Domenica prossima in “E-planet”, su Italia 1, per parlare di iperturismo (guarda caso!)

A proposito di iperturismo: domenica prossima 2 febbraio alle ore 14 su Italia 1 interverrò in “E-Planet, il magazine green di TGCOM24 che si occupa di tutela dell’ambiente, attualità e delle storie di chi cerca di migliorare il Pianeta con innovazione e inventiva, per parlare di iperturismo (o overtourism) nei territori montani. Un tema che, inutile denotarlo, è sempre più di attualità e diventa spesso critico per molte località di montagna e per i loro territori tanto meravigliosi quanto delicati, ma che ancora viene trattato in maniera fin troppo superficiale e ben poco definita: per incompetenza, negligenza o per malizia.

Potete vedere “E-Planetin TV su Italia 1, domenica alle 14, oppure sul sito della trasmissione nel quale trovate anche tutte le puntate già andate in onda.

Grazie di cuore da subito a chiunque vorrà spendere qualche minuto del suo tempo assistere alla puntata!

[Immagine tratta da www.iltquotidiano.it.]
P.S.: grazie a Sara Del Dot, una delle curatrici di “E-Planet”, per avermi concesso l’opportunità di intervenire nel programma, e a Giovanni Baccolo che ha fatto da tramite.

La montagna che cura

Uno dei motti ancora oggi piuttosto citato nel parlare di montagne e di vita in alta quota è «la montagna è una scuola di vita»: nella sua apparente retorica novecentesca racconta una innegabile verità, coniugabile in mille modi ma del tutto effettiva: le terre alte possono insegnare molte cose anche all’uomo contemporaneo, innanzi tutto nella relazione con il loro ambiente naturale, e spesso sono insegnamenti di valore profondamente pragmatico applicabile in ogni altra circostanza proprio perché scaturenti da una dimensione nella quale ancora l’uomo non può permettersi di fare ciò che vuole (dove ciò accade ne vengono solo danni, inutile rimarcarlo) ma deve necessariamente sviluppare la più compiuta consapevolezza della sua presenza tra i monti e degli effetti che si generano.

Per gli stessi motivi è ormai assodato che la montagna può insegnare tanto a vivere quanto a risolvere, o almeno mitigare, le situazioni problematiche che una persona può dover affrontare nel corso della propria vita. È la cosiddetta montagnaterapia, alla cui scoperta invita La montagna che cura, il podcast di Luca Calzolari e Roberto Mantovani – entrambi grandi conoscitori e fini narratori delle montagne – da qualche settimana disponibile su “Rai Play Sound”. Grazie a ventiquattro giornate di registrazioni lungo i sentieri delle Alpi e degli Appennini e una decina di incontri per preparare le uscite sul terreno, epitome di un fitto intreccio di colloqui con operatori, medici, volontari, con persone affette da dipendenze patologiche, problemi di salute e disagio psichico, La montagna che cura ci porta a conoscere le esperienze italiane di montagnaterapia e racconta gli effetti delle cure basate sul potere trasformativo della montagna.

Il coro di voci raccolto dal registratore lascia intravedere il metodo seguito dagli autori, che hanno cercato di integrarsi il più possibile con le attività di montagnaterapia e con i vari soggetti che le sviluppano un po’ ovunque sulle montagne italiane. Sarebbe però un errore pensare che la montagnaterapia si esaurisca con qualche camminata in alta quota: si è invece di fronte a una pratica terapeutica complessa, che necessita di un approccio metodologico a carattere terapeutico-riabilitativo e socio-educativo. Una pratica studiata per essere svolta, attraverso il lavoro sulle dinamiche di gruppo, nell’ambiente naturale e culturale della montagna, attingendo anche alle potenzialità racchiuse nel cuore più selvatico delle alte terre, capace di dialogare con la parte più profonda di tutti noi.

La montagna che insegna e parimenti che cura, dunque. Forse anche perché le due cose non sono così dissimili e, anzi, rappresentano i due aspetti complementari che determinano la bontà e il valore della nostra relazione con le montagne, il saper essere parte della loro dimensione elevata così da viverle nel modo più benefico possibile diventando noi stessi parte della emblematica vitalità del paesaggio montano.

Per ascoltare le puntate del podcast, cliccate sull’immagine in testa al post.

Comunisti vs Goldrake!

Si dice spesso che la crisi sempre più profonda – al punto da farsi ormai funerea o quasi – della carta stampata venga da lontano ed è sicuramente vero, per molteplici motivi.

Certo è che un po’ “in crisi” lo erano, nella redazione de “L’Unità”, già nel 1979, come dimostra bene il trafiletto qui accanto (era il 30 dicembre, pagina 8). Forse era il periodo nel quale, ormai smascherata e quindi gioco forza accantonata la passione per la leggendaria antropopedofagìa comunista, non restava loro che accanirsi con irrefrenabile acredine (il giudizio circa “la infima qualità tecnica dell’animazione” è impagabile!) su altre cose ad essa in qualche modo concernenti, giusto per tentare di tener testa a quel diffuso luogo comune. Fatto sta che – forse oggi ne converranno, quei redattori – se “L’Unità” ha potuto continuare la sua gloriosa storia e poi assai meno gloriosamente terminarla un paio di decenni dopo la pubblicazione di quel trafiletto, è anche grazie alla preziosa opera di difesa da parte di Goldrake del pianeta Terra e dei terrestri – redattori de “L’Unità” inclusi, dunque – dai tentativi di invasione delle malvagie truppe di Vega.

Ecco.

(Grazie all’amico Cristiano Calori per l’indiretta ispirazione.)

Meno pupazzi, più Muppet!

Io non guardo la televisione “tradizionale” – ho una Smart TV, a casa, e la uso solo in modalità web – ma inevitabilmente mi giungono gli echi di ciò che vi si trasmette, su quei canali pubblici e privati. E anche se non li guardo, appunto, sono sicuro che se al posto di tanti programmi trasmessi riproponessero le puntate originali del vecchio, mitico, sublime The Muppet Show (sfortunati che siete, voi giovani, che non li avete conosciuti se non nella recente versione edulcorata della Disney!), di pupazzi in TV ce ne sarebbero molti, ma molti, ma molti meno.
E ci sarebbe molta più qualità, peraltro, e più serietà – perché l’ironia, quando è fatta bene, è una cosa seria, non dimenticatevelo.

(Fate clic sull’immagine per rivedere una delle puntate originali dello show, con tanto di special guest star.)

Il podcast della puntata #15 di RADIO THULE 2012/2013

Ecco qui, come tradizione del giorno successivo a quello della diretta, il file in podcast della puntata #15 di RADIO THULE 2012/2013 di lunedì 20 Maggio 2013!
Pronti ad ascoltare la radio come fosse una rivista da leggere, dalle pagine ricche dei più svariati argomenti? E’ giunta l’ora, questa sera, di sfogliare Cronache da Thule 3 e disquisire di libri, musica, idee, opinioni, facezie, disgrazie, considerazioni sul mondo che ci sta intorno serie oppure no… Cronache da Thule, ovvero il numero 3, per questa stagione, del magazine di RADIO THULE!
In questa puntata si parlerà… Del più importante evento italiano dedicato ai libri e alla lettura, di una rock band e di un album fondamentale per la musica degli ultimi 25 anni, di uno sconcertante scempio ambientale perpetrato lo scorso inverno in Valtellina e delle sue conseguenze, di una affascinante mostra dedicata alle Alpi lombarde… E di molto molto altro! – il tutto, come sempre, ben accompagnato dalla consueta selezione musicale di alta qualità.

Cliccate sulla radio qui sopra per ascoltare e scaricare il file, oppure visitate la pagina del blog dedicata al programma con tutto l’archivio delle puntate di questa e delle stagioni precedenti.

Prossimo appuntamento con RADIO THULE, lunedì 3 Giugno 2013. Save the date e, per ora, buon ascolto!