Dire di aver fatto cose che non si è fatto

Dunque, ora il “mantra” è questo: dire di aver fatto e di fare cose in verità mai fatte, ovvero di mantenere le promesse fatte anche se giammai mantenute per come erano state promesse. Prima invece era: fare promesse senza mantenerle ovvero senza far nulla, ma continuare a prometterle promettendo pure di mantenerle.

Tutto cambia affinché nulla cambi, al solito. O, per dirla in altro modo e come sancisce la nota regola aritmetica: cambiando l’ordine dei fattori il prodotto non cambia (con tutto il rispetto per i fattori e il loro nobilissimo lavoro agricolo!)

Insomma: è un po’ come se Cristoforo Colombo avesse dichiarato di giungere da Occidente alle Indie Orientali ma, arrivato nemmeno troppo al largo, fosse tornato indietro garantendo tuttavia di esservi giunto, alle Indie Orientali, per giunta accusando i dubbiosi al riguardo di essere servi prezzolati dal Re di Portogallo. Oppure, come se avesse promesso di saper raggiungere da Occidente le Indie Orientali e, dopo aver preso il largo in pompa magna, avesse navigato a poche miglia dalla costa senza mai prendere il largo ma assicurando che sì, appena possibile le vele sarebbero state alzate per dirigersi verso il mare aperto, confermando di nuovo la promessa.
Invece Colombo sì, lui la via per le Indie Orientali la scoprì, come promesso. E così saltò pure fuori la scoperta dell’America, già.
Altrimenti saremmo ancora qui a cercare il modo di non cadere dal bordo della “terra piatta”. Anzi, non “saremmo”, siamo. Ecco.

Tutto ciò che vediamo è falso


Qualche anno fa, tutto quello che sapevamo era falso.
Oggi, tutto quello che vediamo è falso.
Tuttavia qualche anno fa, ancora, se non vedevamo non credevamo e non pensavamo di sapere. Oggi, invece, non vediamo realmente nulla ma crediamo a tutto e pensiamo di sapere tutto.

Benvenuti nell’era dell’Homo ex Sapiens!

#iostoconburioni

Ecco. Anzi, mi sta sempre più convincendo – a me che mi faccio vanto d’essere sempre gentile, disponibile e diplomatico – che il suo atteggiamento intransigente nei confronti degli ignoranti sia l’unico veramente efficace per sconfiggere l’ignoranza, ben più che un processo di rieducazione culturale che, gioco forza, impiegherebbe troppe energie e troppo tempo (visti anche i numerosi inqualificabili media che fanno da cassa di risonanza alle varie ignoranze diffuse) col rischio che una tale terribile pandemia superi definitivamente il punto di non ritorno e seppellisca del tutto l’intelligenza e il buon senso, oltre che il futuro di noi tutti.

Dunque: #iostoconburioni

(Cliccate sull’immagine per visitare il nuovo sito medicalfacts.it, creato dal professor Burioni per contrastare la diffusione di balle (non) scientifiche e relative fake news.)

Gli intellettuali voltagabbana

La libertà intellettuale è una tradizione profondamente radicata, senza la quale è improbabile che esisterebbe la nostra cultura specificatamente occidentale. È una tradizione alla quale molti dei nostri intellettuali stanno visibilmente voltando le spalle.

(George OrwellLibertà di stampa, in Romanzi e saggi, a cura di Guido Bulla, Mondadori, Milano, 1999; orig. The Freedom of the Press, 1945.)
Nota personale: l’intellettuale che volta le spalle non è solo quello che si venda ai potenti di turno, è pure quello che abdichi al proprio ruolo di patrocinatore della cultura e del buon senso relativo allineandosi alla squallida cacofonia imperante. Sperando così di salvaguardare quel suo presunto ruolo e il (presunto) prestigio della relativa immagine pubblica ma, in verità, diventando esso stesso squallido elemento antitetico alla cultura e alla libertà intellettuale. C’è pieno, di questi intellettuali-voltagabbana culturali, inutile rimarcarlo.

Novanta-virgola-tre milioni di dollari

Portrait of an artist (pool with two figures) di David Hockney è l’opera d’arte di un artista vivente più costosa di sempre, essendo stata battuta oggi all’asta da Christie’s a New York per la cifra record di 90,3 milioni di dollari (80 milioni di Euro). Alla sua prima vendita, nel 1972, il suo gallerista a New York lo aveva venduto per 18.000 dollari: facendo un calcolo molto rozzo, si può dire che da allora a oggi abbia reso più del 10.000% all’anno.
Dunque non solo l’arte fra tutte le menzogne è ancora quella che mente di meno, come diceva Flaubert, ma a ben vedere è pure quella che rende veramente di più. E, in fondo, non solo finanziariamente.

Cliccate sull’immagine dell’opera per ingrandirla oppure qui per visitare il sito web di David Hockney. Per verificare invece se anche voi potete permettervi l’acquisto di un’opera del genere dovete controllare il saldo del vostro conto corrente bancario, o eventualmente contare i soldi nascosti sotto qualche piastrella di casa o in altro nascondiglio similare. Io non posso aiutarvi, in tal caso. Ecco.