Se la democrazia, anche la più compiuta e apparentemente solida, si priva della cultura – o ne viene forzatamente privata – in tempi molto rapidi si trasformerà inevitabilmente in una dittatura. Dacché la prima si alimenta innanzi tutto di cultura, prima che di politica, di economia o di altro, la seconda si alimenta di ignoranza, trovando la sua primaria ragion d’essere e di sussistenza proprio nella negazione più assoluta della cultura. Quindi, se in un paese dichiaratamente democratico la cura nei confronti della cultura – in ogni sua forma – viene meno, la strada verso il totalitarismo e l’oppressione è ampia e spianata. Ancor più se la società civile non se ne rende conto – d’altro canto una conseguenza ineluttabile, questa – della suddetta mancanza di cura verso la cultura. Conseguenza strategicamente voluta: è bene tenerlo presente, finché ci si riesce.
Categoria: (L.)
Offerte di lavoro
Mmm… Vediamo…
Ecco qua, “OFFERTE DI LAVORO”. Ho comprato un quotidiano, stamattina, per constatare cosa ci sia in giro di interessante sul tema.
Dunque… «Cooperativa di Boscaioli Etici ricerca taglialegna per ampliamento personale, no uso macchinari meccanici (motoseghe ecc.), richiesta buona esperienza nella pratica di arti marziali» (no, mai praticate arti marziali. Però, se un giorno potrò essere tra i primi colonizzatori di Marte, quando lassù l’uomo sarà sbarcato, mi piacerebbe fare il pittore, imprimere su tela i bellissimi orizzonti del pianeta… Praticherò arti marziane! Aahahah, eheh… Ehm… Vabé, nulla.)
«L’Infiammato, casa di produzione di film a luci rosse, ricerca attori per ruoli di secondo piano; richiesta massima professionalità, minima propensione alla lamentela» (“ruoli di secondo piano”… Dunque non si potrà certo intervenire nell’ideazione delle sceneggiature… No, allora no!)
«Consorzio di ditte di costruzioni tradizionali in legno d’arredamento d’interni ricerca personale particolarmente sballato e con esperienza nella lavorazione industriale e artistica dei legnami. Rivolgersi a Stube-Facenti Spa» (no, mai lavorato il legno).
«Avete serissimi problemi di natura finanziaria, legale, giudiziaria, e non sapete come risolverli? Primario ente di ricerca astronautica assume personale per pionieristiche missioni interplanetarie; esperienza di volo non necessaria, possibilità di ritorno pressoché nulle; corresponsione dello stipendio a partenza avvenuta» (eh, sì, bello, interessante! Ma non dicono quanto pagano! No, non c’è da fidarsi.)
«Massima serietà, minimo impegno, alti guadagni, difensore d’ufficio garantito» (uh, troppo facile così! No, non mi fido nemmeno di questo.)
«Cercate un lavoro non troppo faticoso e che vi possa lasciare molto tempo libero a disposizione? Importante società in profonda crisi finanziaria assume figure di vario genere e professionalità per immediato conferimento in cassa integrazione a tempo indeterminato» (Mmm, non male questo… Però temo non sia così… sostentante come lavoro, ecco.)
Be’, accidenti… Credo che non sarà proprio facile trovare un qualche impiego di soddisfazione.
(Tratto da La mia ragazza quasi perfetta, uno dei libri più importanti e maggiormente apprezzati da critica e pubblico di questa prima parte di XXI secolo – ovviamente eccetto Bella Belén, la biografia fotografica di Belén Rodriguez, il cui spessore filosofico-letterario d’altro canto è di raro valore, difficilmente eguagliabile. Credo.)
Leopardi Vs Trapper!
Non fa una piega, in effetti, con buona pace del grande Charles Darwin – il quale, d’altro canto, in che modo avrebbe potuto prevedere una tale inopinata involuzione dell’Homo Sapiens, ovvero d’una considerevole parte di essi?
(Trovata su facebook qui, in una pagina notevolissima che merita tutta la vostra attenzione. In ogni caso, per la cronaca, personalmente continuo a considerare meno peggio certi “trapper” di cert’altri pseudocantantucoli festivaldisanremesi o talentshowini. Fate voi come siamo messi, in tema di musica!)
Quelli che cercano i libri in libreria e poi li comprano on line
La Fountain Bookstore, una libreria indipendente di Richmond, nello stato americano della Virginia, poco prima di Natale ha denunciato sul proprio profilo Twitter (cliccate sull’immagine per leggere il tweet) la frequenza con la quale constata il deprecabile fenomeno dello showrooming, ovvero l’abitudine di molte persone di recarsi in libreria per cercare libri, magari chiedere consigli ai librai, fotografarne le copertine e poi acquistarli on line, su Amazon in primis, vantandosi pure di tale propria “furbizia”. Dalle nostre parti ne ha parlato Business Insider Italia: cliccate qui per leggere l’articolo, che contiene altre interessanti osservazioni intorno alla questione in oggetto.
Posto quanto sopra, e in particolare che siffatte persone, da me intercettate più volte anche qui, si vanterebbero di questo loro showrooming così deleterio per le librerie indipendenti (del cui incalcolabile valore socioculturale quali genuini presidi a difesa della pratica della lettura dei buoni libri, ergo dell’editoria di qualità, spero sia inutile riparlare), con malcelabile orgoglio permettetemi di vantarmi (non per mero snobismo polemista, semmai per doverosa par condicio) del contrario: dacché io, per abitudine ormai consolidata, cerco i libri che vorrei leggere on line e poi vado ad acquistarli dal mio piccolo librario (indipendente, ça va sans dire) di fiducia. E se non li ha, glieli ordino e in pochi giorni li faccio arrivare. In fondo, l’attesa della lettura di un libro è essa stessa parte del piacere di poterlo leggere, no?
Ecco.
David Bowie, 10 gennaio
Se devo pensare a un personaggio al quale, nell’epoca contemporanea, poter affiancare la qualifica di mito (nell’accezione popolare ancorché nobile del termine) senza alcuna remora e rischio di sopravvalutazione, penso a David Bowie.
E, in tutta sincerità, faccio fatica a pensare a qualcun altro, almeno con la stessa facilità.