I cartelloni pubblicitari lungo le strade fanno schifo!

Ma quand’è che poi la si finirà con questo scempio assoluto – e assolutamente italiano per come all’estero sia estremamente raro – dei cartelloni pubblicitari lungo le strade?

Fanno semplicemente schifo: deturpano e insozzano il paesaggio, ostacolano la vista, distraggono dalla guida e risultano pericolosi per questo nonché per rappresentare un manufatto solido appena accanto alle carreggiate (immaginate un ciclista che esca di strada e ci vada a cozzare contro), sono spesso abusivi, senza contare della frequente stupidità delle pubblicità che “supportano”. Sono un evidente segno di cafonaggine commerciale, parte integrante di quella inciviltà generale che troppo spesso e in troppi aspetti contraddistingue la società italiana.

Poi, vai a leggere il Codice della Strada e noti che «i cartelli pubblicitari lungo le strade: se sono idonei a distrarre l’attenzione dei guidatori è necessaria l’autorizzazione». Ma come “è necessaria l’autorizzazione”? Se distraggono dalla guida non vanno autorizzati, vanno proibiti, punto!

Se da più parti, sul web e altrove, montasse lo sdegno per questo scempio, forse al riguardo le cose cambierebbero. E sarebbe pure il segno di una rinascita civile e civica, quanto mai necessaria appunto nella nostra società. Ma è ormai chiedere troppo che ciò accada, forse?

La “sinergia totale” con la montagna?!?

Eh, in effetti perché dovrei sbattermi così tanto come faccio (parimenti ad altre attività) da qualche anno a questa parte al fine di strutturare e lavorare in progetti dedicati alla rinascita delle montagne, per studiare, comprendere e rinvigorire la storia, la cultura, la vita delle genti montanare, l’economia peculiare, le tradizioni e le conseguenti necessarie innovazioni, il Genius Loci da riscoprire, i territori da valorizzare e far rinascere, le relative politiche gestionali, la resilienza delle Terre Alte, l’antropologia e la sociologia, l’immaginario collettivo da rigenerare, il concetto di paesaggio, il neoruralismo e il neoumanesimo montano, il turismo consapevole e sostenibile, la salvaguardia dell’ambiente naturale, le prospettive di un futuro finalmente migliore perché innanzi tutto autoctono… perché tutto ciò, quando poi la sinergia totale tra uomo e montagna è questa qui?

Una sinergia totale tra uomo e montagna.

Ecco.
Ma porca miseria, chi l’avrebbe mai detto che in fondo era così semplice ottenerla? Idiota che non sono altro!


N.B.: sia chiaro, per gli eventuali “liberisti” o “benaltristi” all’ascolto, che personalmente non sono affatto contrario a nulla, se fatto con criterio, buon senso, onestà e consapevolezza di quanto si realizza, sia in senso intellettuale che materiale – anzi, ben vengano eventi del genere, nel caso. Ma sostenere emerite e degradanti cazzate come quella lì sopra pubblicizzata, che fornisce subito il “metro filosofico” dell’iniziativa in questione, è un atto di ipocrita e scellerata disonestà civica che può fare più danno, in prospettiva, di una violenta tromba d’aria. Sempre a mio personale parere, ribadisco.

Antisocial network

Forse – mi viene da pensare – bisognerebbe creare sul web anche un antisocial network. Dove ti iscrivi e non devi cercare “amici” ma, all’atto dell’iscrizione, te ne vengono assegnati un tot in base a determinate profilazioni (tanto siamo tutti profilati, inutile fingere di non crederlo o non saperlo), per cui non devi tu fartene continuamente di nuovi a colpi di “likes”, al contrario hai a disposizione unicamente il tasto “dislikes” così da avere solo che da perderne. Meno amici falsi, più amici veri o – per certi versi ancora meglio – più antagonisti sinceri. Perché in fondo avrebbe molto più senso, e sarebbe ben più fruttuoso, un social che generasse un vivace (e sempre civile, ovvio) contradditorio piuttosto che infinite pagine auto incensanti e inutilmente fini a se stesse (cioè al loro intestatario) che pretendono solo consenso e nessun dissenso*!

O forse… forse no, è meglio che non venga creato qualcosa del genere. Ci sarebbero rese dei conti quotidiane tra utenti incapaci di ammettere disaccordi e di sostenere conseguenti costruttivi confronti senza degenerazioni troglodite… Forse è meglio che restino l’attuale falsità e la generale simulazione, per il “bene” di tutti. In una società costruita sull’ipocrisia e l’artificio, la sincerità e l’obiettività diffuse avrebbero l’effetto di possenti colpi di vento su un fragile castello di carte che ci ostiniamo a credere una “solida fortezza”.

*: ma esiste ancora poi, in questa società infarcita di boriosi saccenti gradassi prepotenti, il civile dissenso? Mah!

I rivoluzionari educati

Un tempo, per fare gli antagonisti e/o i “sovversivi” si tiravano i sampietrini, le molotov, ci si accapigliava, si urlavano slogan, si mettevano le città a ferro e fuoco.
Oggi, a voler fare antagonisti e/o i “sovversivi”, c’è da essere educati, gentili, capaci di dialogare pacatamente, dimostrare senso civico e della realtà, solidarietà reciproca, intelligenza.
Le “sovversioni” d’una volta – le più incivili e becere, soprattutto – sono ormai diventate il politically correct, sdoganate fino ai vertici sociali e istituzionali, imposte come “legittimo” modus vivendi. I più maleducati, prepotenti, rozzi, ottusi, magari più furbastri e cialtroni, fanno facilmente carriera e guadagnano preminenza sociale; gli onesti – in senso intellettuale, civile, umano – vengono considerati dei cretini, presi a pesci in faccia, messi da parte, denigrati come fossero degli sfigati.
Un individuo gentile ed educato, che pretenda in ciò reciprocità dagli altri, è invece oggi un grande rivoluzionario, con a sua disposizione un’arma micidiale: l’educazione figlia dell’intelligenza e del senso civico. Arma micidiale proprio contro le orde di prepotenti e maleducati che pensano di poter dominare e che cercano lo scontro con i loro pari credendo di vincere, ma che nulla possono contro ciò che demolisce immantinente la loro in verità fragilissima e debolissima spocchia, verso cui non hanno difese. La civiltà è fatta di persone civili, l’inciviltà è destinata per natura a soccombere, anche quando pare stia dilagando: ma, appunto, il mare è fatto di acqua, non di pietre, le quali in esso vanno a fondo inesorabilmente.
E, sia chiaro, che quell’arma sia micidiale tanto da essere definitivamente letale, ecco.

P.S.: sostenevo tutto ciò già più di due anni fa, per la cronaca, qui. Proprio vero che certe volte – o in certi posti – il tempo va all’indietro.

Uomini, nei boschi comportatevi da bestie!

Nei boschi le bestie non sporcano ma gli uomini sì.
Si prega di comportarsi come le bestie.

(Anonimo, letta sulla pagina facebook di Sweet Mountains.)

Eh già. Quante volte si “glorificano” – giustamente e comprensibilmente, certo – quelli che vanno in montagna, che stanno all’aria aperta e non al chiuso dei centri commerciali, che apprezzano le bellezze naturali e paesaggistiche… Ma poi, andando per strade, mulattiere e sentieri in ambiente, è un frequente veder sul terreno carte, cartacce, fazzoletti, mozziconi di sigarette, rifiuti vari e assortiti

C’è qualcosa che non quadra, o sbaglio?