“Racconti dal Lago” 2017: domenica 7 maggio a Bellano la presentazione del volume!

Domenica 7 maggio prossimo a Bellano, nell’ambito di Piccoli Editori in Fiera 2017, avrò l’onore e il piacere di presentare il volume che raccoglie i testi selezionati per la seconda edizione del concorso letterario Racconti dal Lago, promosso da Historica Edizioni (che cura la pubblicazione del volume) e da Cultora, il portale italiano di informazione culturale – concorso per il quale ho fatto da curatore, spero nel modo migliore possibile.

Sarà un onore, appunto, presentare una raccolta veramente sorprendente sotto molti punti di vista, che nelle molteplici voci letterarie da cui è composta (per le quali gli autori meritano un grande plauso) riesce a interpretare bene quello che è lo scopo “culturale” del concorso, ovvero la trasmutazione della bellezza del paesaggio del Lago di Como e delle emozioni che sa suscitare in genuina e intensa espressività letteraria, sulla scia – anzi, sull’onda (assai ampia) dei numerosi grandi scrittori (da Plinio il Vecchio a Paolo Diacono, a Wordsworth, Stendhal, Flaubert, Twain Foscolo, Hesse… oltre al Manzoni, naturalmente) che nel passato hanno fatto altrettanto, lasciando circa il loro incontro con il Lario testimonianze vibranti e tutt’oggi assolutamente suggestive.
D’altro canto, come recita la quarta di copertina del volume…:

“Il segreto della felicità è possedere una decappottabile e un lago” sosteneva Charles M. Schulz, il creatore dei Peanuts. Il lago c’è, è quello di Como ed è tra i più belli al mondo, da sempre ispirante generazioni di artisti e scrittori. Come una “decappottabile” letteraria con a bordo trentadue intensi racconti, questa raccolta ne esplora le rive geografiche, le sponde emozionali, le coste che riflettono sull’acqua tutta la bellezza e la vitalità delle suggestioni che vi scaturiscono, la cui lettura è un viaggio assolutamente intrigante. Come la scoperta del segreto d’una lacustre felicità.

Cliccate sull’immagine soprastante per leggere il programma dell’intera manifestazione, e… Ci vediamo a Bellano, domenica 7 maggio alle ore 10.30, con molti degli autori presenti nella raccolta! Non mancate!

a2410

a2410 è la realizzazione di una piccola/grande utopia: portare e offrire l’arte contemporanea – visiva e non solo – in alta montagna, in modo giammai estemporaneo e random ma in profonda armonia geografica, artistica, culturale e antropologica con il luogo in cui si manifesta. Non una novità in senso assoluto, l’arte in quota: eventi del genere sono già stati realizzati, a volte con risultati interessanti, altre più discutibili quando non sconclusionati, ma a mio modo di vedere ciò che offre il progetto a2410 è qualcosa di rara suggestione ed efficacia, nonché di sagace contestualizzazione.

a2410 è un “bivacco di cultura” che nasce in cima alla Grigna Settentrionale (o Grignone), una delle più celebri vette prealpine italiane, a 2410 m di quota. a2410 è uno spazio mobile e temporaneo pensato per esistere nelle condizioni ambientali più estreme. La “cellula” di a2410 è capace di ospitare al suo interno un pubblico di 40 persone ed eventi culturali con proiezioni, talks, presentazioni, concerti, performance; è dotato di una tecnologia a/v d’avanguardia, fornendo un’esperienza immersiva totale con audio spazializzato e ascolto wireless auricolare, video proiezioni con sistema dome e ripresa video su canale a 360°; oltre che streaming live e podcast con stessa tecnologia.

a2410 nasce da una proposta di Alex Torricini, gestore del Rifugio CAI Milano Luigi Brioschi posto appena sotto la vetta della Grigna Settentrionale, e da un’idea dell’artista Francesco Bertelé che di a2410 è il direttore artistico, il tutto coordinato e curato dall’Associazione Culturale Mobeel. Nel team vi sono anche Andrea Vittone (production manager), Martino Coffa (responsabile tecnico/tecnologico), Michela Sacchetto (curatrice del programma artistico) e Filippo Falco (curatore del programma musicale).
Ogni altra informazione su a2410 la potete trovare nel sito del progetto, qui.

Attualmente, sulla piattaforma WeArt, è in corso il crowdfunding per la raccolta fonti a sostegno del progetto e degli scopi prefissati: credo sia un’ottima occasione di far parte di qualcosa di veramente innovativo e culturalmente intrigante, che permetterà a una delle più vivide rappresentazione umane della vita, ovvero l’arte, di manifestarsi in un dei luoghi più emblematicamente vitali che vi siano, la Natura dell’alta montagna. Una piccola/grande utopia, appunto, un sogno che deve divenire una bella realtà per far che in tale realtà ci si senta come in un bellissimo sogno, ecco.

Cliccate sull’immagine del logo di a2410 in testa all’articolo per visitare la piattaforma WeArt e aderire al crowdfunding.

Alpes

Alpes è un’altra di quelle realtà culturali che, a mio modo di vedere, devono essere assolutamente conosciute.

Così si legge, sul sito web, al proposito:

Alpes è un’officina culturale di luoghi e paesaggi che, partendo da quello alpino, si è aperta nel corso degli anni a tutti i temi che riguardano i popoli e le storie delle ‘Terre Alte’ così come al paesaggio urbano. Dal 2012, con la sua attività, propone e realizza iniziative per una nuova forma di fruizione e studio dei territori.

Prendendo le mosse da tale identificativo punto di partenza, potrei scrivere moltissimo per delineare il valore di Alpes, ma preferisco invece restare a quell’iniziale definizione – che peraltro trovate fin sulla home page del suddetto sito, come fosse una sorta di motto “programmatico”: officina culturale di luoghi e paesaggi.

Perché c’è già tutto quanto, lì dentro, riguardo Alpes:

  • Un’officina: l’ambito ove si crea, si fa, si producono opere in quanto attrezzato esso a creare, appunto, a realizzare qualcosa di valore caratteristico se non unico, di artigianale nel senso originario del termine – direttamente derivante da artes, “arte”.
  • Culturale: nell’officina di cui ho appena detto si produce cultura. Serve denotare quanto (drammatico, disperato) bisogno di tale produzione vi sia, nel mondo contemporaneo e in particolare dalle nostre italiche parti? Ecco, dunque non c’è altro da aggiungere, al riguardo.
  • Di luoghi: cioè gli spazi vissuti dall’uomo, quelli che generano emotività e identità culturale, nei quali l’uomo riflette sé stesso e la propria civiltà nel contempo venendone influenzato, gli spazi ai quali vi si rapporta attraverso il fondamentale legame antropologico che sostanzialmente ci permette di essere animali civili e civilizzati, in grado di territorializzare lo spazio vissuto (rendendolo effettivamente “luogo”, dunque dotato d’un peculiare Genius Loci) e di lasciare in esso i propri segni di presenza, esistenza, consistenza, essenza.
  • E paesaggi: il paesaggio che è la forma dell’ambiente determinata dalle fisionomie di esso e dalle conseguenti relazioni determinate dalla presenza e dall’azione dell’uomo. Ovvero: se il luogo è lo spazio emotivamente vissuto e per questo generante identità, il paesaggio è la percezione e la cognizione di quel luogo, cioè l’identificazione intellettuale di esso.

Ecco: in questi quattro elementi, che formano il suddetto “motto programmatico”, c’è tutto quanto è Alpes. Ma non solo: a ben vedere c’è pure tutto, o quasi, il rapporto che lega l’uomo al territorio, in senso filosofico – attraverso i rimandi culturali denotati – ma ancor più in senso attivo, attraverso il creare cultura legata a quel rapporto e che di esso sia effetto tanto quanto causa. Per questo, ribadisco, conoscere Alpes ritengo sia qualcosa di doveroso e fondamentale.

Cliccando sull’immagine in testa al post potrete visitare il sito web di Alpes e conoscere l’officina con ben maggiori dettagli. C’è tanto da scoprire – il team, gli autori, gli eventi, lo store… – e da conoscere, ve lo assicuro.

REMINDER: “Tempo della Terra Orbis”, un cammino archeopoetico e letterario con Davide Sapienza e…

bergamo_cittaalta

Questa domenica, 19 marzo 2017, in occasione dell’uscita della nuova edizione de I Diari di Rubha Hunish di Davide Sapienza e col prezioso supporto di ALPES, sarò a Bergamo con Davide – tra i più illuminanti scrittori italiani in senso assoluto – e Stefania Casini, direttrice del Museo Archeologico e prestigiosa divulgatrice culturale, conversando nel corso di un cammino geoarcheologico nella splendida cornice di Città Alta, intorno alle Mura Venete (candidate a Patrimonio UNESCO), che comprenderà anche la visita in luoghi particolari solitamente non visitabili e eccezionalmente aperti per l’occasione ai partecipanti. A seguire, in Sala Curò, nella meravigliosa Cittadella, avrò l’onore di condurre una conversazione con Davide Sapienza, Stefania Casini e i partecipanti al cammino intorno ai temi narrati ne I Diari alla scoperta dell’essenza dell’esplorazione geopoetica del territorio – qualsiasi esso sia: selvaggio, naturale, urbano – attraverso un inedito sguardo sul mondo e un camminare condiviso per evocare lo spirito dei luoghi interessati.

logo-alpes_250ombraL’evento è a numero chiuso e prevede la prenotazione obbligatoria: cliccate sulle immagini per saperne di più e, nel caso, per prenotarvi.

Sarà un evento unico per tanti motivi – e non è un’esagerazione, questa: per la possibilità di visitare luoghi altrimenti inaccessibili dacché riservati a pochissimi, di esplorare la meraviglia urbana di Città Alta in un modo nuovo, diverso, profondo, illuminante, di conoscere nella sua nuova edizione una pietra miliare della letteratura di viaggio (sotto ogni accezione di questo termine) quale è I Diari di Rubha Hunish, per la fortuna di dialogare direttamente con Davide Sapienza e lasciarsi da lui guidare verso i territori dell’Ultratempo… Insomma, sarà un evento da non perdere!

P.S.: qui potete scaricare il comunicato stampa ufficiale dell’evento.

“Tempo della Terra Orbis”: un cammino archeopoetico e letterario con Davide Sapienza e…

bergamo_cittaalta

Domenica 19 marzo 2017, in occasione dell’uscita della nuova edizione de I Diari di Rubha Hunish di Davide Sapienza e col prezioso supporto di ALPES, sarò a Bergamo con Davide – tra i più illuminanti scrittori italiani in senso assoluto – e Stefania Casini, direttrice del Museo Archeologico e prestigiosa divulgatrice culturale, conversando nel corso di un cammino geoarcheologico nella splendida cornice di Città Alta, intorno alle Mura Venete (candidate a Patrimonio UNESCO), che comprenderà anche la visita in luoghi particolari solitamente non visitabili e eccezionalmente aperti per l’occasione ai partecipanti. A seguire, in Sala Curò, nella meravigliosa Cittadella, avrò l’onore di condurre una conversazione con Davide Sapienza, Stefania Casini e i partecipanti al cammino intorno ai temi narrati ne I Diari alla scoperta dell’essenza dell’esplorazione geopoetica del territorio – qualsiasi esso sia: selvaggio, naturale, urbano – attraverso un inedito sguardo sul mondo e un camminare condiviso per evocare lo spirito dei luoghi interessati.

logo-alpes_250ombraL’evento è a numero chiuso e prevede la prenotazione obbligatoria: cliccate sulle immagini per saperne di più e, nel caso, per prenotarvi.

Sarà un evento unico per tanti motivi – e non è un’esagerazione, questa: per la possibilità di visitare luoghi altrimenti inaccessibili dacché riservati a pochissimi, di esplorare la meraviglia urbana di Città Alta in un modo nuovo, diverso, profondo, illuminante, di conoscere nella sua nuova edizione una pietra miliare della letteratura di viaggio (sotto ogni accezione di questo termine) quale è I Diari di Rubha Hunish, per la fortuna di dialogare direttamente con Davide Sapienza e lasciarsi da lui guidare verso i territori dell’Ultratempo… Insomma, sarà un evento da non perdere!

P.S.: qui potete scaricare il comunicato stampa ufficiale dell’evento.