Quelli che cercano i libri in libreria e poi li comprano on line

La Fountain Bookstore, una libreria indipendente di Richmond, nello stato americano della Virginia, poco prima di Natale ha denunciato sul proprio profilo Twitter (cliccate sull’immagine per leggere il tweet) la frequenza con la quale constata il deprecabile fenomeno dello showrooming, ovvero l’abitudine di molte persone di recarsi in libreria per cercare libri, magari chiedere consigli ai librai, fotografarne le copertine e poi acquistarli on line, su Amazon in primis, vantandosi pure di tale propria “furbizia”. Dalle nostre parti ne ha parlato Business Insider Italia: cliccate qui per leggere l’articolo, che contiene altre interessanti osservazioni intorno alla questione in oggetto.

Posto quanto sopra, e in particolare che siffatte persone, da me intercettate più volte anche qui, si vanterebbero di questo loro showrooming così deleterio per le librerie indipendenti (del cui incalcolabile valore socioculturale quali genuini presidi a difesa della pratica della lettura dei buoni libri, ergo dell’editoria di qualità, spero sia inutile riparlare), con malcelabile orgoglio permettetemi di vantarmi (non per mero snobismo polemista, semmai per doverosa par condicio) del contrario: dacché io, per abitudine ormai consolidata, cerco i libri che vorrei leggere on line e poi vado ad acquistarli dal mio piccolo librario (indipendente, ça va sans dire) di fiducia. E se non li ha, glieli ordino e in pochi giorni li faccio arrivare. In fondo, l’attesa della lettura di un libro è essa stessa parte del piacere di poterlo leggere, no?
Ecco.

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INTERVALLO – Colonia (Germania), Buchhandlung Walther König

Come rimarcare in modo indubitabile di essere una libreria, nel bel mezzo di una grande città e dei suoi spesso impersonali palazzoni?
Ad esempio, come fa la Libreria Walther König di Colonia, una delle più grandi della città tedesca:

sta-sve-cujem-i-vidim-kao-prodavac-u-knjizari-body-image-1457005690In fin dei conti, è anche un buon modo per mettere sempre negli occhi delle persone i libri, generandone curiosità e attrazione ovvero voglia di leggere, no? Un’azione urbana del tutto semplice eppure assai coinvolgente, questa, che – continuo a ribadirlo ad ogni buona occasione – manca parecchio, da noi. E si vede.

768px-buchhandlung_walther_konig_koln_0637-39Cliccate sulle immagini per visitare il sito web della libreria.

INTERVALLO – Auvers-Sur-Oise (Francia), “La caverne aux livres”

Di sicuro è una delle librerie più strane e particolari del mondo, La caverne aux livres nel piccolo comune di Auvers-Sur-Oise, a nord di Parigi: un vecchio treno sul binario morto di una stazione ferroviaria dismessa i cui vagoni traboccano ora di libri, con particolare cura verso edizioni vecchie e rare ma anche verso l’editoria per l’infanzia. Ma non serve certamente essere bambini per rimanere affascinati da una libreria del genere…
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Cliccate sulle immagini per saperne di più e per vedere altre fotografie della libreria.

INTERVALLO – Tokyo (Giappone), Daikanyama T-Site Bookstore

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Se si vuole disquisire di architettura contemporanea (e non solo, ovviamente), non si può prima o poi non finire in Giappone, paese tra quelli che ripone particolare attenzione alla cura architettonica dei luoghi dedicati alla cultura, sia pubblici che privati: ottimo esempio di ciò è la libreria Daikanyama T-Site di Tokyo, che peraltro colpisce non solo per l’estetica ma pure per la vastità dei suoi ambienti. Va bene, siamo a Tokyo, città di più di 15 milioni di abitanti: tuttavia, inutile dirlo, la Daikanyama T-Site non è certo la sola libreria esistente, e comunque un luogo così enorme deputato ai libri e alla lettura lascia senza dubbio a dir poco a bocca aperta…
Cliccate sull’immagine per saperne di più…