Leggere libri fa diventare più intelligenti (Richard Powell dixit)

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Come ho già detto non è che Holly aveva questo gran cervellone, ma aveva letto un fulmine di libri, e quando uno non è troppo intelligente questo del leggere tanti libri è un sistema che aiuta parecchio.

(Richard Powell, Vacanze matte (Einaudi, collana “Stile Libero Big”, 2011, p.43)

A parte che Holly è invece parecchio intelligente, come potrete scoprire leggendo il romanzo del quale disserto qui, il sistema di cui sopra resta il più ovvio, facile e immediato tanto quanto sorprendentemente efficace, per diventare dei cervelloni. Per questo è così sovente ostracizzato dal potere, il quale ha convinto molti che a diventare intelligenti ci si complica la vita. Meglio idioti e spensierati, insomma. Meglio non capirci nulla, del mondo d’intorno, che sennò è un attimo che ci monta la carogna – contro il mondo stesso e i potenti che lo governano.

Eugenio Pesci, “La scoperta dei ghiacciai. Il Monte Bianco nel ‘700”

cop_la-scoperta-dei-ghiacciaiSe si considera quanto oggi un panorama alpino, ovvero un orizzonte che sia chiuso dalle linee frastagliate delle vette delle Alpi – ancor più se innevate – sia gradito da tutti, oppure se constatiamo su quante di quelle vette giungano impianti di risalita ed esistano infrastrutture turistiche che ne consentano la frequentazione di massa e il godimento diretto della loro bellezza in tutta comodità e senza alcuna remora, pensare che un tempo la gente non avesse quasi nemmeno il coraggio di levare lo sguardo verso quegli stessi monti sembrerebbe cosa riferita ad epoche a dir poco primitive.
Invece è realtà di nemmeno 3 secoli fa, quando già la rivoluzione industriale stava riscaldando i propri motori (a vapore) per ribaltare il mondo e la gran parte del globo terracqueo era stata esplorata e conosciuta, almeno geograficamente. In effetti, s’è dovuto attendere l’età dei lumi per convincere i meno ingenui che lassù, sulle montagne più alte, non vi fossero affatto spiriti maligni, draghi e demoni come la superstizione popolare di matrice religiosa faceva credere. E proprio su tale “scoperta” – termine che parrebbe fuori luogo ma, appunto, a ben vedere è assolutamente adeguato – disserta Eugenio Pesci in La scoperta dei ghiacciai. Il Monte Bianco nel ‘700 (CDA – Centro Documentazione Alpina, Torino 2001). Da abile e raffinato indagatore dell’essenza filosofica presente alla base della frequentazione alpestre – riversata peraltro anche in ottime guide alpinistiche, Le Grigne della collana “Guida ai Monti d’Italia” CAI-TCI, per dirne una – Pesci ci racconta la lunga epopea che dal tempo in cui si pensava che, appunto, le alte vette montane fossero la tana di esseri demoniaci e i ghiacciai venivano raffigurati come lunghi mostri dalle fauci protese a divorare i fondovalle, ha portato a quella che fu una vera e propria scoperta dell’alta quota e del suo carattere peculiare, quello glaciale…

Raffigurazione ottocentesca di un ghiacciaio, tratta da http://www.thegorgeousdaily.com/etudes-sur-les-glaciers-by-louis-agassiz/
Raffigurazione ottocentesca di un ghiacciaio, tratta da http://www.thegorgeousdaily.com/etudes-sur-les-glaciers-by-louis-agassiz/
Leggete la recensione completa di La scoperta dei ghiacciai. Il Monte Bianco nel ‘700 cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!

INTERVALLO – Fjærland (Norvegia), “The Norwegian Booktown”

TellUs_6631_315_largeFjærland è una delle Booktown norvegesi poste ai piedi dello Jostedalsbreen, il più grande ghiacciaio dell’Europa continentale. Vecchi capannoni, case e persino un hotel sono stati trasformati in librerie, molte dotate anche di caffè, gallerie d’arte e negozi di souvenir a tema. Le librerie sono aperte tutti i giorni dal 1 maggio al 21 settembre, ma la loro attività prosegue pure d’inverno, con minor frequenza e anche se “con la neve i librai devono trasportare i libri da un luogo all’altro sulle slitte, spesso trainate a forza di gambe“, racconta uno di essi.

TellUs_5706_315_largeInoltre, a ben vedere: dove le potete trovare altre librerie che abbiano un panorama così meraviglioso?

norway-bookshopCliccate sulle immagini per saperne di più (in inglese).

Auguri, merdaccia! Fantozzi, il miglior saggio italiano di antropologia sociale, compie 40 anni

Fantozzi_Corazzata_kotiomkinUn blog come questo, che vorrebbe occuparsi di cultura sperando di farlo nel miglior modo possibile (ovvero nel modo meno peggiore), non può non celebrare l’anniversario dei 40 anni dalla prima uscita di uno dei più articolati e approfonditi saggi di antropologia sociale (in forma cinematografica) mai realizzati, in Italia: Fantozzi! Il cui primo film della serie, appunto, uscì proprio il 27 marzo 1975. Un capolavoro assoluto, che ancora oggi molti ritengono solo un film comico-demenziale più o meno divertente quando invece è, ribadisco, una delle migliori e più argute analisi della società moderna-contemporanea nazionale, delle sue devianze e del suo protagonista assoluto: l’italiano medio. Purtroppo evolutosi in questi 4 decenni fino a forme spesso ben peggiori e, dacché tali, assai meno divertenti del ragioniere originale.
Insomma: Ugo Fantozzi – anzi, Fantozzi rag. Ugo santo (laico) subito! Che tanto qualcuno al di sopra che ci assoggetterà ai suoi biechi voleri ci sarà sempre, in questa fantozziana Italietta…

Era il Mega Direttore Galattico in persona, colui che nessun impiegato al mondo era mai riuscito soltanto a vedere. Correva anzi voce che non esistesse neppure, che non fosse un uomo, ma solo un’entità astratta.

P.S.: un paio di approfondimenti sul tema. Uno, Diventare Fantozzi, di Claudio Giunta, tratto da Una sterminata domenica. Saggi sul paese che amo, Il Mulino, 2013. Due, Fantozzi, una maschera italiana, saggio di Fabrizio Buratto uscito nel 2003 per Lindau – lo trovate facilmente sul web.

INTERVALLO – USA, “The Penguin Book Truck”

Penguin_truckIl Penguin Book Truck è lo “store aziendale” mobile – se così si può definire – dei titoli della casa editrice Penguin, una delle più importanti nella storia dell’editoria, ora facente parte del gruppo Random House. La libreria mobile, adeguatamente arancione – colore identificante la casa editrice – gira gli Stati Uniti in occasione degli eventi letterari e delle fiere di settore, ovvero per ricorrenze particolari – come nello scorso ottobre 2014 per il 75° dall’uscita di Furore, il capolavoro di John Steimbeck.
Peraltro, la Penguin è famosa per avere inventato il formato tascabile, vera e propria rivoluzione nel mondo dei libri. Così si espresse sul tema Allen Lane, che fondò la casa editrice nel 1935:

Sarò il primo ad ammettere che non c’è alcuna fortuna in quest’iniziativa, ma se le mie premesse si riveleranno corrette e questi Penguin riusciranno a convertire i frequentatori delle biblioteche in acquirenti di libri, mi sembrerà di avere forse contribuito con una piccola parte alla somma di coloro che negli ultimi due anni hanno lavorato per la diffusione delle librerie e l’aumento delle vendite di libri.

Cliccate sull’immagine in testa all’articolo per saperne di più sul Penguin Book Truck (in inglese).