RADIO THULE, 10 giugno!

Prendete carta, penna, bloc notes, post-it, diario, calendario, smartphone, pergamena, tavoletta di cera, spray sul muro del soggiorno e tatuaggio permanente sul palmo della mano (o dite al vostro maggiordomo o segretario/a personale) e appuntatevi che: il prossimo appuntamento di RADIO THULE, la puntata #15 della stagione 2018/19, andrà in onda lunedì 10 giugno, non lunedì 27 maggio. Sempre alle ore 21, sempre live in fm e streaming su RCI Radio. E, ve lo posso dire fin da subito, con una ospite specialissima.

D’accordo, dunque? Ci si sente lunedì 10/06, così la sera di lunedì 27 l’avete libera e potete guardare qualche bel programma televisivo, che ce n’è a iosa. Questo, ad esempio, forse il più bello che vada in onda in TV. Garantito!

Sapete perché “Milan l’è on gran Milan”? Be’, questa sera alle 21 ascoltate RADIO THULE, su RCI Radio!

Questa sera, 1 aprile duemila19, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la 12a puntata della stagione 2018/2019 di RADIO THULE, intitolata Perché Milan l’è on gran Milan!”.

Milano, Europa. RADIO THULE vuole rendere omaggio all’unica città d’Italia veramente europea, realmente cosmopolita, al passo coi tempi, protesa al futuro, l’unica che possa essere paragonata e rivaleggiare con le altre grandi città d’Europa e del mondo. Ormai è innegabile, e viene rimarcato da chiunque, lo scatto in avanti della metropoli lombarda rispetto al resto del paese compiuto negli ultimi anni; ma, nonostante la sua contemporaneità, Milano conserva ancora tanta parte della sua storia, della sua identità peculiare, del fascino antico e delle tradizioni che hanno fatto da solida base culturale e sociale per lo sviluppo odierno. In questa puntata compiremo una breve ma intensa esplorazione della città, delle sue cose più celebri e celebrate, dei luoghi culturali che la rendono così importante, delle curiosità e dei misteri che nasconde tra le sue vie e tra le pieghe della sua storia, dell’essenza identitaria urbana che è ancora ben presente, nonostante le profonde trasformazioni degli ultimi decenni e la sua natura così cosmopolita. Perché appunto, nonostante tutto, come recita il testo di quella notissima canzone dialettale del 1939 di Alfredo Bracchi e Giovanni D’Anzi, «Lassa pur ch’el mond el disa, ma Milan l’è on gran Milan!».

Dunque mi raccomando: appuntamento a stasera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate delle stagioni precedenti, qui. Infine, segnatevi già l’appuntamento sul calendario: lunedì 15 aprile, ore 21.00, la prossima puntata di RADIO THULE! Stay tuned!

Thule_Radio_FM-300Come ascoltare RCI Radio:
– In FM sui 91.800 e 92.100 Mhz stereo RDS.
www.rciradio.it (Streaming tradizionale)
http://rciradio.listen2myradio.com
(64 Kbps, 32000 Hz Stereo AAC Plus)
– Player Android: Google Play
Il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione, QUI!

Steikolders! Steikolders! Steikolders!

Ormai l’ho ben capito da tempo: qualsiasi progetto in ambito culturale – non solo, ma lì parecchio – che non contenga nel proprio testo la parola “stakeholder”, non vale una cippa. Cioè: in realtà magari vale tantissimo, ma è come un genio vestito in modo ordinario tra persone ordinarie ma vestite all’ultima moda. Passa per un tizio modesto e dimesso, ecco.

Ormai termini come abstract, location, brand o contest sono roba da dilettanti pivelli; qui la “competizione” a chi la scrive più anglofona si fa sempre più dura. D’altro canto, vista la notevole diffusione di quella prima parola citata, mi viene pure da dire al riguardo che oggi son tutti buoni a fare gli stakeholders con i money degli altri! Eh!

P.S.: volete essere troppo avanti? Usate la definzione stakeholder engagement. La usano ancora in pochissimi, quindi ci fate un figurone. Garantito.

Lo scandalo infinito

Intanto lor “signori” intonacati, in barba agli ormai incalcolabili casi da tutto il mondo dei quali ogni giorno di più si hanno notizie (ovviamente pressoché ignorate da molti media italiani) e dei relativi procedimenti giudiziari, ma di contro forti della sostanziale impunità garantita loro dalle gerarchie ecclesiastiche – a partire dal capo supremo, quello che molti definiscono “rivoluzionario” – oltre che dalla viltà dei loro fedeli, continuano a palesare tutta la loro pericolosa devianza mentale e morale, da un lato credendosi (e facendosi credere) depositari della parola di Dio in Terra, e dall’altro rendendosi protagonisti di tali ripugnanti episodi (e non solo di questi).
Non resta che sperare che si realizzi al più presto la loro inesorabile sorte, quella di “soffocare” nell’immoralità da essi stessi creata nei secoli. Sarebbe la prova migliore e più concreta dell’esistenza di una “giustizia divina” e, forse, l’unica possibile salvezza per la fede di cui sono così abietti rappresentanti, già.

Questo è il lato più atroce dell’insegnamento morale quale è impartito dai papi e dal clero: che esso sviluppa i lati più vili della natura umana.

(Gaetano Salvemini)

Monoteismi

Le quattro maggiori religioni monoteiste. Ecco.
Peraltro, credo, con la quarta dell’elenco in costante crescita di “fedeli”, ben più delle altre!*

P.S.: e se volete conoscere la mia “professione di fede”, guardate qui.

(*: al punto che… clic!)