C’era come la sensazione che mentre gli uomini vanno e vengono, nascono e muoiono, i libri invece godono di eternità. Quand’ero piccolo, da grande volevo diventare un libro. Non uno scrittore, un libro: perché le persone le si può uccidere come formiche. Anche uno scrittore, non è difficile ucciderlo. Mentre un libro, quand’anche lo si distrugga con metodo, è probabile che un esemplare comunque si salvi e preservi la sua vita di scaffale, una vita eterna, muta, su un ripiano dimenticato in qualche sperduta biblioteca a Reykjavik, Valladolid, Vancouver.
(Amos Oz, Una storia di amore e di tenebra, traduzione di Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2003.)

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Sì, ok, Oscar Wilde disse che «A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio», e aveva ragione. Tuttavia, se posso dire, altre volte è meglio che certa gente parli, così da capire quanto sia indubbiamente stupida e invitarla caldamente a restare zitta.