REMINDER! – Alla scoperta de “Le Nostre Montagne” (e delle vostre!), sabato 02/12 a Calolziocorte (Lecco)

Il prossimo sabato 2 dicembre 2017, alle ore 16.30, presso l’ex Convento di Santa Maria del Lavello a Calolziocorte (Lecco), si terrà il convegno Le Nostre Montagne, dedicato alla presentazione del nuovo e omonimo “quaderno” edito dall’Ecomuseo Val San Martino e delle articolate iniziative messe in atto per la valorizzazione culturale e turistica dei monti valsanmartinesi nonché, più in generale, alla conoscenza di una delle zone montane tra le più belle e spettacolari delle Alpi, vera cerniera alpestre tra la Pianura Padana e le maggiori vette lombarde ricca di innumerevoli “tesori” paesaggistici/naturalistici, escursionistici, storico-architettonici e culturali.

Sarò tra i relatori del convegno, con una dissertazione legata ad uno dei temi di cui più mi occupo e mi stanno a cuore, ovvero il legame tra l’uomo e il territorio e l’importanza fondamentale del conseguente rapporto antropologico, culturale e vitale.

(Cliccate sulla locandina per il formato più grande.)

Il convegno Le Nostre Montagne intende portare alla luce la grande bellezza, la peculiare ricchezza culturale e le notevoli potenzialità turistiche delle montagne che sovrastano la Val San Martino, dal celeberrimo gruppo del Resegone lungo la dorsale dell’Albenza fino alle porte di Bergamo. Di esse racconta il nuovo e omonimo quaderno ecomuseale firmato dallo scrittore, giornalista e alpinista Ruggero Meles, attraverso un testo ricco di nozioni, informazioni, suggestioni e spunti preziosi per la conoscenza dei monti valsanmartinesi, il quale verrà presentato nell’ambito del convegno e ne sarà il protagonista principale.

Ma lo sguardo che sabato 2 dicembre, dall’ex Convento del Lavello, sarà diretto verso i monti in questione vorrà essere completo di molte altre suggestioni e il più possibile approfondito: Fabio Bonaiti, coordinatore dell’Ecomuseo Val San Martino, illustrerà ai presenti l’essenza e la sostanza dell’ente ecomuseale, soggetto culturale e didattico fondamentale per il territorio della valle anche nella sua veste di “specchio” delle genti che la abitano e del loro patrimonio culturale; chi vi scrive introdurrà il pubblico alla comprensione del valore di un altro imprescindibile ausilio per la conoscenza del territorio, le carte geografiche ed escursionistiche di recente produzione, nonché alla loro altrettanto importante funzione culturale e formativa; Patrizio Rigodanza, cartografo ed editore, entrerà nel merito della creazione delle carte inerenti il territorio della Val San Martino, in senso assoluto tra le più aggiornate e dettagliate sul mercato e in ciò rappresentanti un prestigioso standard in materia; Demetrio Perucchini, alpinista e attivista del Gruppo Amici Monte Ocone, presenterà la più recente infrastruttura a scopo turistico attivata sul territorio in questione, la Ferrata del Monte Ocone, esempio concreto dell’attività di rivalorizzazione della zona collegata al più ampio e strutturato progetto in corso di rilancio dell’intera Dorsale Orobica Lecchese, messo in luce l’estate scorsa dal Viaggio sulle Orobie organizzato dall’omonima rivista proprio lungo il sentiero DOL.

Le Nostre Montagne vuole dunque essere un convegno dalle molteplici visioni protese tanto nello spazio montano valsanmartinese quanto nel tempo, ovvero verso un futuro di rinnovata e approfondita conoscenza, considerazione e valorizzazione delle montagne di Val San Martino: il tutto al fine di sviluppare su di esse un turismo di nuova concezione, culturalmente consapevole ed ecosostenibile dal quale trarre un “modello” di azione sul territorio efficace ed emblematicamente virtuoso, nonché grazie al quale consentire un’autentica rinascita di questi “nostri” monti, che potranno tornare a essere pienamente vivi soprattutto se l’uomo su di essi tornerà altrettanto pienamente e consapevolmente a vivere.

Mi auguro che l’evento vi possa interessare e che, dunque possiate essere presenti. Sarà un vero piacere incontrarvi e dibattere di tali tematiche e di ogni altra cosa affine.

(Le foto dell’articolo sono © Alessia Scaglia.)

Un convegno per conoscere un territorio montano tra i più belli delle Alpi, il prossimo 2 dicembre a Calolziocorte

Il prossimo sabato 2 dicembre 2017, alle ore 16.30, presso l’ex Convento di Santa Maria del Lavello a Calolziocorte (Lecco), si terrà il convegno Le Nostre Montagne, dedicato alla presentazione del nuovo e omonimo “quaderno” edito dall’Ecomuseo Val San Martino e delle articolate iniziative messe in atto per la valorizzazione culturale e turistica dei monti valsanmartinesi nonché, più in generale, alla conoscenza di una delle zone montane tra le più belle e spettacolari delle Alpi, vera cerniera alpestre tra la Pianura Padana e le maggiori vette lombarde ricca di innumerevoli “tesori” paesaggistici/naturalistici, escursionistici, storico-architettonici e culturali.

Sarò tra i relatori del convegno, con una dissertazione legata ad uno dei temi di cui più mi occupo e mi stanno a cuore, ovvero il legame tra l’uomo e il territorio e l’importanza fondamentale del conseguente rapporto antropologico, culturale e vitale.

(Cliccate sulla locandina per il formato più grande.)

Il convegno Le Nostre Montagne intende portare alla luce la grande bellezza, la peculiare ricchezza culturale e le notevoli potenzialità turistiche delle montagne che sovrastano la Val San Martino, dal celeberrimo gruppo del Resegone lungo la dorsale dell’Albenza fino alle porte di Bergamo. Di esse racconta il nuovo e omonimo quaderno ecomuseale firmato dallo scrittore, giornalista e alpinista Ruggero Meles, attraverso un testo ricco di nozioni, informazioni, suggestioni e spunti preziosi per la conoscenza dei monti valsanmartinesi, il quale verrà presentato nell’ambito del convegno e ne sarà il protagonista principale.

Ma lo sguardo che sabato 2 dicembre, dall’ex Convento del Lavello, sarà diretto verso i monti in questione vorrà essere completo di molte altre suggestioni e il più possibile approfondito: Fabio Bonaiti, coordinatore dell’Ecomuseo Val San Martino, illustrerà ai presenti l’essenza e la sostanza dell’ente ecomuseale, soggetto culturale e didattico fondamentale per il territorio della valle anche nella sua veste di “specchio” delle genti che la abitano e del loro patrimonio culturale; chi vi scrive introdurrà il pubblico alla comprensione del valore di un altro imprescindibile ausilio per la conoscenza del territorio, le carte geografiche ed escursionistiche di recente produzione, nonché alla loro altrettanto importante funzione culturale e formativa; Patrizio Rigodanza, cartografo ed editore, entrerà nel merito della creazione delle carte inerenti il territorio della Val San Martino, in senso assoluto tra le più aggiornate e dettagliate sul mercato e in ciò rappresentanti un prestigioso standard in materia; Demetrio Perucchini, alpinista e attivista del Gruppo Amici Monte Ocone, presenterà la più recente infrastruttura a scopo turistico attivata sul territorio in questione, la Ferrata del Monte Ocone, esempio concreto dell’attività di rivalorizzazione della zona collegata al più ampio e strutturato progetto in corso di rilancio dell’intera Dorsale Orobica Lecchese, messo in luce l’estate scorsa dal Viaggio sulle Orobie organizzato dall’omonima rivista proprio lungo il sentiero DOL.

Le Nostre Montagne vuole dunque essere un convegno dalle molteplici visioni protese tanto nello spazio montano valsanmartinese quanto nel tempo, ovvero verso un futuro di rinnovata e approfondita conoscenza, considerazione e valorizzazione delle montagne di Val San Martino: il tutto al fine di sviluppare su di esse un turismo di nuova concezione, culturalmente consapevole ed ecosostenibile dal quale trarre un “modello” di azione sul territorio efficace ed emblematicamente virtuoso, nonché grazie al quale consentire un’autentica rinascita di questi “nostri” monti, che potranno tornare a essere pienamente vivi soprattutto se l’uomo su di essi tornerà altrettanto pienamente e consapevolmente a vivere.

Mi auguro che l’evento vi possa interessare e che, dunque possiate essere presenti. Sarà un vero piacere incontrarvi e dibattere di tali tematiche e di ogni altra cosa affine.

Dalle stalle alle stelle con le pietre dei monti – e con Sara Invernizzi, questa sera a RADIO THULE su RCI Radio!

Questa sera, 20 novembre duemila17, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la 2a puntata della stagione 2017/2018 di RADIO THULE, intitolata Dalle stalle alle stelle!

I manufatti umani sono lo specchio di culture e di saperi, ma riflettono anche la natura del territorio sul quale sorgono. Le architetture tipiche di Torre de’ Busi e di Carenno avevano il colore delle rocce che affiorano, della terra e degli alberi. L’unicità di queste architetture sta nel connubio tra cultura materiale e pietra locale. È un’unicità che si sta perdendo con l’abbandono, ma che è importante ricordare.” Su questi intriganti presupposti si basa Dalle stalle alle stelle, il progetto avviato da qualche settimana a questa parte che si propone di creare condivisione di conoscenza e di riportare alla memoria i particolari e unici manufatti in pietra che caratterizzano la Val San Martino e la Valle Imagna a cavallo della dorsale dell’Albenza, oltre che alla Val Taleggio.
Il proposito primario di “Dalle stalle alle stelle” è quello di coinvolgere quante più memorie e mani possibili per poter ricostruire il ricordo di un passato che è quasi del tutto crollato ma è tutt’oggi fondamentale per una virtuosa comprensione del presente e costruzione del futuro, coinvolgendo la popolazione del territorio a condividere testimonianze d’ogni genere, pensieri e racconti attraverso le quali avviare iniziative di concreta riscoperta di questo patrimonio storico: ricerche sul territorio, censimenti delle opere presenti, valorizzazione e conoscenza dei loro pregi attraverso eventi pubblici e una community su facebook. Un progetto, insomma, il cui valore assoluto non si limita certamente al territorio di riferimento ma diventa emblematico per qualsiasi altra zona dotata di simili peculiarità culturali nonché, e anche di più, per la gente che la abita e l’indispensabile cognizione dei tesori conservati dal territorio in cui vive, con tutto il loro inestimabile valore culturale.

Di tutto ciò ci racconterà Sara Invernizzi, ricercatrice e animatrice culturale, fondatrice e anima di “Dalle stalle alle stelle”, ospite di questa puntata: da dove è nato il progetto, di cosa concerne e di quali “tesori” vuole occuparsi, cosa ha realizzato finora, quali sono gli obiettivi prossimi e le finalità perseguite.

Dunque mi raccomando: appuntamento a questa sera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate delle stagioni precedenti, quiStay tuned!

Thule_Radio_FM-300Come ascoltare RCI Radio:
– In FM sui 91.800 e 92.100 Mhz stereo RDS.
www.rciradio.it (Streaming tradizionale)
http://rciradio.listen2myradio.com
(64 Kbps, 32000 Hz Stereo AAC Plus)
– Player Android: Google Play
Il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione, QUI!

Dalle stalle alle stelle: un territorio e il suo fragile “cuore” di pietra

Lunedì prossimo, 20 novembre duemila17, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la 2a puntata della stagione 2017/2018 di RADIO THULE, intitolata Dalle stalle alle stelle!

I manufatti umani sono lo specchio di culture e di saperi, ma riflettono anche la natura del territorio sul quale sorgono. Le architetture tipiche di Torre de’ Busi e di Carenno avevano il colore delle rocce che affiorano, della terra e degli alberi. L’unicità di queste architetture sta nel connubio tra cultura materiale e pietra locale. È un’unicità che si sta perdendo con l’abbandono, ma che è importante ricordare.” Su questi intriganti presupposti si basa Dalle stalle alle stelle, il progetto avviato da qualche settimana a questa parte che si propone di creare condivisione di conoscenza e di riportare alla memoria i particolari e unici manufatti in pietra che caratterizzano la Val San Martino e la Valle Imagna a cavallo della dorsale dell’Albenza, oltre che alla Val Taleggio.

Il proposito primario di “Dalle stalle alle stelle” è quello di coinvolgere quante più memorie e mani possibili per poter ricostruire il ricordo di un passato che è quasi del tutto crollato ma è tutt’oggi fondamentale per una virtuosa comprensione del presente e costruzione del futuro, coinvolgendo la popolazione del territorio a condividere testimonianze d’ogni genere, pensieri e racconti attraverso le quali avviare iniziative di concreta riscoperta di questo patrimonio storico: ricerche sul territorio, censimenti delle opere presenti, valorizzazione e conoscenza dei loro pregi attraverso eventi pubblici e una community su facebook. Un progetto, insomma, il cui valore assoluto non si limita certamente al territorio di riferimento ma diventa emblematico per qualsiasi altra zona dotata di simili peculiarità culturali nonché, e anche di più, per la gente che la abita e l’indispensabile cognizione dei tesori conservati dal territorio in cui essa vive, con tutto il loro inestimabile valore culturale.
Di tutto ciò ci racconterà Sara Invernizzi, ricercatrice e animatrice culturale, fondatrice e anima di “Dalle stalle alle stelle”, ospite di questa puntata: da dove è nato il progetto, di cosa concerne e di quali “tesori” vuole occuparsi, cosa ha realizzato finora, quali sono gli obiettivi prossimi e le finalità perseguite.

Dunque mi raccomando: appuntamento a lunedì 20/11 su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate delle stagioni precedenti, quiStay tuned!

Come ascoltare RCI Radio:
– In FM sui 91.800 e 92.100 Mhz stereo RDS.
– www.rciradio.it (Streaming tradizionale)
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– Il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione, QUI!

15 ottobre al Pertüs: una giornata speciale!

Un successo! Non si può che definire in questo modo Storie in cammino tra semplici cascine e grandi alberghi, l’evento che il Museo Ca’ Martì di Carenno ha organizzato la scorsa domenica 15 ottobre lungo il settore del percorso della Valle dei Muratori che dall’Oratorio di San Domenico transita per il nucleo rurale di Montebasso e raggiunge la dorsale dell’Albenza – sui monti tra la bergamasca e il lecchese – nei pressi del Passo degli Spagnoli e dell’ex Grande Albergo del Pertüs.

Complice una meteo quasi estiva e un cielo limpidissimo, una trentina di persone si è impegnata nella scarpinata sul sentiero spesso ripido – ma con continui e meravigliosi scorci della conca di Carenno e dei monti circostanti – sostando dapprima presso la cava di spolverino in località Costa Piana e quindi presso la grande calchera di Monte Ocone e la vicina cava di sabbia, stazioni del percorso ecomuseale delle quali il geologo Nicola Pigazzini ha illustrato la storia e le caratteristiche geologiche ed edilizie, coadiuvato dalla preziosa esperienza di Gianni Carsana, decano dei muratori carennesi. È grazie a tali risorse della montagna locale, e all’ingegno delle genti che lungo i secoli vi hanno intessuto un legame profondo e ricco di sapienze sovente sorprendenti, che sono state edificate le “semplici cascine” che ancor oggi testimoniano la vita sui monti e che hanno costruito e consolidato nel tempo la rinomata tradizione edile di Carenno e dei suoi muratori. Quella tradizione che ha permesso di edificare anche un vero e proprio gioiello architettonico ottocentesco: il Grande Albergo del Pertüs, luogo emblematico degli albori del turismo sui monti i cui muri, nonostante i segni del tempo, sanno ancora narrare moltissime storie, alcune delle quali sono state illustrate ai presenti dal sottoscritto durante la visita degli ambienti interni dell’albergo, eccezionalmente riaperti al pubblico dopo lunghissimo tempo grazie alla gentile disponibilità degli attuali proprietari dello stabile, e per la quale al gruppo di camminatori iniziali si sono aggiunte molte altre persone, giunte appositamente in loco dalla Valle Imagna e dalla bergamasca, per almeno settanta presenze complessive – “infiltrati” esclusi!

Si è quindi tornati a valle transitando dall’antica strada comunale che collega Carenno con la zona del Monte Tesoro e Costa Imagna, la quale presenta ancora in vari tratti la presenza del rissöl, la selciatura originaria in pietra locale che di nuovo testimonia in modo suggestivo la grande manualità edificatoria del territorio nonché l’importanza dei secolari traffici commerciali tra Val San Martino e Valle Imagna/valli bergamasche.

È stata una giornata speciale, insomma, bella sotto tutti i punti di vista e in particolar modo per come abbia dimostrato il grande interesse ancora ben presente nel pubblico verso i saperi tradizionali e la peculiare cultura di un territorio che va certamente salvaguardata ma, ancor più, sviluppata quale ottima base per un’evoluzione futura del rapporto culturale (in senso generale) tra l’uomo e il territorio – realmente ecosostenibile e nuovamente in armonia con l’ambiente e la sua storia. Una cultura per la cui (ri)valorizzazione mi auguro di aver dato anche ieri il mio piccolo ma assai appassionato contributo.

P.S.: trovate altre immagini fotografiche (di Graziano Morganti) della giornata nel sito del Museo Ca’ Martì, qui.