Analfabetismi funzional-montani: la neve artificiale e l’ANEF

[Foto di moerschy da Pixabay.]

Un appello al governo arriva però anche dalle Alpi che chiedono nel complesso dei temi per lo sviluppo dei territori montani, interventi per i bacini per l’innevamento artificiale, che risultano fondamentali per assicurare la continuità e lo sviluppo del turismo invernale nelle località interessate. Bacini che rivestono in generale quattro funzioni. Oltre all’innevamento delle piste da sci, infatti, sono importanti per il turismo estivo, quale valore aggiunto al paesaggio, per l’agricoltura e per la disponibilità di acqua negli interventi antincendio.

[Brano tratto da questo articolo di “Montagna.tv” del 12 gennaio 2023; in esso non c’è un’attribuzione diretta delle dichiarazioni citate ma è intuibile che vengano dai gestori dei comprensori sciistici alpini rappresentati nell’occasione da Valeria Ghezzi, presidente di ANEF – Associazione Nazionale Esercenti Funiviari, che li riunisce.]

Sebbene l’innevamento artificiale rimanga la strategia di adattamento dominante, i nostri risultati confermano studi precedenti che indicavano che non sembra essere cruciale nel sostenere i flussi turistici. Inoltre, i costi di innevamento artificiale aumenteranno in modo non lineare all’aumentare delle temperature e, se le temperature aumentano oltre una certa soglia, l’innevamento semplicemente non sarà praticabile, soprattutto alle quote più basse, le più colpite dal cambiamento climatico. Come sottolineato dall’OCSE (2007), anche se la neve artificiale può ridurre le perdite finanziarie dovute a casi occasionali di inverni carenti di neve, non può proteggere dalle tendenze sistemiche a lungo termine verso inverni più miti.

[Da Questioni di Economia e Finanza (Occasional Papers). Climate change and winter tourism: evidence from Italy, quaderno nr.743 del dicembre 2022 di Banca d’Italia, a cura di Gioia Maria Mariani e Diego Scalise.]

Dunque, l’innevamento artificiale delle piste da sci è veramente così “fondamentale” per le località interessate, come costantemente gli impiantisti vorrebbero far credere?

Se già il più ordinario buon senso farebbe rispondere con certezza di no, c’è il sostegno al riguardo di innumerevoli documenti autorevoli, tra i quali quello di Banca d’Italia è uno dei più recenti ma non sarà certo l’ultimo.

Inoltre, per la cronaca: sostenere che un bacino di raccolta dell’acqua per l’innevamento delle piste da sci sia «un valore aggiunto al paesaggio» è una gigantesca panzana, dato che tali bacini, palesemente artificiali e dunque ben diversi da un lago naturale armonico al territorio, non sono nemmeno balneabili per ovvie ragioni di sicurezza. Che siano importanti per l’agricoltura fa ridere, perché voglio vedere che una riserva d’acqua destinata forzatamente a fare tornaconti innevando piste da sci possa essere magnanimamente destinata dai gestori dei comprensori sciistici a irrigare i campi della pianura. Che possano servire per spegnere gli incendi boschivi è tutto da vedere: personalmente non mi è mai capitato di vedere un elicottero dell’antincendio pescare acqua da tali bacini. Ecco.

Ogni giudizio, anche piuttosto esplicito, verso chi sostenga quelle insensatezze contenute nella prima citazione viene inevitabilmente da sé.

Nel frattempo, in Alta Valtellina…

Ah, gente proprio fortunata quella dell’alta Valtellina!
Clima impazzito o no, grazie alle Olimpiadi loro la neve per sciare sulle piste ce l’avranno «sicura».

Be’, certo, sempre che non soffrano di qualche malanno fisico

O forse che i moderni cannoni sparaneve posseggano anche qualità sanitarie e terapeutiche? 🤔

Crisi idrica, o crisi di “valori”?

Dopo che il 24 giugno scorso la Regione Lombardia ha comunicato lo stato d’emergenza regionale fino al 30 settembre 2022 – leggo sul web -, in data 4 luglio il Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo “Stato di emergenza per crisi idrica” fino al 31 dicembre 2022 in cinque regioni del Nord Italia. Tra queste è presente anche la Lombardia, alla quale saranno stanziati 9 dei 36,5 milioni di euro a carico del Fondo per le emergenze nazionali utili a fronteggiare l’emergenza idrica, «La più grave degli ultimi 70 anni» secondo le parole del premier Mario Draghi.

Ora, scusatemi se mi mostro ripetitivo e quindi inesorabilmente noioso, ma non riesco a non chiedere: che logica e quale proporzionalità si possono dedurre dal confronto tra lo stanziamento di 9 milioni di Euro per fronteggiare una così grave emergenza idrica, cioè di carenza d’acqua, a livello regionale e – per citarne un altro stanziamento tra i tanti dei quali ho già scritto – i 12,5 milioni di Euro concessi per un singolo intervento a scopo turistico-ricreativo nel quale è compreso il potenziamento di un impianto di innevamento artificiale, cioè un metodo di consumo di acqua? Ed è solo uno tra i molti casi e dei tanti milioni di Euro elargiti per opere affini (in Lombardia con particolare costanza, vedere alle voci “Elezioni 2023” e “Olimpiadi 2026”), ribadisco.

Dunque? Dobbiamo pensare che, nella scala di valori (economica ma non solo, ovviamente) considerata dalle istituzioni pubbliche e politiche, la carenza di acqua che colpisce pressoché tutti è meno grave e importante del divertimento di pochi sulle piste da sci?

Ma no, certamente! È solo una provocazione, la mia!

O no?

Date un occhio a questi bacini per la neve artificiale, a Madonna di Campiglio

Qualche giorno fa, girovagando sul web, mi sono imbattuto nel sottostante articolo, nel quale si riferisce di due nuovi bacini artificiali per l’innevamento artificiale delle piste realizzati dalla società di gestione del comprensorio sciistico di Madonna di Campiglio-Pinzolo (provincia di Trento), e se ne parla bene.


Nell’articolo (cliccate qui sopra per leggere in originale) si scrive che: «Indubbiamente qualche impatto c’è stato, soprattutto nella fase di realizzazione, ma bisogna riconoscere che c’è stato un notevole impegno per il loro inserimento nel contesto naturale. A contenere l’impatto ambientale è stata anche la quota non troppo elevata, al di sotto dei 1.900 m, entro la zona fitoclimatica del Picetum, dove le “cicatrici” inferte dall’uomo sull’ambiente naturale si rinaturalizzano con maggiore facilità. Entrambi sono diventati meta di piacevoli passeggiate e di piacevoli tuffi rinfrescanti, oltre a costituire importanti riserve idriche ad esempio per lo spegnimento di incendi boschivi. Il loro riempimento, nel corso della primavera, è garantito per caduta dallo scioglimento delle nevi. Complessivamente costituiscono una preziosa riserva di acqua in quota.»

Vi chiedo, senza alcuna tendenziosità e al netto dell’eventuale partigianeria dell’articolista: che ne pensate? Vi sembra effettivamente un intervento ben fatto e accettabile? Oppure trovate che nuovamente si stia cercando solo di giustificare l’ingiustificabile?

Fatemi sapere la vostra opinione!

L’acqua preziosa, (da) sempre

Da più di un mese ogni giorno cerchiamo l’acqua sul nostro piccolo ghiacciaio che inesorabilmente sta sempre più arretrando. I tubi si allungano, si cambiano le posizioni nei crepacci, ogni giorno con il pensiero di non avere l’acqua in rifugio. Oltre al normale lavoro che svolgiamo c’è anche questo lato che ti fa ricordare di essere umile, rispettoso e impotente nei confronti di madre natura.
Pazientate se vi ricordiamo di spegnere sempre l’acqua quando vi lavate i denti (non solo qui ma anche a casa), di usarla con parsimonia mentre vi lavate ma è un elemento troppo prezioso e non va sprecato.

Questo è un post pubblicato dal Rifugio Quinto Alpini (in Val Zebrù, Lombardia) sulla propria pagina Facebook – le immagini sopra pubblicate sono quelle che lo corredano. Penserete senza temere di sbagliare che siano parole di questi giorni, vista la situazione di emergenza idrica che stiamo affrontando. Invece è del 24 agosto 2021, lo scorso anno, nel quale l’inverno era stato particolarmente nevoso, la primavera piuttosto fresca (il che avrebbe dovuto conservare la neve sui ghiacciai in maniera ottimale) e l’estate non raggiungeva i picchi di temperatura di quella in corso.

Ecco.

Ora, quando sentite quei personaggi, solitamente politici, che sui media e pubblicamente in vari modi dichiarano e ritengono che la situazione dell’anno in corso sia “eccezionale”, il che giustificherebbe lo stato di emergenza attuale ma non certo altre iniziative preventive o di mitigazione dei rischi futuri di carenze idriche (tanto «siamo ricchi di acqua», no?), sappiate formulare per essi il giudizio più consono che si meritano. Anche perché, se sapremo affrontare al meglio e in modo veramente resiliente le situazioni climatiche ambientali del prossimo futuro, non sarà certo grazie a quei personaggi. Anzi.