Più libri più liberi più Lucerna!

Da oggi a domenica Lucerna, il cuore della Svizzera lo trovate (anche ma non solo, ovviamente) a Più libri più liberi, la fiera nazionale della piccola e media editoria di Roma, presso lo stand di Historica Edizioni!

lucerna_piulibri2016Cliccate sull’immagine per visitare la pagina di Historica nel sito di Più libri più liberi, oppure cliccate qui per la home page del sito stesso, con tutte le informazioni utili per la visita della fiera.
Per ogni dettaglio sul libro, invece, cliccate QUI.

Dunque, questa volta – senza pensare di sbagliare strada: andate a Lucerna passando per Roma – con il libro tra le mani, ovviamente!

Alta Vita

logo_alta-vita_slogan_300Alta+Vita: come la vita sulle/delle “Terre Alte” di montagna, “alta” in senso altimetrico, alta ovvero nobile, civilmente elevata, culturalmente profonda, e alta ovvero elevata sopra il mondo così da poterlo osservare meglio, e meglio comprendere.
Alta Vita: quando la montagna è autentica scuola di vita anche, se non soprattutto, per la pianura e la città.

Alta Vita è, al momento*, una community sul web, un contenitore di realtà, esperienze, eventi, riflessioni, idee, progetti, aspirazioni (nel bene e, al caso, anche nel male) sulla vita nelle “Terre Alte” di montagna e sulla loro facoltà di essere potenziale modello di “modus vivendi” virtuoso anche per le genti di quelle pianure spesso ormai profondamente trasformate in zone prive di identità e ricolme di “non luoghi”, le quali nella cultura di montagna (ovvero in quel che resta da salvaguardare e (ri)valorizzare di essa) potrebbero trovare la via per una rinascita sociale, civica, culturale, etica.

L’idea di fondo di Alta Vita trova le sue basi in questo articolo-manifesto, del quale uno dei passaggi “basilari” al proposito è il seguente:

“La montagna e la sua Natura (in senso generale) ancora “brada” possono concedere all’uomo quello spazio di azione civica che la città – ovvero l’ambito industrializzato, superantropizzato, ipermediatizzato, socialmente degradato e soggiogato alle più basse strategie consumistiche – forse non può più offrire, a causa dell’imminente autosoffocamento sociale. Bisogna salire, per ritrovare noi stessi e il mondo “nostro” – quello che dovremmo desiderare per vivere bene: all’apparenza quasi un anelito spirituale (come lo interpretò Henry Wadsworth Longfellow quasi due secoli fa nel suo celebre componimento “Excelsior!”, letteralmente “più in alto”, in un’epoca nella quale la montagna era ancora totalmente viva) che tuttavia c’è da augurarsi possa essere un concretissimo invito a riscoprire la migliore “via sociale” da seguire, per non ritrovarsi sempre più ridotti a numeri uguali a tanti altri, dunque formalmente inutili, in una società simile a un arido e sterile deserto etico.”

Alta Vita è qui, su facebook, e qui, nel sito/blog. Seguiteli, e buona vita sulle Terre Alte!

*: al momento, in quanto l’aspirazione di Alta Vita è quella di divenire col tempo una comunità non solo virtuale, sul web, ma anche assolutamente reale, in forme associative da definirsi ma senza dubbio attive e propositive nei e per i territori d’elezione. Sarà il tempo, appunto, nonché l’interesse e i contatti nel mentre raccolti, a stabilire tali sviluppi: è un percorso verso l’alto, e come tale mirante non solo ad una vetta da raggiungere ma, soprattutto, ad una proficua elevazione. Se nel viaggio la meta è il viaggio stesso, nella salita la vetta è l’ascendere sempre più, arrivando più in alto possibile. Ogni pur piccolo passo in più è, a suo modo, una vetta raggiunta.

Non tralasciate di scrivere il libro della vostra anima (Carl Gustav Jung dixit)

Vorrei suggerirvi di tenere traccia di tutto in un bel libro rilegato. Potreste avere l’impressione di banalizzare le vostre visioni ma sarà il modo per liberarvi dal loro potere e questa pratica finirà per diventare necessaria. Quando le visioni sono custodite in un libro prezioso è possibile sfogliarlo pagina dopo pagina: sarà la vostra chiesa, la vostra cattedrale, il luogo silenzioso in cui il vostro spirito si rinnoverà. Non date retta a chi vi dice che è un esercizio inconsistente o nevrotico: se ascoltate queste persone perderete l’anima. Perché quella che c’è nelle pagine del libro è la vostra anima.

(Carl Gustav Jung, citato in Maurizio Principato, John Zorn. Musicista, compositore, esploratore (Auditorium – Hans & Alice Zevi Editions, Milano, 2011, pag.261-262.)

JungAttenzione, non fraintendete: quello che Jung invita a fare non è ciò che forse crederete già di fare con la vostra attività sui social network, la quale potrebbe sembrare la versione contemporanea di quanto affermato dal grande psichiatra svizzero. No, in realtà è l’esatto opposto. E perché lo sia l’ho già spiegato – pur con differente contestualizzazione, qui tempo fa. In fondo – pensateci bene – oggi che tutti quanti stiamo a scrivere tutto (o quasi) di noi sui social, la nostra società ha sempre meno memoria collettiva, sempre meno capacità di ricordare. Non è un caso, io credo.