tratta alpina della linea, ricavando da tali vagabondaggi ferro-pedestri Il Gottardo (Armando Dadò Editore, 2017, a cura di Mattia Mantovani; orig. Der Gotthard, 1897).

Ecco, lo dico subito: se nel genere della “letteratura di viaggio” dobbiamo considerare l’era che (geograficamente parlando) dal romanticismo illuminista evolve verso la contemporaneità tecnologica, questo volume di Spitteler è a mio modo di vedere un piccolo/grande capolavoro […]

(Leggete la recensione completa de Il Gottardo cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!)

La Natura, vista bene

La natura bisogna viverla, nel senso che la natura deve limitarsi a fornire lo scenario all’interno del quale si dispiegano il nostro spirito e il nostro sentire. Ecco perché sono le persone attive a goderla nella sua pienezza. L’operaio che durante il lavoro solleva lo sguardo, l’artista o il pensatore immerso con gravità nei propri progetti, l’erudito, lo scopritore in cerca di qualcosa: costoro vedono molto meno rispetto al passeggiatore ancorché attento che se ne va in giro a zonzo, ma quel poco che vedono, lo vedono in maniera infinitamente più chiara.

(Carl Spitteler, Il Gottardo, Armando Dadò Editore, Locarno, 2017, traduzione e cura di Mattia Mantovani, pag.202; orig. Der Gotthard, 1897.)

Un paese di lettori, o una città

Leggo di questo simpatico scambio di battute avvenuto ieri al Festivaletteratura di Mantova, sul profilo Twitter di Einaudi:

Marcello Fois: «A vedere il pubblico di Mantova pare che l’Italia sia un paese di lettori.»
Ian McEwan: «Ma lo è, Marcello, l’Italia è un paese di lettori.»
Marcello Fois: «Sì, ma sono tutti qui al Festivaletteratura!»

Lo scambio è divertente tanto quanto emblematico, tuttavia mi permetto di dire che entrambi gli interlocutori esagerano: McEwan pecca di calorosa ingenuità, Fois di desolante ottimismo.

Io qui, invece, pecco di pessimismo, lo so. In Russia si usa dire che «un ottimista è un pessimista male informato», per il principio uguale e opposto io spero proprio di essere un ottimista incompetente. Ecco.

Il turista che osserva ma non vede

Non dovremmo godere passivamente della “natura” (o per meglio dire delle immagini del paesaggio), limitandoci ad acuire i sensi e indirizzando il nostro spirito verso l’osservazione. Uno sguardo mirato, come appunto quello del turista, nota molte cose ma ne vede poche, perché quello del guardare è principalmente un processo spirituale. In primo luogo, è importante che la lastra fotografica destinata ad accogliere l’immagine sia preparata nella maniera giusta, e poi conviene che l’immagine si rispecchi inaspettatamente, senza assecondare i nostri desideri e la nostra volontà.

(Carl Spitteler, Il Gottardo, Armando Dadò Editore, Locarno, 2017, traduzione e cura di Mattia Mantovani, pag.201; orig. Der Gotthard, 1897.)

N.d.s.: già più di 120 anni fa Carl Spitteler aveva compreso uno dei maggiori equivoci indotti nel turista, rispetto al più autentico viaggiatore: quello di visitare i luoghi senza farlo veramente, senza realmente viaggiare, senza la percezione dello spazio in cui ci si trova e della sua essenza storica, geografica, sociale, spirituale. Proprio quello che in molti casi è il turismo, oggi: un’esperienza meramente ludica che non insegna nulla a chi la compie, che si risolve in qualche selfie postato sui social e, dunque, che risulta francamente inutile (se non per i bilanci dei tour operator).