…di genere, beh… non giallo, nemmeno noir o rosa… rosso o bianco, ecco!
(Bellano, maggio 2017. Per chi non lo conoscesse, Carlo Porta è lui.)
(Dal Comunicato Stampa ufficiale dell’evento:)
La X° edizione di “Piccoli Editori in Fiera”, la rassegna di Bellano dedicata all’editoria indipendente, ospiterà domenica prossima 7 maggio alle ore 10.30 la premiazione del concorso letterario “Racconti dal Lago”, promosso da Historica Edizioni e da Cultora, il portale italiano di informazione culturale, giunto quest’anno alla seconda edizione.
Trentadue i racconti selezionati tra i numerosi giunti alla giuria e firmati da autori residenti nelle province di Como e Lecco, i quali compongono il volume edito da Historica e curato dallo scrittore Luca Rota che verrà presentato in prima assoluta durante la premiazione di domenica. Sono testi, quelli selezionati, che nella molteplicità di stili, linguaggi e generi, si caratterizzano per una costante e notevole qualità letteraria, i cui autori dimostrano di aver saputo interpretare ed esprimere al meglio uno degli scopi principali del concorso, esplicato nel bando dello stesso: “Esplorare il talento letterario e portare alla luce gli autori che risiedono nel territorio affacciato sulle rive del Lago di Como, la cui grande bellezza genera da sempre, oggi come in passato, un potente influsso culturale, artistico ed espressivo.” Ne è dunque scaturita una raccolta sorprendente sotto molti punti di vista, che a suo modo si dimostra degna della grande tradizione letteraria che da sempre contraddistingue il Lario, nella scia – anzi, per rimanere in tema lacustre, sull’onda assai ampia dei numerosi grandi scrittori (da Plinio il Vecchio a Paolo Diacono, a Wordsworth, Stendhal, Flaubert, Twain, Foscolo, Hesse… oltre al Manzoni, naturalmente) che riguardo il loro incontro con il Lago di Como e i suoi paesaggi hanno lasciato testimonianze vibranti e tutt’oggi assolutamente suggestive.
Con inedita profusione di quantità e qualità espositiva, e come ideale seguito della mostra dedicata qualche mese fa dal MUDEC all’altro grande “genio maledetto” dell’arte dell’ultimo Novecento, Jean-Michel Basquiat, About Art porta negli spazi di Palazzo Reale a Milano tutta la potenza artistica espressiva nonché lo straordinario (e tutt’oggi troppo sottovalutato) retaggio culturale di Keith Haring, in un’esposizione capace di sorprendere e affascinare in modo inaspettato.
Conosciuto dal grande pubblico più come street artist (o graffitaro, come si diceva ai tempi) soprattutto per via delle sue icone più identificanti – il “bambino radiante”, il cane che abbaia, l’omino stilizzato che balla, divenute loghi di innumerevoli cose oltre che degli stessi anni ’80 del Novecento – Keith Haring in verità è stato un artista estremamente colto e inopinatamente legato alla produzione artistica classica, molto spesso rinascimentale italiana, della quale ha disseminato di riferimenti molte sue opere. Dietro il tratto apparentemente semplice e legato al costume dell’epoca (invero assai dotto e raffinato, se analizzato per bene), le sue opere rivelano profondità tematiche ed espressive forse tra le più alte e strutturate dell’intera pop art, movimento che con Haring tocca uno degli apici assoluti. Come in un percorso artistico inverso rispetto a quello di altri pop artists, che trasportavano i riferimenti artistici classici in ambiti popolari contemporanei, nella forma e nella sostanza, Haring ha invece portato la pop art a riconnettersi con la storia dell’arte e con le sue matrici fondamentali, senza tuttavia perdere nulla della propria contemporaneità e della capacità di essere compresa ovvero di arrivare, anche solo iconicamente, a tutte le persone – obiettivo che l’artista americano ha sempre considerato fondamentale per la sua produzione artistica.
Così, il suo tratto semplice, a volte quasi infantile, così “normale” rispetto all’ambiente nel quale viene inserito (i luoghi urbani, la strada, le stazioni della metropolitana soprattutto) e del quale diviene segno distintivo, diventa uno strumento estremamente funzionale a rendere popolare un linguaggio artistico invece denso e strutturato, tratteggiando con rara forza ed efficacia espressiva lo storia sociale e culturale d’una intera epoca, espansa anche oltre il decennio nel quale Haring opera, non di rado con creatività tanto potente e visionaria da diventare profetica. Tuttavia, la sua apparente matrice pop(olare), la quale rende frequenti soggetti delle sue opere le icone più celebri dell’epoca e dell’intero secolo scorso – Mickey Mouse, per dirne una – non gli impedisce di riferirsi spesso e volentieri ad ambiti ben più insoliti, dai quali trae ispirazioni assolutamente affascinanti – l’arte precolombiana, ad esempio. Riferimenti che, in aggiunta a quelli ben più classici prima citati (tra i quali è preponderante Hieronymus Bosch), dotano la produzione artistica di Haring di raro eclettismo e altrettanto rara poliedricità espressiva.Avete tempo di visitare Keith Haring. About Art fino al prossimo 18 giugno – cliccate sull’immagine in testa al post per visitare il sito web dedicato alla mostra. E, vi assicuro, sarà tempo assolutamente ben speso, grazie al quale vi si genererà un’esperienza culturale di grande forza e suggestione.
Domenica 7 maggio prossimo a Bellano, nell’ambito di Piccoli Editori in Fiera 2017, avrò l’onore e il piacere di presentare il volume che raccoglie i testi selezionati per la seconda edizione del concorso letterario Racconti dal Lago, promosso da Historica Edizioni (che cura la pubblicazione del volume) e da Cultora, il portale italiano di informazione culturale – concorso per il quale ho fatto da curatore, spero nel modo migliore possibile.
Sarà un onore, appunto, presentare una raccolta veramente sorprendente sotto molti punti di vista, che nelle molteplici voci letterarie da cui è composta (per le quali gli autori meritano un grande plauso) riesce a interpretare bene quello che è lo scopo “culturale” del concorso, ovvero la trasmutazione della bellezza del paesaggio del Lago di Como e delle emozioni che sa suscitare in genuina e intensa espressività letteraria, sulla scia – anzi, sull’onda (assai ampia) dei numerosi grandi scrittori (da Plinio il Vecchio a Paolo Diacono, a Wordsworth, Stendhal, Flaubert, Twain Foscolo, Hesse… oltre al Manzoni, naturalmente) che nel passato hanno fatto altrettanto, lasciando circa il loro incontro con il Lario testimonianze vibranti e tutt’oggi assolutamente suggestive.
D’altro canto, come recita la quarta di copertina del volume…:
“Il segreto della felicità è possedere una decappottabile e un lago” sosteneva Charles M. Schulz, il creatore dei Peanuts. Il lago c’è, è quello di Como ed è tra i più belli al mondo, da sempre ispirante generazioni di artisti e scrittori. Come una “decappottabile” letteraria con a bordo trentadue intensi racconti, questa raccolta ne esplora le rive geografiche, le sponde emozionali, le coste che riflettono sull’acqua tutta la bellezza e la vitalità delle suggestioni che vi scaturiscono, la cui lettura è un viaggio assolutamente intrigante. Come la scoperta del segreto d’una lacustre felicità.
Cliccate sull’immagine soprastante per leggere il programma dell’intera manifestazione, e… Ci vediamo a Bellano, domenica 7 maggio alle ore 10.30, con molti degli autori presenti nella raccolta! Non mancate!
Anche gli scali aeroportuali milanesi entrano nel prestigioso novero degli “aeroporti bibliofili” e, in occasione di Tempo di Libri, inaugurano le Book Fly Zone: nelle aree arrivi e partenze dei terminal di Milano Linate e Milano Malpensa (terminal 1 e terminal 2) sono state installate ben 9 librerie per il book crossing a disposizione dei viaggiatori in partenza e in transito. Le librerie sono state disegnate da Giorgio Caporaso, creatore della Ecodesign Collection per il brand italiano Lessmore i cui arredi sono espressione di una vera e propria filosofia “green”, rispettosa dell’ambiente e basata sui principi della componibilità, personalizzazione e riciclabilità. Ogni modulo “More Light” delle librerie (45×45 cm) è, infatti, realizzato in cartone 100% riciclabile. L’AIE ha fornito 6.000 libri del progetto #ioleggoperché che, insieme a quelli donati dall’Associazione NoiSeA, rappresentano la dotazione iniziale dei punti di book crossing.
Cliccate sull’immagine in testa al post per leggere uno dei tanti articoli dedicati alle Book Fly Zone e saperne di più.