Il Vajont e Tina Merlin

Oggi tuttavia non si può soltanto piangere, è tempo di imparare qualcosa.

Così Tina Merlin scrisse il 10 ottobre 1963, il giorno dopo la catastrofe del Vajont dalla quale oggi sono passati sessantatré anni. Denunciata preventivamente da lei, inascoltata, poi zittita, denigrata, accusata di diffondere «notizie false e tendenziose», quindi denunciata e infine assolta ma solo 11 anni dopo e non da una certa bieca parte della società civile, visto che il suo libro sul disastro, “Sulla pelle viva. Come si costruisce una catastrofe. Il caso del Vajont” fu pubblicato solo nel 1983.

Ricordare il Vajont, la più grande tragedia accaduta sulle Alpi italiane con le sue 1917 vittime, significa anche ricordare Tina Merlin e il suo impegno caparbio e ostinato nel mettere in luce la verità sulla costruzione della diga. Soprattutto quest’anno, nel quale ricorre il centenario della sua nascita.

Merlin è ricordata oggi su “Lo Scarpone”, il portale del Club Alpino Italiano, anche dall’amico Enrico Camanni, uno dei più importanti scrittori di montagna italiani: vi invito a leggere il suo bell’articolo che trovate qui.

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