MONTAG/NEWS #12: un po’ di altre cose interessanti (nel bene e nel male) successe sulle montagne

Torna anche oggi la mini-rassegna stampa a cadenza domenicale di notizie relative a cose di montagna pubblicate in rete nella settimana precedente parecchio interessanti e utili da conoscere e leggere, con i link diretti alle fonti originarie così che ognuno possa approfondirle a piacimento. Di notizie del genere sulle montagne e su ciò che vi accade ne escono a bizzeffe, e ovviamente non ci sono solo quelle che riferiscono dell’imminente disastro (organizzativo) olimpico: questo è un tentativo di non perdere alcune delle più significative. Durante la settimana le più recenti di tali notizie le trovate sulla home page del blog nella colonna di sinistra; qui invece trovate il loro archivio permanente.

Buone letture!


OVINDOLI RILANCIA IL TURISMO… SÌ, MA VERSO DOVE?

Il nuovo Consorzio “Abruzzo-Montur-Ovindoli” lancia un progetto ambizioso per trasformare la località montana abruzzese in una destinazione turistica moderna e competitiva tutto l’anno, basandolo «su cinque pilastri strategici che definiscono l’identità del progetto: Neve, Wilderness, Green, Smart e Sostenibilità». Tra buone idee, solite banalità (vedi i termini appena citati) e contraddizioni evidenti (nel progetto la neve artificiale diventa «consortile»!), l’iniziativa è interessante ma al momento sembra ancora confusa. Vedremo se e come si svilupperà.


OLIMPIADI: MEDAGLIA D’ORO… AI PREZZI!

Sono sempre più alle stelle i prezzi per una stanza nelle località turistiche interessate dalle Olimpiadi: a Bormio e Livigno si arriva fino a 19mila Euro a settimana. Ma a meno di un mese dall’inaugurazione dei Giochi sono ancora molti gli appartamenti rimasti sfitti: gli operatori sperano nelle prenotazioni last minute e intanto i proprietari rivedono le tariffe. Tra marketing, speculazione e imperizia, il disastro olimpico si sta palesando ancora prima dell’inizio dei Giochi.


IL MONTE BIANCO SI È ABBASSATO (SÌ, C’ENTRA IL CLIMA)

La crisi climatica “si mangia” le montagne, in primis quelle dotate di una vetta ghiacciata. È una delle tante conseguenze deleterie del riscaldamento globale e a farne le spese è anche la cima più alta delle Alpi, il Monte Bianco: la sua quota ora si attesta a 4.807,3 metri con una perdita di quasi 3 metri di altezza, da imputarsi al cambiamento climatico che sta promuovendo, su scala globale, una progressiva e accelerata fusione dei ghiacci. Nota bene: ci sono (solo) ancora 20 metri circa di ghiaccio prima che la vetta del Bianco diventi rocciosa. Una sorte ormai segnata?


È DAVVERO ORA DI PENSARE A UNA MONTAGNA DIVERSA

Su “Montagna.tvPaolo Paci si chiede se davvero non sia ora di pensare a una montagna invernale diversa da quella ancora sovente propinataci. «Contro il cambiamento climatico non possiamo più nulla. A favore di economie più sostenibili, qualcosa ancora sì. Per esempio, possiamo seguire i suggerimenti della natura. Sciare (ciaspolare, mettere le pelli…) solo se c’è neve vera, altrimenti dedicarsi ad altro […] E poi, affidarci ad amministratori lungimiranti, che non straparlino di costosi e inutili impianti di arroccamento, ma che facciano lavorare la fantasia.»


L’HIMALAYA RESTA UNA GRANDE DISCARICA

Non solo le nostre montagne sono alle prese con i danni del turismo di massa. Per certi versi, vista la zona e le sue specificità, sull’Himalaya va anche peggio, per colpa delle nefaste spedizioni alpinistiche commerciali che da decenni lasciano ai piedi degli Ottomila enormi quantità di rifiuti. Il Nepal ha provato ha risolvere il problema, ma ora ammette il fallimento e cerca di mettere in campo nuove soluzioni. Ma una domanda resta senza risposta: che ignobile razza di barbari travestiti da alpinisti (benestanti, peraltro) frequenta le più alte montagne della Terra?

In memoria delle vittime di Crans-Montana

Oggi in Svizzera è giornata di lutto nazionale per la commemorazione delle vittime della strage di Crans-Montana del 1° gennaio. Tuttavia la portata dell’evento, che ha coinvolto persone di diversi paesi (l’Italia conta 6 vittime, tutte di 15 e 16 anni, e 10 feriti) e scosso chiunque ne abbia avuto notizia, rende il lutto e il cordoglio internazionali. Alle ore 14 in tutta la Svizzera sarà osservato un minuto di silenzio e le campane religiose e laiche risuoneranno a lutto.

Per chi desiderasse partecipare pur a distanza alla commemorazione, il Governo Federale elvetico ha predisposto sul portale web istituzionale della Confederazione un Libro delle condoglianze sul quale si può scrivere un messaggio di cordoglio per le vittime della tragedia, che sarà poi pubblicato (dopo l’ovvio vaglio di contenuti non appropriati) con gli altri ricevuti. Lo trovate qui.

(L’immagine è tratta dal sito web www.crans-montana.ch.)

Abitare i luoghi nell’era dell’overtourism: a Lecco, mercoledì 14/01

Mercoledì 14 gennaio sarò a Lecco e avrò il gran privilegio di chiacchierare con Sarah Gainsforth, scrittrice e ricercatrice indipendente tra le più illuminanti sui temi riguardanti le trasformazioni urbane, l’abitare, le disuguaglianze sociali, la gentrificazione e il turismo, in un incontro organizzato da AmbientalMente Lecco dal titolo “Overtourism? Cittadini e turisti, un equilibrio da cercare”.

Da una parte Lecco, città distesa sull’omonimo ramo del Lago di Como ma dall’anima soprattutto montana, per ciò dotata di un paesaggio di grande iconicità, desidera essere attrattiva per le famiglie, per accrescere la comunità stabile dei cittadini e preservare la propria vitalità urbana. Dall’altra è orgogliosa di attirare visitatori dall’Italia e dall’estero e cerca di costruirsi un’identità turistica internazionale che fino a oggi non ha mai avuto e nemmeno cercato.

Come si favorisce – se si può favorire – una convivenza davvero sostenibile? Il turismo può diventare un volano economico realmente benefico per la città, oppure c’è il rischio che, come accaduto altrove, anche a Lecco la comunità residente ne subisca conseguenze viepiù deleterie?

Sarah Gainsforth porterà le sue notevoli competenze al riguardo mentre io le contestualizzerò alla peculiare realtà lecchese: insieme cercheremo di proporre due sguardi differenti e complementari su un tema che interessa sempre di più la città di Lecco e il territorio circostante, per le politiche abitative e il turismo che il territorio locale vuole davvero intercettare. Un tema, peraltro, di interesse sempre più generale e condiviso da molte altre località assimilabili, le cui problematiche necessitano di soluzioni concrete ormai inderogabili.

Dunque, siete tutti invitati all’incontro e mi auguro che potrete e vorrete partecipare. Sono certo che sarà estremamente interessante e stimolante.

P.S.: ringrazio di cuore AmbientalMente Lecco per avermi concesso il privileggio di partecipare all’incontro.

Diventare una cosa sola con la Natura

Vago spesso per i monti sopra casa all’imbrunire, e non solo perché la visione del panorama in quel frangente della giornata si fa particolarmente emozionante.

In realtà ciò che trovo del tutto emozionante è quel peculiare momento disteso tra il giorno che se ne sta andando e la notte che non ancora giunta, con il quale sembra che il tempo rallenti e sospenda con sé il mondo d’intorno tra le proprie dualità che nella dimensione crepuscolare, e forse solo in essa, si manifestano con particolare evidenza.

Non solo il giorno e la notte, o la luce e il buio, anche il tepore diurno che svanisce e il freddo che piano piano avvolge, il silenzio pressoché assoluto del bosco e il brusìo attraverso cui si percepisce il rumore della civiltà laggiù a valle, dove ci sono persone che fanno cose mentre qui nessuna persona oltre me è presente, le stelle che una a una si accendono nel cielo e quelle artificiali che punteggiano paesi e strade, il moto e la quiete, le forme varie del territorio e l’uniformità del bosco attorno, la mente che lascia andare i pensieri più pesanti per accoglierne di più leggeri, le percezioni della vista e quelle dell’udito…

Dualità naturali o artificiali ma comunque necessarie a riconoscere e comprendere entrambi gli elementi che le determinano, fino a che il giorno se ne va definitivamente, la notte prende possesso del tempo e il paesaggio esteriore si accorda in modo compiuto con quello interiore: la dualità si fa unione, la contrapposizione armonia, la separazione svanisce. Divento veramente parte della Natura e delle montagne che ho intorno, e mi sento bene come raramente accade.

MONTAG/NEWS #11: sono accadute altre cose interessanti, nei giorni scorsi sulle montagne

In questo articolo a cadenza stavolta un po’ più lunga del solito, visto il periodo “festiveggiante”, trovate una selezione di notizie relative a cose di montagna pubblicate in rete nei giorni scorsi parecchio interessanti e utili da conoscere e leggere, con i link diretti alle fonti originarie così che ognuno possa approfondirle a piacimento. Di notizie del genere sulle montagne ne escono di continuo e di recente in modo particolare, tra le cronache su come stanno andando le vacanze natalizie sulla neve, le Olimpiadi sempre più imminenti e altre cose rimarchevoli: questo è un tentativo di non perdere alcune delle notizie più significative. Vi ricordo che durante la settimana le più recenti di tali notizie le trovate sulla home page del blog nella colonna di sinistra; qui invece trovate il loro archivio permanente.

Buone letture!

 

IL GREENWASHING DELLO SCI DI LUSSO

Su “Lo ScarponeEnrico Camanni scrive con la sua abituale brillantezza dello sci moderno che premia i super ricchi tra vacanze esclusive e impianti di lusso, mascherando l’impatto ambientale sempre più pesante con strategie di greenwashing. Ne trae una bella (seppur inevitabilmente amara) riflessione sul modello turistico contemporaneo fatto di neve finta e paradisi montani artificiali «che guida gli investimenti di oggi, in larga parte pubblici, e a mio parere andrebbe criticato prima di tutto per ragioni di giustizia sociale, prima ancora che di protezione ambientale.»


MA POI HA ANCORA SENSO FARE LE OLIMPIADI?

La stampa italiana, salvo rari casi, dice ben poco del dissenso diffuso verso le Olimpiadi, quella estera invece è molto più attenta e loquace. Al punto che in Svizzera ci si chiede che convenienza ci sia a fare ancora i Giochi olimpici: «Abbiamo visto la neve artificiale portata in Trentino. Abbiamo visto la difficoltà con la quale i lavori vengono conclusi, altri verranno conclusi nei prossimi anni. Ma c’è ancora bisogno di fare le Olimpiadi? Non vi sembra non più sostenibile dal punto di vista economico, dal punto di vista ambientale, anche dal punto di vista politico e infine, non ultimo, sportivo?»


LA BANALITÀ DELLA NEVE DI OGGI

Sul quotidiano piemontese “La Voce” si dà conto di quanto successo a Prato Nevoso, località nella quale nei giorni scorsi ha nevicato più che altrove ma certo non in modo eccezionale. Eppure è bastato qualche relativo post sui social per intasare la località di gente, traffico, confusione, rumore. E dimostrare tutta la banalità che muove e alimenta certo turismo di massa contemporaneo. «La neve non serve a sciare, a camminare, a stare. Serve a dimostrare che c’eri. La foto con i fiocchi, il video dal finestrino, la storia con l’emoji del pupazzo. L’esperienza non è viverla, è postarla. Anche bloccati in coda, purché sia documentato.»


QUASI SENZA PIÙ GHIACCIAI ENTRO IL 2100

A fronte degli effetti crescenti della crisi climatica, potremmo ancora fare molto per la tutela del pianeta e, sulle Alpi, dei ghiacciai, ma non sembra che ci sia una forte volontà al riguardo, soprattutto della politica. Eppure un nuovo e autorevole studio elaborato del Politecnico Federale (ETH) di Zurigo lancia l’ennesimo allarme: le Alpi si avviano a perdere un numero record di ghiacciai nei prossimi decenni, e se la temperatura media aumentasse di 4 gradi, come molti stimano, solo l’1% resisterà ancora per la fine del secolo, una ventina in tutto.


GORPCORE, LA MONTAGNA CHE “VA” IN CITTÀ!

Una notizia “di costume” curiosa ma comunque significativa e con possibili chiavi di lettura culturali: secondo il quotidiano zurighese “Tages-Anzeiger” e “Il Fatto Quotidiano” anche nei paesi alpini ci si veste con capi tecnici da montagna anche in città, al punto che ad esempio a Zurigo le vendite sono aumentate in un anno del 300%. Questo trend ha già un nome: gorpcore, nato durante il periodo del Covid quando la natura prometteva più che mai evasione ed equilibrio e molti si vestivano in modo più pragmatico. Paradossalmente, poi, nelle stazioni sciistiche sempre più mirate al turismo di lusso spesso ci si va in abiti eleganti da città!