Quelli che cercano i libri in libreria e poi li comprano on line

La Fountain Bookstore, una libreria indipendente di Richmond, nello stato americano della Virginia, poco prima di Natale ha denunciato sul proprio profilo Twitter (cliccate sull’immagine per leggere il tweet) la frequenza con la quale constata il deprecabile fenomeno dello showrooming, ovvero l’abitudine di molte persone di recarsi in libreria per cercare libri, magari chiedere consigli ai librai, fotografarne le copertine e poi acquistarli on line, su Amazon in primis, vantandosi pure di tale propria “furbizia”. Dalle nostre parti ne ha parlato Business Insider Italia: cliccate qui per leggere l’articolo, che contiene altre interessanti osservazioni intorno alla questione in oggetto.

Posto quanto sopra, e in particolare che siffatte persone, da me intercettate più volte anche qui, si vanterebbero di questo loro showrooming così deleterio per le librerie indipendenti (del cui incalcolabile valore socioculturale quali genuini presidi a difesa della pratica della lettura dei buoni libri, ergo dell’editoria di qualità, spero sia inutile riparlare), con malcelabile orgoglio permettetemi di vantarmi (non per mero snobismo polemista, semmai per doverosa par condicio) del contrario: dacché io, per abitudine ormai consolidata, cerco i libri che vorrei leggere on line e poi vado ad acquistarli dal mio piccolo librario (indipendente, ça va sans dire) di fiducia. E se non li ha, glieli ordino e in pochi giorni li faccio arrivare. In fondo, l’attesa della lettura di un libro è essa stessa parte del piacere di poterlo leggere, no?
Ecco.

Annunci

11 pensieri su “Quelli che cercano i libri in libreria e poi li comprano on line”

  1. Non succede solo con i libri…ora anche con il vestiario, tanto che alcuni negozianti hanno messo una “tassa per la prova”, da restituirsi in caso di acquisto.
    Ma la bellezza di sfogliare un libro magari chiedendo consiglio o delucidazioni al libraio…dove la mettiamo?

    1. Infatti… Pure alcune librerie hanno provocatoriamente proposto un biglietto d’ingresso.
      Per carità, ognuno può far ciò che vuole, ma almeno che lo faccia con classe e senza disdegno per il valore del lavoro altrui!

  2. Sono d’accordo. Non disdegno l’acquisto online, ma trovo profondamente maleducato questo comportamento, la scelta in negozio e l’acquisto in rete. Penso però che i commercianti debbano impegnarsi a dare qualcosa che Amazon non dà, limitarsi a mettere una “tassa” di ingresso mi sembra perdente in partenza

    1. E’ vero, Paola. Infatti credo proprio che la proposta d’un biglietto d’ingresso sia meramente provocatoria, giusto per far capire i termini della questione e sollecitarne la presa di coscienza. Quello che i librai possono dare in più di Amazon è se stessi: e può essere tantissimo, un vero valore aggiunto impareggiabile da qualsiasi negozio on line. Per questo il mestiere di libraio è tanto importante, e per questo solo il vero appassionato di libri e lettura sa essere un buon libraio.

      1. La professionalità è sempre preziosa, non solo per i libri. Penso che si debba puntare su questo. Poi Amazon esiste ed è inutile far finta di niente

      2. Esistono anche troppo italiani che non leggono, peraltro. Che è poi un handicap nazionale dal quale bene o male (ovvero con o senza Amazon) derivano tutti gli altri problemi al riguardo, purtroppo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.