Se Freud fosse qui e avesse una radio da ascoltare…

…Certamente ascolterebbe RADIO THULE
O quanto meno ascolterebbe RCI Radio lunedì prossimo 7 maggio, dalle ore 21.00, perché nella prossima puntata di RADIO THULE si parlerà parecchio di Sigmund Freud ma in modo assolutamente originale, grazie a un libro che ne romanza gli ultimi mesi di vita in un racconto ironico e deviante, sagace tanto quanto sorprendente: una di quelle storie che sa coinvolgere e affascinare pagina dopo pagina, così come lo sa fare il suo arguto autore che, naturalmente sarà il prestigioso ospite della puntata insieme a… parecchio profumo di sigari, così intenso che, forse, lo sentirete persino voi che sarete in ascolto alla radio!

Comunque, a breve qui sul blog ne saprete di più al riguardo. Per ora, dunque, segnatevi l’appuntamento a lunedì sera, 7 maggio, alle ore 21 live in FM e streaming su RCI Radio per l’11a puntata di RADIO THULE: ospiti, un brillante scrittore bergamasco e il suo intrigante ultimo libro! Save the date!

Domani sera, a Bergamo, con Giacomo Paris e i sigari di Sigmund Freud!

Domani sera, alle 18.00, sarò alla libreria La Feltrinelli di via XX Settembre 55 a Bergamo, per dialogare con Giacomo Paris e godere dell’onore di presentare il suo ultimo romanzo breve, Il sigaro di Freud (Bolis Edizioni). Un racconto ironico e insieme malinconico, tanto sagace quanto sorprendente: una di quelle storie che vi sa coinvolgere pagina dopo pagina, catturandovi e trascinandovi in un originale cammino narrativo che per giungere alla sua meta vi attraverserà l’animo e lo spirito, oltre che la mente, lasciandovi ovunque sensazioni parecchio intense.

Insomma, poste tali premesse letterarie, quella di domani con Giacomo Paris – e con Freud, in fondo! – sarà senza dubbio una chiacchierata divertente e stimolante. Cliccate sul libro per saperne di più e venite ad ascoltarci: ne varrà la pena!

Luce, colore, suono, Tiziano Milani, Jorrit Tornquist (e io!)

È veramente un grande privilegio, per me, fare (pur piccola) parte di LIGHT + COLOR + SOUND (music for Jorrit Tornquist’s exhibition), l’opera musicale di Tiziano Milani appositamente composta per gli 80 anni di Jorrit Tornquist, architetto/artista (e non solo) tra i più importanti in Europa (e non solo!) e per la mostra che ha celebrato il genetliaco, allestita presso la Galerie Leonhard di Graz, città natale di Tornquist. Un privilegio perché in primis lo è sempre la collaborazione con Tiziano Milani, uno dei musicisti sperimentali italiani più apprezzati in assoluto (che devo ringraziare di cuore per avermi coinvolto nel progetto), e perché grazie a ciò ho potuto conoscere e studiarmi il lavoro di Tornquist, vero e sorprendente crogiuolo di arte, architettura, scienza, filosofia, psicologia in forma di opere artistiche – ma tale definizione risulta inevitabilmente limitata, posto quanto appena evidenziato.

Ho cercato dunque di avvicinare e mettere in contatto i due mondi, quello sonoro di Milani e quello visuale di Tornquist, entrambi dotati di “colore” nelle numerose accezioni del termine, cercando – per quanto consentito dalla necessaria concisione di un testo dedicato alla copertina di un CD – di mettere in luce (termine quanto mai consono) le comuni peculiarità e le similari percezioni che, più o meno consciamente, il fruitore delle opere (CD incluso) si ritrova a cogliere:

LIGHT + COLOR + SOUND (music for Jorrit Tornquist’s exhibition) è pubblicato da Setola di Maiale: cliccate sulle immagini delle copertine del CD per visitare il sito web e saperne di più sull’opera oltre che, ovviamente, per acquistarla!

Odissee serie, e altre più facete

Ieri erano esattamente 50 anni dalla prima anteprima mondiale di 2001: Odissea nello Spazio, un film che definire un capolavoro è cosa sminuente – ma certamente non serve che vi rimarchi ciò: già lo hanno fatto in tanti, ben più titolati dello scrivente (ad esempio vedi qui).
Semmai, io ho saputo fare di ben peggio: empiamente, ho osato prendere un fotogramma da una delle sequenze più famose e affascinanti del film, quella del ritrovamento del Monolite Nero sulla Luna, e trasformarlo nella pubblicità di un mio libro umoristico, Cercasi la mia ragazza disperatamente.

Tuttavia voglio chiedere indulgenza e comprensione, assicurando che allora come oggi è solo un modo, ehm… “esclusivo” per rimarcare l’importanza epocale della pellicola e la sua illimitata influenza. Ecco.

(Beh, empietà per empietà, in fondo anche Cercasi la mia ragazza disperatamente racconta di una “odissea”, e pure lo “spazio” c’entra e persino la filosofia. La quale è “amore per la sapienza” ovvero ricerca della verità, infatti anche il protagonista del libro compie una lunga ricerca e niente affatto semplice: “Come cercare un filo di paglia in un aghificio, o un can che abbaia mentre morde, oppure un delizioso brodo di gallina adolescente []”)

Gillo Dorfles (1910-2018)

Ci sarebbe tutto un lavorio da svolgere, a cominciare dall’educazione artistica e musicale dei bambini. Ma siamo ai minimi termini da un punto di vista pedagogico. Comunque non bisogna rassegnarsi. La forza della sensibilità estetica – senza barriere di generi e linguaggi e applicata al quotidiano – è indispensabile per contrastare la dittatura dello sgradevole.

(Gillo Dorfles, da Italia disunita e senza stile dove ormai è in vigore la dittatura dello sgradevole, L’Unità, 11 aprile 2010, intervista di Bruno Gravagnuolo.)

Parte sostanziale della grandezza dei più insigni intellettuali – ovvero di quelle figure per le quali tale termine sia assolutamente sensato e giustificato – è da sempre anche la dote di saper condensare il senso e l’essenza di un momento storico, una disciplina umana, un ambito culturale e sociale, modus vivendi e cogitandi e ogni altra cosa simile in poche e perfette parole, capaci di riassumere concetti chiari e determinati e, al contempo, di essere fonte di innumerevoli altre conseguenti riflessioni, meditazioni, nozioni, conoscenze, saperi.

Gillo Dorfles ha saputo fare ciò, e lo ha fatto lungo l’intero secolo scorso e in questi primi anni del nuovo millennio con un’acutezza intellettuale più unica che rara, non solo negli ambiti di sua competenza ma nella visione e nella considerazione di ogni altra realtà con la quale decidesse di interagire. Si veda ad esempio quella definizione, “dittatura dello sgradevole”, tanto sublime quanto drammaticamente perfetta per descrivere in breve tanta (troppa) parte dell’odierna situazione italiana – tanto più proprio in queste ore di ennesima messinscena elettorale (o pseudo tale)!

E posto che di figure per le quali il termine “intellettuale” sopra risulti sensato e giustificato/giustificabile ce ne sono sempre meno, la dipartita di un personaggio come Dorfles lascia un altro triste spazio vuoto, in senso culturale e umano, nonché difficilmente – forse impassibilmente  – colmabile, per questo nostro barcollante paese.